Luna artificiale in orbita brilla sulla metropoli: l'idea della Cina


#1

Articolo sul Messaggero che paventa una luna artificiale dei cinesi in orbita tra 2 anni… ok :face_with_raised_eyebrow:,
ma accenna anche ad Astrosamantha in orbita con la Shenzou… vi risulta?

https://www.ilmessaggero.it/tecnologia/luna_artificiale_orbita_cina-4048219.html


#2

Ho letto la stessa notizia su Ansa.it. Si parla di un’orbita di 500 km di altezza “in grado di illuminare un’area con un diametro dai 10 agli 80 chilometri”.
A me sembra una cosa abbastanza assurda. Per non parlare dell’infelicità degli astronomi cinesi con questo nuovo inquinamento luminoso autoinflitto.


#3

La cosa gira da diversi giorni sui social. Così come raccontata sembra una stupidaggine pazzesca, ma bisognerebbe attendere di avere dati precisi per farsi un’idea. Ammesso che la missione esista davvero.


#4

il 90% dei riferimenti online è clickbait, come consueto, ma alla fine questo articolo del Messaggero (manco firmato) parla di Samantha Cristoforetti a bordo di una stazione cinese in un prossimo futuro…


#5

Che io sappia Samantha Cristoforetti e Matthiuas Maurer sono gli unici astronauti ESA che stanno studiando il cinese e partecipando alle iniziative di collaborazione e addestramento comune fra ESA e Cina. Quindi potrebbero essere una scelta logica per un’eventuale missione su una futura stazione spaziale cinese, ma al momento non si sa e non si può dire altro.


#6

Illuminare? Occorre una potenza immane anche solo per portare 1 Lux a terra su una superficie vasta. Solo 1 W/mq che è poco, nella migliore Delle ipotesi richiede 80 MW di sorgente per un’area di 10 km di diametro…
Il sole porta qui circa 1200W a mq, ipotizzando uno specchio con efficienza 0.8 servono 80.000 mq di specchio…


#7

Meno, arkanoid. A memoria la Luna illumina circa 1/1000000 del Sole. Loro parlano di 8 volte la luna piena. A me viene uno specchio di un migliaio di m2, non impossibile. Manderebbe giù un megawatt, 12 mW per m2 su 80 km2, dieci volte la Luna. Ma stasera rifaccio i conti bene.


#8

Le tecnologie per l’assemblaggio di manufatti nello spazio sono imminenti

Sarebbe la prima ipotesi credibile per una stazione orbitale spaziale remunerativa. Idea vecchia ma rispolverata al momento giusto.

Un telaio in tubi di carbonio e una vela riflettente non dovrebbero pesare molto. In più motori ionici rifornibili e pannelli solari, contro il drag solare. Idea degna di un Musk :grinning:


#9

Così è più ragionevole, anche se mi sembra comunque un impegno grandioso per un risultato scenografico e nulla più. Lo vedo un atto di celodurismo spaziale, sarebbe da valutare piuttosto se questo sistema possa avere una modalità di riduzione dell’apporto solare locale, oscurare anche solo il 10 percento del sole su un’area limitata ( penso alla zona centrale di una metropoli) può dare risultati sensibili nei giorni di arsura estiva. Molto complicato a parer mio un satellite enorme ma così leggero e resistente da poter essere velocemente e costantemente orientato e spostato alla bisogna


#10

Non lo so, come detto sopra non abbiamo dati per discuterne seriamente. Certo tecologicamente non lo vedo molto difficile, cento volte meno dello schermo solare di JWST. Però magari l’ESA potrebbe valutare di girare opportunamente la vela di Gaia (a fine vita, eh!) per far più luce in qualche postaccio del Nord Europa :smiley:


#11

Dieci minuti al buio sono sufficienti all’occhio per apprezzare l’illuminazione lunare. Personalmente, sotto una luna piena, vedo abbastanza bene, a parte i colori.
Le dimensioni dello specchio sarebbero calcolate per una visibilità sufficiente.
Il risparmio che stimano sui costi di illuminazione è di oltre 100M$ l’anno, e notevoli in termini di CO2.
Mi sembra un’idea economicamente molto interessante.

Certo trasferire l’hardware da Terra con missili al Kerosene rende il bilancio ecologico meno semplice.


#12

Non comprendo…una metropoli ha certamente illuminazione artificiale, vuoi anche solo le insegne dei negozi, e quella è di ordini di grandezza più intensa di quella raggiungibile con questa soluzione. Come soluzione per illuminare in maniera minima torniamo ai cento megawatt impraticabili…


#13

E se la luce che riflette a terra fosse sufficiente per attivare dei pannelli fotovoltaici? Anche questo sarebbe un bel risparmio in termini energetici. Tuttavia mi chiedo quanto manovrabile possa essere questo manufatto ed in quanto tempo l’usura spaziale lo ridurrebbe ai minimi termini. L’orbita potrebbe essere sincrona, così da ripresentarsi alla stessa ora sul cielo della città interessata e poi via.
Ovviamente lavoro di fantasia.


#14

Non ho ancora avuto il tempo di vederlo, ma intanto posto questo intervento di Scott Manley
Is China’s Artificial Moon Plan Possible?

Citando i ragazzi di digitalia… alla fine lo metteranno in orbita dicendo che è per illuminare le città, ma poi con un comando da terra… lo specchio diventa concavo e… ZAP! ZAP! ZAP!

Forse ho sbagliato ad aprirlo in Off Topic… meglio concept e whatiffing?


#15

ai possibili usi militari ho pensato anch’io, potrebbe essere una dimostrazione tecnologica. D’altra parte, un facile bersaglio per un sistema ASAT, credo. Erano state sollevate obiezioni del genere (e forse più fondate ancora) per i sistemi orbitali di generazione solare e trasmissione energia a microonde verso terra.


#16

Scusate ma non ho capito su quale orbita un tale oggetto sarebbe piazzato per poter illuminare, di notte, una SOLA città cinese… A me pare veramente che stiamo parlando, scusate il francesismo, di una ‘cagata pazzesca’ (cit.) !


#17

Se lo metti in orbita geostazionaria e lo fai ruotare in sincro, ipoteticamente…


#18

Si ma per poter dare un’illuminazione che abbia un senso quanto dovrebbe essere grande il satellite, in orbita geostazionari a (circa 36.000 km)?
E poi nell’articolo che hai citato (anche se il Messaggero non lo considererei così affidabile per le notizie di Spazio/Astronautica) si dice di orbita bassa…


#19

presume orbita bassa… chi poi non si sa.

cercando una fonte diretta a questa Aerospace Science and Technology Microelectronics System Research , ho trovato solo questa, ma inutile cliccare. E’ in cinese.

Il Messarggero predice anche che sarebbe possibile variare l’ampiezza dello spot da terra… io ci aggiungo anche la marmotta che incarta i ferrero rocher…

l’annuncio di per se è fuffa IMHO, Però possiamo sempre divertirci a fare del whatiffing costruttivo.


#20

In questo caso… :smile: :beers: