Lancio Giove-B

E’ ormai tutto pronto per l’imminente lancio del secondo satellite di prova del programma di navigazione Europeo Galileo.
La partenza è prevista da Baikonur alle 00:16 di Domenica 27 Aprile a bordo di un Soyuz-Fregat.
GIOVE-B è stato costruito da un consorzio di Società Europee guidato da Astrium GmbH e Thales Alenia Space che ne ha eseguito l’integrazione negli stabilimenti di Roma.
Come il suo predecessore anche questo satellite monta due orologi atomici al rubidio con stabilità di 10 nanosecondi al giorno.
A bordo però ci sarà anche il più evoluto Passive Hydrogen Maser (PHM) il quale è 10 volte più preciso degli altri due orologi e sarà la prima volta che uno strumento di questo tipo verrà lanciato nello spazio e diventerò l’orologio atomico più stabile presente nello spazio.
Nei satelliti definitivi saranno installati due PHM per i compiti nominali e due orologi “classici” al rubidio come backup.
A bordo di questo satellite è installato anche un payload dedicato all’analisi delle radiazioni nello spazio che andrà ad interessare la costellazione, per meglio definire l’ambiente che si occuperà.
A bordo anche un retro-riflettore laser per misure ad altissima precisione di distanza da Terra.
Le “Signal Generation Unit” invieranno un segnale tipo per testare la ricezione a terra su tre diverse frequenze in banda L utilizzando un’antenna a grande apertura per coprire tutta la Terra visibile.
Con l’invio di Giove-B in orbita il suo predecessore Giove-A si avvia alla conclusione della sua vita operativa dopo 2 anni e mezzo di operatività.
Il passo successivo a Giove-B sarà l’invio in orbita di 4 satelliti di produzione della costellazione nel 2010 per approvare definitivamente l’architettura finale, quando questi primi 4 saranno approvati si lanceranno tutti i rimanenti per completare la costellazione finale di 30 satelliti.
Dalle 23:35 di Sabato sera ESATV fornirà la diretta del lancio con approfondimenti sul progetto e dietro le quinte della missione con collegamenti da Baikonur e dal Fucino dove c’è il Centro di Controllo, vicino Roma.
Alle 03:55 ci sarà la separazione finale fra il Fregat e Giove-B, questa fase sarà data in diretta dal Fucino con tecnici del Controllo Missione e Replay del lancio.
L’ultimo collegamento sarà alle 06:55 quando Giove-B raggiungerà la sua posizione operativa con interviste ai vertici del Programma, a membri della Commissione Europea e del Parlamento Europeo e al Direttore Generale dell’ESA.
Oltre alla copertura televisiva saranno disponibili news online sul sito della missione:

(Nella foto il lanciatore Soyuz, sulla rampa di lancio di Baikonur con l’upper stage Fregat e il fairing contenente Giove-B)

Una rappresentanza dell’Unione Astrofili Italiani seguirà in diretta dal Fucino la trasmissione del lancio di Giove B:
http://www.uai.it/web/guest/uainews/journal_content/56/10100/38636

Press-kit del lancio:
http://www.starsem.com/images/GB_GIOVE_B.pdf

Preparazione al lancio nominale, non ci sono problemi per ora.

Timeline lancio:
http://www.esa.int/esaCP/SEMAIC2QGFF_index_0.html

Propellente del lanciatore imbarcato, tutto è ormai pronto per il lancio.
Ricordo che la diretta sarà trasmessa anche in streaming dal sito di Ariane Space o da quello di Starsem, a partire da 20min circa prima della partenza:
http://www.arianespace.com/
http://www.starsem.com/

Lo stesso streaming ripetuto addirittura su tre siti diversi: ESA, Arianespace e Starsem.
Non possiamo lamentarci della copertura…

Diretta iniziata.

Che splendida stella!!

Prima fase del lancio completata con successo.

Ho appena visto un servizio in diretta dal Fucino, sul, TG3. Il giornalista non mi sembra sia stato impeccabile, ma almeno se ne è parlato!!

Non ho potuto vedere la diretta, ma il Broadcast ha fatto il suo devere.
Immagini nitidissime!
Perfetto!

In sottofondo alla diretta web, la lingua italiana la faceva da padrone.
Dopo il lift-off si sono sentiti chiaramente un paio di “porca putrella” (ovviamente di felicità…).

Dopo qualche ora dal lancio sembra che tutto sia andato nel migliore dei modi per quanto riguarda la partenza, e il satellite sembra ora rispondere in maniera nominale a tutte le prime operazioni e ai primi controlli.

Il satellite GIOVE-B, secondo satellite test della missione GALILEO, è stato lanciato nella notte tra il 26 e il 27 Aprile dal Cosmodromo di Baikonur in Kazahkstan.
Il vettore utilizzato per il lancio è stato il Soyuz (tre stadi) in cima al quale era montato il satellite su una piattaforma anch’essa dotata di motore, la Fregat.
Attualmente, nella sua orbita a più di 23.000 KM, è nella fase di test riguardante il corretto funzionamento del HW e del SW di bordo (la cosiddetta fase LEOP).

Il segnale di navigazione non è ancora stato attivato.

I pannelli solari si sono aperti regolarmente.
Continuano le fasi di test per la piattaforma. Attualmente il satellite è in puntamento sole. Questa è una fase intermedia a cui seguirà il puntamento terra e il mantenimento di tale posizione.

Ciao Reventlov, ho letto che sei un Satellite Operation Engineer, credo anche che tu stia segeundo da vicino Giove-B, da un punto di vista lavorativo credo. Precisamente un SOE cosa fa? Che requisiti deve avere e che percorso formativo deve fare (oltre ovviamente una laurea tecnico scientifica). Se ti va puoi anche descrivere la giornata tipo di un SOE magari impegnato nel controllo di GIOVE-B.

Ciao mac :wink:

cerco di rispondere brevemente alle tue domande/curiosità.

Uno Spacecraft Operations Engineer (SOE) ha il compito-responsabilità delle attività (operazioni appunto) di un sottosistema del satellite o del payload (in italiano, carico utile). Non so qual è la tua conoscenza nel settore spaziale, spero di non essere troppo tecnico.

Un satellite tipicamente è diviso in sottosistemi (generazione potenza-controllo termico, controllo d’assetto-controllo orbitale, data handling, sistema di telemetria-telecomandi o TTC, payload). Nel centro di controllo di missione ci sono una o più persone per ognuno di questi sottosistemi.

Si ha la responsabilità di:

  1. preparare le Procedure di Volo (Flight Operations Procedures) relative al proprio sottosistema.
  2. Validare queste procedure con un simulatore di volo
  3. Eseguire le stesse, quando possibile, con il vero satellite (si parla di SVT, System Validation test)
  4. Partecipare in generale a tutte le attività preparatorie pre-lancio in contatto ovviamente con l?industria che ha progettato il satellite e con chi lo sta integrando.
  5. Partecipare alla fase di lancio, alla fase LEOP (Launch and Early Operational Phase) e poi alla fase di Operazioni di Routine.

Per quanto riguarda il sottosistema “payload” dipende da caso a caso che tipo di attività va preparata, che tipo di conoscenza è necessaria.

Come percorso di studi una laurea in Ing. Aerospaziale, Telecomunicazioni, Elettronica, Informatica va sicuramente bene. Ma anche Fisica, Matematica o Informatica. In fondo molte cose si imparano sul campo, quindi il pezzo di carta conta fino ad un certo punto.

Quanto a GIOVE-B anche qui c’è un team di persone che si occupano dei vari sottosistemi. In questa fase iniziale c’è anche un team dell’industria (Astrium) e dell’ ESA a supporto. Il team di Operazioni è di Telespazio (con qualche eccezione :wink: ).

Se hai altre curiosità (che posso soddisfare) chiedi pure…

Grazie mille per la risposta Reventlov. Io studio ing. aerospaziale e sono molto interessato al settore delle operazioni e controllo dei satelliti. La curiosità nasce dal fatto che all’università si acquisisce una mentalità da progettista, cioè si immagina cosa un progettista faccia (anche grazie ai progetti o tesine che si fanno per alcuni esami), mentre il settore per esempio delle operazioni rimane più fumoso. Per esempio se il percorso di laurea prevede esami di impianti aerospaziali, il corso dovrebbe far capire qual’è il modus operandi che il progettista del sistema deve seguire per fare il dimensionamento termico (o di potenza o di assetto) del satellite o di un suo componente, rimane invece più fumoso (e forse a ragione) il come si controlla o più in generale quale sia il modus operandi che bisogna seguire per preparare le procedure di volo o la validazione delle stesse, oppure in cosa consista di fatto la fase di routine della vita di un satellite (non credo consista nello stare semplicemente davanti ad uno schermo e mandare su ogni tanto qualche comando). Un altro dubbio è la collocazione dell’ingegnere aerospaziale, infatti sarei portato a credere che per controllare il sistema di potenza si preferiscano ingegneri elettrici o elettronici, è giusta come supposizione o la cosa non è affatto una regola?

P.S. Mi scuso intanto per essere andato decisamente Off Topic.

Cio’ che dici per quanto riguarda la tipica visione “da progettista” dello studente e’ abbastanza vero. Non ricordo, effettivamente, di aver mai pensato, mentre seguivo i corsi universitari, a come si controlla un satellite. Ma se vogliamo anche le informazioni su come si svolge il lavoro di un progettista sono sempre state poche.
Si studia un sacco di teoria. Giusto, per carita’. Ma poi quando si comincia, ad esempio, a lavorare per un industria che fa satelliti si comincia a sentir parlare di Satellite Requirements Documents, Design Documents, etc etc. e ti rendi conto anche del livello burocratico della cosa. Come disse il mio capo alla Gavazzi “sono questi documenti che ci portano il cash”. Non per spoetizzare, ma ci sono molti aspetti pratici che da studente si ingorano quasi del tutto.

Quanto alla preparazione di un Operation Engineer direi che se rientri in una delle lauree che ti ho elencato nel precedente messaggio puoi occuparti bene o male di uno qualunque dei sottosistemi. Naturalmente nella tua testa di Ing. Aerospaziale ci dovrebbe essere al primo posto il controllo d’assetto e orbitale! (nella mia ci sono infatti :slight_smile: ). Ma ci sono tanti Ing. Elettronici che fanno controllo d’assetto (che spesso di controlli automatici ne sanno di piu’ di un aerospaziale) giusto per fare un esempio.

Ricordo che in Gavazzi nel reparto Thermal-Mechanics c’erano Ing. Meccanici ed Aerospaziali principalmente.

Insomma il tuo percorso non e’ scritto. Ed e’ comunque molto bello avere una visione d’insieme del satellite o della navetta spaziale. Ma questa e’ una di quelle cose che arrivanno con anni di esperienza su missioni diverse.

Sarà un caso ma fra gli esami a scelta ho scelto anche Controllo Orbitale ed Assetto…

Giove-B ha iniziato per la prima volta dall’inizio del programma Galileo a trasmettere il segnale di posizionamento, del tutto sovrapponibile a quello GPS.
Il segnale è quello generato dal PHM e d’ora in avanti ogni volta che le due stazioni di Redu e Chilbolton avranno in vista il satellite ne analizzeranno il segnale per verificare che sia in linea con i requisiti del sistema.

GIOVE-B transmitting its first signals

Following a successful launch on 27 April, GIOVE-B began transmitting navigation signals today 7th of May. This is a truly historic step for satellite navigation since GIOVE-B is now, for the first time, transmitting the GPS-Galileo common signal using a specific optimised waveform, MBOC (multiplexed binary offset carrier), in accordance with the agreement drawn up in July 2007 by the EU and the US for their respective systems, Galileo and the future GPS III. These GIOVE B signals, locked on-board to a highly stable Passive Hydrogen Maser clock, will provide higher accuracy in challenging environments where multipath and interference are present, and deeper penetration for indoor navigation. It demonstrates that Galileo and GPS are truly compatible and interoperable and that positioning services will benefit all users worldwide.

“Now with GIOVE B broadcasting its highly accurate signal in space we have a true representation of what Galileo will offer to provide the most advanced satellite positioning services, while ensuring compatibility and interoperability with GPS" said Galileo Project Manager, Javier Benedicto.

After launch, early orbit operations and platform commissioning, GIOVE-B’s navigation payload was switched on and signal transmission commenced on 7 May and the quality of these signals is now being checked. Several facilities are involved in this process, including the GIOVE B Control Centre at Telespazio facilities in Fucino, Italy, the Galileo Processing Centre at ESA’s European Space Research and Technology Centre (ESTEC), in the Netherlands, the ESA ground station at Redu, Belgium, and the Rutherford Appleton Laboratory (RAL) Chilbolton Observatory in the United Kingdom.

Chilbolton’s 25-metre antenna makes it possible to analyse the characteristics of GIOVE-B signals with great accuracy and verify that they conform to the Galileo system’s design specification. Each time the satellite is visible from Redu and Chilbolton, the large antennas are activated and track the satellite. GIOVE-B is orbiting at an altitude of 23,173 kilometres, making a complete journey around the Earth in 14 hours and 3 minutes.

The quality of the signals transmitted by GIOVE-B will have an important influence on the accuracy of the positioning information that will be provided by the user receivers on the ground. Onboard GIOVE-B carries a passive hydrogen maser atomic clock, which is expected to deliver unprecedented stability performance.

The signal quality can be affected by the environment of the satellite in its orbit and by the propagation path of the signals travelling from space to ground. Additionally, the satellite signals must not create interference with services operating in adjacent frequency bands, and this is also being checked.

Galileo teams within ESA and industry have the means to observe and record the spectrum of the signals transmitted by GIOVE-B in real time. Several measurements are performed relating to transmitted signal power, centre frequency and bandwidth, as well as the format of the navigation signals generated on board. This allows the analysis of the satellite transmissions in the three frequency bands reserved for it.

The GIOVE-B mission also represents an opportunity for validating in-orbit critical satellite technologies, characterising the Medium Earth Orbit (MEO) radiation environment, and to test a key element of the future Galileo system – the user receivers.