Le lune di Urano


#1

Le lune di Urano. Il settimo pianeta del Sistema Solare ha un bel corteo di satelliti: se ne conoscono 27. Le prime cinque per grandezza furono scoperte da Willim Herschel (Titania e Oberon), poi da William Lassell (Ariel e Umbriel), e per ultima Miranda, solo nel 1948, da Gerard Kuiper, quello della fascia omonima. Sono difficili da osservare con piccoli strumenti, soprattutto a causa della grande disparità di magnitudine: Urano è di 5,7 mentre i satelliti sono tra la 14esima e la 15esima, quindi migliaia di volte meno luminosi. Si tratta comunque di oggetti con diametri da 500 a 1500 km, a quasi 3 miliardi di km dalla Terra. In questa immagine, realizzata ieri sera da Rivalta, si vedono bene Titania, Oberon e Umbriel; Ariel è al limite, separato da Urano da soli 5" d’arco, mentre la piccola Miranda quasi scompare nella luce del pianeta. Telescopio MN190, camera ASI294MC Plus, filtro L-Pro. 250 frames da 1s, processo con Avistack2 e PS. Gli oggetti non etichettati sono stelle di campo.
Sempre in attesa che qualche agenzia spaziale decida di rivisitare il sistema di Urano, dopo il fly-by di Voyager2, ben 33 anni fa.


#2

Gerald Kuiper scoprì Miranda con il telescopio Otto Struve dell’università del Texas a Fort Davis, 2,1 m di apertura con focale 8 m :grinning: https://mcdonaldobservatory.org/research/telescopes/Struve

Io sono molto contento di esserci riuscito con 19 cm e 1 m di focale :blush:


#3

in teoria la NASA ha in programma come missione flagship dopo Europa Clipper, una missione verso Urano.
Il problema è che Urano è parecchio difficile da raggiungere.
lo JPL ha fatto uno studio a riguardo:
Per un orbiter a seconda del carico scientifico (da 50 a 150 kg con opzione probe atmosferico stile sonda Galileo) si balla dai 2 ai 3 miliardi di dollari per costruire la sonda spaziale e una vita operativa stimata di 15 anni.Si tratta di una missione ad alto rischio che deve passare tanti anni in navigazione nello spazio profondo.
Anche con l’opzione “bruta” di SLS ci vogliono almeno 8 anni di volo (altrimenti si parla di 11 o 12 anni con altri vettori).
Le ipotetiche finestre di lancio per questa missione sono comprese tra 2030 e 2031. Quando EC verrà costruita e lanciata forse inizieremo a sentir parlare di più di Urano. Per ora siamo in campi aleatori


#4

sarebbe una bella missione… praticamente 50-60 anni dopo le Voyager. E scusate se è poco.


#5

Una missione in quella regione che obiettivi potrebbe avere?


#6

Di Urano e delle sue lune sappiamo poco, l’unico incontro è stato quello di Voyager2. Urano è un posto misterioso, per tanti motivi - l’asse di rotazione molto inclinato sull’orbita, la composizione, il campo magnetico. Insomma, semplicemente bisogna studiarlo.


#7

Link allo studio condotto dal JPL di 529 pagine ( :smiley: ) dove sono menzionati anche tutti gli obbiettivi scientifici e gli eventuali strumenti da usare. In pratica su Urano (e anche Nettuno) abbiamo TANTO TANTO da fare…
https://www.lpi.usra.edu/icegiants/mission_study/


#8

Se ho capito bene inizia anche a scarseggiare il plutonio per gli RTG, che per qualunque missione oltre l’orbita di Giove e’ fondamentale.

Gia’ Juno e’ stato basato sui pannelli solari sovradimensionandoli al limite del ragionevole, piu’ lontano di cosi’ con il fotovoltaico non si puo’ proprio fare.


#9

al momento la NASA ha 17 kg di plutonio 238 “mission ready”. E altri 18 che andrebbero fusi con plutonio “fresco” per essere usati in RTG. Dal 2015 il plutonio è prodotto al ritmo di 100 grammi all anno. Quest’anno dovremmo salire a 453 grammi per anno. Dal 2025 la NASA mira a ricevere 1.5 kg di Pu238 all anno. Al momento la NASA afferma di aver plutonio per il Mars Rover 2020 e una missione deep space che usi RTG. Fortunatamente Europa Clipper userà pannelli solari. Quindi in teoria non ci sono problemi per una sonda verso uno dei pianeti esterni.


#10

260px-Umbriel_(moon) Uno dei misteri di Urano è il enorme cratere Wunda sulla luna Umbriel (130km). Le immagini della Voyager2 durante il fly-by di Urano nel 1986 non erano conclusivi ma facevano supporre la presenza di una struttura complessa fatta principalmente da ghiaccio secco (CO2). I bordi del cratere e l’alto albedo intrappolano il ghiaccio…situazione simile arriva anche su Ariel e Titania.