Lifeline in Space: Aerospace Logistics Tomorrow , 1965

Vi presento questo interessante video promozionale realizzato nel 1965 da Con Pederson (pioniere degli effetti speciali) per la esibizione mondiale dello stesso anno.

Pederson dal 1959 al 1965 aveva lavorato presso la Graphic Films realizzando decine di filmati dimostrativi soprattutto per l’USAF. Il filmato è stato realizzato con una tecnica mista modellini e cartoni animati. Il realismo è notevole e vengono rappresentati i veicoli spaziali di una immaginaria (sic!) ditta privata la “Alomar” e quelli dell’USAF tra i quali un interessante aerospazioplano ipersonico triangolare visto spesso, a partire da un famoso dipinto di Bob McCall del 1961:

Compaiono, oltre a vari mezzi e stazioni spaziali di fantasia, anche veicoli reali quali Saturn I, Agena ed un satellite Telstar (che compare insieme al veicolo ipersonico triangolare anche in una tavola domenicale di Flash Gordon di Dan Barry del 1963).

Il lavoro di Pederson diviene seminale per quello che diverrà il manifesto assoluto della fantascienza “2001 Odissea nello Spazio” tanto che nel 1965 fu chiamato da Kubrick, insieme a personaggi del calibro di Douglas Trumbull, lo stesso McCall ed altri per la lavorazione del film.

L’influsso di questo filmato su 2001 è evidente, dalle interfacce grafiche HMI (Human Machine Interface) che saranno riprese paro paro nel film, fino al Pod EVA del quale compare una forma prototipale. Dalle stazioni spaziali con gravità artificiale fino alla base lunare che ricorda molto quella Clavius vista nel film di Kubrick.

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Ho recuperato l’originale del dipinto di McCall con l’aerospazioplano S-17 (fonte USAF):

Questo spazioplano, icona ricorrente degli anni 60 del secolo scorso, ha una storia interessante. Nasce come “lifeboat” (ovvero mezzo di salvataggio) nell’ambito dello studio Convair denominato “Manned Outpost” guidato dallo scienziato tedesco Krafft Ehricke realizzato a partire dal core stage di un razzo Atlas (non a caso prodotto proprio dalla Convair).

McCall ed altri artisti se appropriano ed il mezzo, sia pure modificato, appare spesso in dipinti, stampe e pubblicazioni dell’epoca, almeno fino all’avvento dei veri corpi portanti (X-23, X-24A e B, HL-10 e M2F1/2/3).

Come detto prima l’aerospazioplano finisce anche nelle avventure domenicali di Flash Gordon nella serie di Dan Barry, in particolare la “Death Stone” del marzo 1963:

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