Nuovo sistema per stimare la massa dei buchi neri


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Un nuovo sistema per valutare la massa dei buchi neri giganti, quelli che si trovano al centro delle galassie, e’ stato testato per la prima volta sfruttando le osservazioni del telescopio a raggi X Chandra, della Nasa.

La teoria alla base del procedimento fu proposta circa 10 anni fa da William Matthews (UC at Santa Cruz) e da Fabrizio Brighenti, dell’Universita’ di Bologna, ma solo oggi si e’ potuto metterla alla prova.

Il metodo “classico” per l’osservazione dei buchi neri si basa sull’analisi del moto delle stelle e/o dei gas e di come questo sia influenzato dall’attrazione della singolarita’.

Il nuovo sistema prende invece in esame la temperatura che proprio i gas raggiungono mentre, precipitando verso l’orizzonte degli eventi, si trovano ad essere compressi e riscaldati. Esiste infatti una relazione diretta fra la temperatura dei gas al centro della galassia e la massa del buco nero.

Il banco di prova e’ stato rappresentato da NGC 4649, che presenta uno dei buchi neri centrali piu’ grandi, con una massa stimata in 3.4 miliardi di masse solari, ovvero circa mille volte piu’ grande del buco nero che si trova al centro della nostra Via Lattea.

La stima della massa risultante dall’analisi delle temperature dei gas e’ risultata concordante con quella inferita con il metodo classico dello studio delle interazioni gravitazionali, giustificando cosi’ l’entusiasmo degli scienziati per il nuovo strumento di indagine.

Infatti il buco nero centrale di NGC 4649 si trova in una fase particolare del suo ciclo vitale: al momento non sta attirando grosse quantita’ di materia, ne’ si trova ad emettere luce (o meglio, radiazione elettromagnetica), come invece puo’ accadere in fasi di rapido accrescimento. Con il sistema recentemente testato sara’ dunque possibile esaminare anche questo tipo di super buchi neri particolarmente elusivi.