Luna artificiale in orbita brilla sulla metropoli: l'idea della Cina


#21

Che sia in orbita bassa o alta o geostazionaria non cambia sostanzialmente nulla dal punto di vista delle dimensioni, la potenza che arriva dal sole più o meno è sempre quella. Averlo in geostazionaria richiederebbe solo un orientamento e non uno spostamento, il che renderebbe il satellite probabilmente più gestibile. Da un altro punto di vista più si allontana dall’obiettivo, più è difficile focalizzare il riflesso in maniera precisa, cioè facilmente le dimensioni devono aumentare. Per il discorso fotovoltaico, non ha senso. Con un’illuminazione di meno di 1 W/mq si possono produrre alcuni mW con un pannello di potenza nominale 200W.


#22

Il sole dell’avvenire cinese… :grin:


#23

Rifacendo un attimo due conti, considerando 7 lux a terra (circa 7 volte la luna piena) corrispondono a 10 mW/mq circa.
Un cerchio di 5 km di raggio corrisponde a 78.500.000 mq, per cui la potenza richiesta è stimabile nell’intorno degli 800 kW.
Ipotizzando un materiale idoneo con riflettività 0.92, con una dispersione del fascio che richieda un sovradimensionamento del 30%, ipotizzando 1200W/mq di radiazione luminosa dal sole, la superficie della vela sarebbe pari a 1.000 mq circa.

Poco, in effetti. Un “ventaglio” di 18 metri di raggio sarebbe sufficiente. 10 vele da 6 metri di raggio stanno bene in un fairing. Molto più gestibile di quel che pensavo, mi rimane il dubbio dell’utilità.

Il peso di una vela in alluminio da 10 micron sarebbe di pochi kg. Rimane che se si alimenta con combustibile, dovendo mantenere in movimento preciso il tutto (un secondo a 36.000 km corrisponde ad un errore di 5 km) vedo una durata della “missione” un po’ troppo breve.


#24

dovendo anche compensare la spinta del vento solare


#25

Già. Probabilmente è di un ordine di grandezza inferiore o due ma va considerato


#26

Lo specchio spaziale… Idea non certo nuova, la prima volta che ne ho sentito parlare era in un episodio di un fumetto di Topolino dei primissimi anni ‘ 70 del secolo scorso😱.
Tecnologicamente la sfida mi pare abbastanza affrontabile ma vorrei affrontare alcune considerazioni sull’utilità emerse nella discussione .
Per aumentare o diminuire l’ ampiezza dello spot a terra è sufficiente variare di pochissimo la geometria dello specchio , basterebbe un piccolo attuatore che sposti di qualche mm il centro di uno specchio circolare ad esempio.
Come durata della missione, non vedo perché per orientare uno specchio si debba utilizzare per forza un sacco di propellente , cioè non dovrebbe essere molto dissimile dall’ orientamento dei giganteschi pannelli solari della ISS.

Personalmente vedrei meglio questa tecnologia utilizzata per illuminare una base Lunare per ridurre le difficoltà nell’affrontare due settimane di notte.


#27

Ma uno specchio di queste dimensioni non sarebbe bersagliato continuamente da detriti?


#28

arkanoid, confermi quello che avevo trovato io a spanne, 1000 m2 come ordine di grandezza.
In geo non ha senso, troppi problemi. Se non ricordo male pensavano a tre satelliti in LEO o forse più in alto, in modo da avere una illuminazione più costante. Non che cambi molto l’assurdità della cosa, ma di sicuro la fattibilità c’è. Poi decaderebbe in fretta, per effetto del vento solare, salvo fare un sistema molto più complesso che usa il vento solare anche per orientarsi. Mah…


#29

Ci sto pensando anch’io alla questione propellente. Probabilmente inserendo nel satellite un corpo pesante rispetto al quale la vela può ruotare si riesce con un sistema elettrico fotovoltaico a consentire la rotazione. È un po’ il sistema dei pannelli della ISS a cui ti riferivi, che usano come sistema inerziale la stazione. Durante le ore del giorno si potrebbe recuperare il momento angolare scaricato sulla massa invertendo la coppia.
In Leo però o si fanno più specchi, ognuno con il suo sistema inerziale, oppure un unico specchio va continuamente spostato perché in orbita bassa un’orbita è troppo corta per coprire la notte.


#30

Biduum, puoi anche sforacchiarlo, ma non cambia nulla. E’ così sottile che quasi non offre resistenza ai possibili detriti, e anche una volta sforacchiato continuerebbe a funzionare.


#32

Cicappiano giusto? :wink:


#33

chi non lo è in questo forum?! :grinning:


#34

Per carità in mezzo a tante fesserie moderne se qualcuno si può permettere di spendere qualche centinaio di milioni per questo satellite sperimentale ben venga. Alla fine magari salta fuori qualche utilizzo o vantaggio inaspettato.

P.s. non inquinerei il thread con emdrive ecat e altri gingilli che fino a che non esistono non esistono


#36

Non sono proprio convinto.
Uno “sforacchiamento” certo non da problemi (a meno che non coinvolga i sistemi di controllo dell’orientamento/tensionamento/focalizzazione ma come in tutti i satelliti) però potrebbe provocare degli “strappi” nella vela e allora si che il sistema sarebbe compromesso anche da un semplice “sforacchiamento”.


#37

Pensa ai pannelli solari della ISS. Hanno oramai un sacco di anni di servizio, uno strappo significativo, ma continuano a funzionare. E grosso modo sono 2000 m2.


#38

Stavo pensando proprio allo strappo sui pannelli!
Mi leggi nella mente? :face_with_raised_eyebrow:

Comunque credo che la situazione sia diversa: lo strappo non ti consentirebbe di concentrare il fascio in maniera efficiente imho, generare energia elettrica è meno stringente riguardo l’orientamento e la “forma” sempre imho.


#39

infatti il requisito di stare in LEO ha a che fare con la forma ottica. Ma davvero, non la vedo molto complicata; non credo che la tenuta della membrana sia una cosa critica. Ci sono plastiche che non propagano gli strappi.


#40

Ma ci sono molti detriti in GEO?


#41

Forse detriti no, ma micrometeoriti sicuramente


#42

La mia riflessione si riferiva in effetti alla LEO dove il problema dei detriti è molto più presente.