Luna di gennaio


#1

Ieri sera la Luna era troppo alta e invitante, per non tentare qualche foto… per cui eccole :slight_smile:

Dall’alto, sul terminatore, i crateri Letronne, Gassendi, il Mare degli Umori con (lato basso a destra) il promontorio Kelvin, e i crateri Doppelmayer (con montagnola centrale) e Lee (appena visibile, quasi pieno di lava del Mare Humorum). In basso a destra, la Palude delle Epidemie (Palus Epidemiarum).
Si vedono bene le dune di lava nel Mare Humorum, dette dorsali marine, causate dall’arrivo e solidificazione di nuove ondate di lava. Il mare è successivamente sprofondato, causando le fratture che si osservano a destra in basso, tre concentriche (Rimae Hippalus).

Il Golfo degli Arcobaleni (Sinus Iridum) a sinistra, il promontorio Laplace al centro, e i Monti Diritti (Montes Recti) a destra. Sotto, il grande Mare delle Piogge. Lì in mezzo, al confine fra due zone di differente composizione chimica delle lave, è atterrata Chang’e 3. E’ una delle zone più belle da osservare. Notate anche l’ombra proiettata da Lapalce sulla pianura a sinistra: Laplace è alto circa 2700 m.

La zona sud-est della Luna, con Clavius (in basso), Tycho (alto a dx) e Longomontanus (al centro). Questa zona è fatta di rocce leggere, non è stata spianata come i mari, ed è pesantemente craterizzata a più riprese. La base lunare USA di 2001 Odissea nello Spazio era in Clavius :slight_smile: dove probabilmente ci sono decine di metri di regolite, buona anche per coprire il monolite TMA-1 (Tycho Magnetic Anomaly 1) che doveva essere da quelle parti.

Copernicus è il “re della Luna”, uno dei crateri più belli. E’ recente, circa un miliardo di anni, e non ha eguali per contrasto e dettagli.

Tutte le immagini sono state riprese ieri sera, telescopio Celestron C9.25, camera ASI120MM con filtro rosso. Elaborazione con Avistack2, Registax6.
Aspettando le prossime missioni lunari, me ne porto qualche pezzo in casa :ok_hand: almeno virtualmente.

edit:typo


#2

Complimenti! Foto davvero “apollinee” :ok_hand: Quanto saranno alte le “ondate di lava” che si vedono nella prima foto, ma anche - con minor rilievo - nel Sinus Iridum e dintorni?


#3

Grazie Rob. Mica tanto, qualche decina di metri, le vedi solo in luce radente.


#4

Splendide Marco!
Grazie.


#5

Ah…ecco cosa era tutto quello “spara-flashare” di ieri sera…:grinning:

Grazie per le splendide foto che condividi.


#6

Il “golfo degli arcobaleni” più grigio che esiste, chissà il nome com’é nato.

Foto fatte da casa? Immagino di si, la luna é abbastanza visibile da infischiarsene dell’inquinamento luminoso.


#7

È uno dei nomi dato dall’astronomo seicentesco Hevelius, che nella sua nomenclatura lunare adottò i nomi di fenomeni terrestri (es. golfo degli arcobaleni) e stati d’animo (es. mare della serenità).


#8

Romantico… :ok_hand:


#9

E dell’oceano delle tempeste, della Palude delle Epidemie, della Palude della Putrefazione e del Mare delle Crisi, che mi dici? :smiley:


#10

Probabilmemte era di cattivo umore![emoji38]


#11

Meravigliose! Ed è interessantissima la storia dei nomi.


#12

La selenografia, oltre che dal citato Hevelius, è stata completata - assegnando alle strutture i nomi perlopiù di scienziati anche contemporanei (Keplero, Galileo, Tolomeo, e ovviamente Copernico) dal gesuita ferrarese Giovanni Battista Riccioli (1598-1671) che pubblicò una vera e propria enciclopedia astronomica, la monumentale Almagestum Novum, contenente due dettagliatissime carte della superficie lunare.
Proprio ieri è terminata a Bondeno la mostra “Ippogrifi e carte lunari”, che esponeva diversi lavori sul tema: su Coelum è disponibile un interessante articolo con un paio di carte dell’epoca.

EDIT: link all’articolo https://view.joomag.com/coelum-astronomia-217-2017/0516601001508770159/p203
Per i più pigri, o audiofili, è disponibile in podcast la puntata del 3 gennaio 2018 di Radio3Scienza dedicata alla mostra, dove tra l’altro si discetta dell’ironia del frate (ufficialmente tenuto a seguire la dottrina tolemaica, o al più quella di Tycho Brahe) nell’assegnare il nome del cratere più bello per antonomasia a Copernico, e relegare invece Tolomeo a padrino di un cratere minore.


#13

Grazie fullguns! Avevo dimenticato padre Riccioli


#14

Riapro il thread per aggiungere qualche foto del 25 aprile.

Da sinistra, il Sinus Iridum (la baia degli arcobaleni), il promontorio Laplace, i Montes Recti e il grande cratere Plato. Sotto, il grande Mare delle Piogge. La sonda cinese Chang-e2 è atterrata subito a sud del piccolo cratere sotto i Montes Recti, nel bel mezzo del mare delle Piogge, proprio dove il mare cambia colore (e composizione chimica del basalto).

Tycho al centro, Clavius in basso a destra, alla sinistra e sopra Clavius Longomontanus e Wilhelm. Al bordo in basso, ancora in piena ombra, Casatus. Gli ejecta di Tycho non si vedono, ma si nota molto bene la grande spaccatura orizzontale sotto Clavius.

Il cratere con la raggiera di ejecta è Thales (Talete), quasi al bordo N-W . E’ un’area che non ricordo di aver mai ripreso. Mi piace molto il profilo delle montagne all’orizzonte.

Thales, come mi fa notare Livio, è largo ben 32 km; ci sta Torino e cintura :slight_smile: insomma, la scala qui è di circa 530 m a pixel, e la Luna è grande!

Celestron C9.25, QHY5-II, barlow e filtro rosso.


#15

Grazie mille IK1ODO per le immagini che hai condiviso, sono stupende!
Mi piace soprattutto l’ultima perché dà una sensazione di profondità e la Luna sembra molto vicina, quasi da poterla toccare. :smile: Complimenti davvero! Spero condividerai ancora altri splendidi scatti.


#16

Sono d’accordo sulla particolarità dell’ultima immagine.Sembra di essere lí in sorvolo.


#17

Grazie :slight_smile: il bello della Luna è che, pur avendola fotografata per anni, si trova sempre qualche scorcio interessante.