Lanci orbitali del 2018

statistiche

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Proviamo a fare un riassunto ed una “analisi” dei lanci orbitali avvenuti nel 2018.

Innanzitutto per lanci orbitali si intendono (o meglio, io qui intendo) tutti quelli che sono riusciti a piazzare il proprio carico in orbita, o più precisamente che hanno raggiunto o superato la velocità orbitale visto che alcuni payload sono usciti dall’orbita terrestre, a prescindere che questa fosse quella desiderata.

Sono stato indeciso a lungo se inserire o meno in questa lista quello che è stato il lancio inaugurale del 2018 che ha visto un Falcon 9 portare a bordo un segretissimo carico noto come Zuma. Data la riservatezza sulla natura di questo satellite non è dato sapere il tipo di orbita che doveva essere acquisita ma pare che il carico sia andato perduto, probabilmente a causa del malfunzionamento del sistema di separazione (non fornito da SpaceX). Ammettendo (pur in assenza di conferme ufficiali che forse mai ci saranno) che il satellite sia rientrato in atmosfera non si può escludere che un’orbita sia stata comunque acquisita e che sia stato fatto intenzionalmente de-orbitare una volta capito che non ci sarebbero state possibilità di metterlo sull’orbita voluta. La separazione dei satelliti avviene infatti di norma quando un’orbita (perlomeno preliminare) è stata acquisita e questo mi ha portato alla decisione finale di inserire questo lancio in quelli orbitali.

Il 2018 ha visto quindi 112 lanci orbitali non proprio equamente ripartiti fra i 12 mesi. In agosto (buon per noi che eravamo in vacanza!) ci sono stati solo 4 lanci mentre l’anno, che era iniziato col botto grazie ai 13 lanci di gennaio, si è chiuso con il super-botto grazie ai 13 lanci di novembre e ai 15 di dicembre. Cina e USA l’hanno fatta da padrone, con la prima che ha saputo effettuare ben 5 lanci sia in gennaio che in dicembre mentre i secondi “solo” in gennaio, ma gli USA hanno effettuato almeno due lanci in ogni mese di calendario mentre la Cina in agosto ne ha effettuato uno solo. In maggio Cina e USA si sono spartiti tutti i lanci effettuati in quel mese, mentre in novembre ci sono stati ben sette lanci effettuati da altre nazioni.

Alla fine l’anno si è chiuso con 38 lanci da parte della Cina e 34 da parte americana, mentre tutte le altre “nazioni” (l’Europa agisce come un’entità unica) messe assieme ne hanno effettuati 40, con il Giappone fanalino di coda grazie a soli 6 lanci (in media uno ogni due mesi).

A proposito di medie, 112 lanci in un anno fanno un lancio ogni 3,26 giorni ma ovviamente la cadenza reale non è stata questa. I due estremi sono rappresentati dai 14 giorni senza lanci fra il 24 agosto ed il 7 settembre ed i 14 minuti che hanno separato il lancio di un Ariane 5 e quello di un Falcon 9 avvenuti il 25 luglio. Per quanto riguarda le singole nazioni il primato spetta assolutamente alla Cina che è stata l’unica in grado di effettuare due lanci lo stesso giorno e per ben due volte (il 9 luglio e il 7 dicembre) mentre all’opposto troviamo l’India che per 158 giorni (dal 11 aprile al 16 settembre) non ha effettuato alcun lancio. I momenti più concitati dell’anno sono stati il 9 luglio, che ha visto i già citati due lanci cinesi ed uno russo e gli ultimi tre giorni di marzo con tre lanci il 29 (India, Russia e Cina), uno il 30 (USA) e uno il 31 (ancora Cina).

L’agenzia spaziale cinese (CNSA) ha effettuato 37 dei 38 lanci cinesi dominando di conseguenza la classifica riservata alle “aziende”, intese come agenzie spaziali od organizzazioni governative e private. Completano il podio SpaceX con 21 lanci e Roscosmos con 16. Fanalini di coda Orbital ATK, Expace e Northrop Grumman con un lancio a testa.

Per quanto riguarda invece i singoli vettori, la parte a dir poco dominante l’ha recitata l’americano Falcon 9 che con i suoi 20 lanci ne ha effettuati quasi il doppio rispetto al più vicino inseguitore, il cinese Lunga Marcia 3B che di lanci ne ha effettuati 11. Chiude il podio la versione 2-1 del russo Soyuz con i suoi 9 lanci.

Il Falcon 9 domina anche per quanto riguarda i lanci più ravvicinati, avendone effettuati due nell’arco di 2 giorni (il 3 ed il 5 dicembre) seguito dal Lunga Marcia 2D con 4 giorni ed il Soyuz 2-1 con 10 giorni.

Se invece non consideriamo la distinzione fra le varie versioni dei singoli vettori la classifica per il maggior numero di lanci è sempre comandata dal Falcon 9 dall’alto dei suoi 20 lanci ma i vari Soyuz hanno raggiunto quota 15 distanziando di un lancio i cinesi Lunga Marcia 3 e Lunga Marcia 2 appaiati a quota 14.

I 112 lanci sono avvenuti da 14 diverse località, capitanate dall’americana Cape Canaveral con 20 lanci alla quale seguono le cinesi Xichang e Jiuquan con rispettivamente 17 e 15 lanci.

Il primato per i lanci più ravvicinati è sempre di Cape Canaveral con 4 giorni seguita dai 6 giorni di Jiuquan e i 10 di Plesetsk. Curioso il caso di Vostochny i cui due lanci sono avvenuti a ben 329 giorni di distanza (il 1 febbraio ed il 27 dicembre) ma alla stessa identica ora, le 2:07 GMT. Ma non è da meno Uchinoura dove gli unici due lanci del 2018 sono avvenuti nel giro di 16 giorni uno dall’altro (il 17 gennaio ed il 3 febbraio). Da rilevare anche l’ottimo risultato dell’India che sebbene come abbiamo visto è rimasta 158 giorni senza effettuare lanci è stata in grado di effettuare due lanci da Sriharikota a distanza di 13,5 giorni facendo meglio anche di Kourou.

Se la Cina ha effettuato il maggior numero di lanci orbitali non risulta però la nazione ad aver portato la quantità maggiore di massa nello spazio. Purtroppo il dato sulla massa portata in orbita non sempre è disponibile a causa dei numerosi lanci coperti da segreto militare, e quando lo è spesso si tratta di un dato di massima oppure parziale, soprattutto nel caso siano presenti molti payload diversi sullo stesso volo. Molto raramente quindi è dato sapere con estrema esattezza l’ammontare della massa portata in orbita ad ogni lancio. Tuttavia con i dati a noi noti si possono comunque fare delle stime abbastanza precise e quindi non molto distanti dai valori reali, che tra l’altro mai nessuno saprà con certezza. Nei casi in cui non esiste alcun dato sulla massa portata in orbita ho calcolato per ogni versione dei vari razzi la media del carico portato in orbita quest’anno (o negli anni precedenti nei casi in cui manchino totalmente dati nel 2018) nei lanci in cui questo valore era noto e l’ho applicato ai lanci senza informazioni. Ben sapendo che i vari valori non possono affatto essere quelli reali si tratta comunque di stime ampiamente accettabili nel quadro generale e più che sufficienti per dare un’ordine di grandezza e mettere a confronto i vari razzi e le varie nazioni.

Ecco quindi che la Cina ha sì effettuato il 34% di tutti il lanci orbitali del 2018 ma ha portato in orbita solamente il 15% della massa complessiva. In questa classifica non è nemmeno fra i primi tre, superata da Europa e Russia e surclassata dagli USA che con circa 150 tonnellate portate in orbita hanno contribuito per il 41% del totale. Da rilevare anche che il Giappone pur avendo effettuato un lancio in meno rispetto all’India ha portato in orbita il doppio della massa.

Per quanto riguarda i vari razzi, c’è stato il dominio del Falcon 9 che da solo ha contribuito per il 30% della massa totale. In pratica il doppio di tutti i razzi cinesi messi assieme. Anche qui, il primo razzo cinese (Lunga Marcia 3B) non entra fra i primi tre superato oltre che dal Falcon 9 anche da Ariane 5 (12% della massa totale) e Soyuz FG (8%).

Se invece non consideriamo la distinzione fra le varie versioni, i razzi Soyuz superano l’Ariane con il 17% della massa totale. Anche qui, il Lunga Marcia 3 si deve accontentare del quarto posto. Delle 23 famiglie di razzi utilizzate in questo 2018 per portare carichi in orbita è curioso come gli unici due razzi definiti Heavy (il Falcon ed il Delta IV) abbiano sollevato rispettivamente solo lo 0,3% e lo 0,2% della massa totale!