Nuovo test per il CT-2 della NASA

https://www.astronautinews.it/2015/02/25/nuovo-test-per-il-ct-2-della-nasa/




Nell’ultima foto che ha postato Filippo, vedo che la ghiaia viene bagnata prima del passaggio del CT-2. Sorprendente! Forse perché il fondo é sabbioso…

Per quel che ricordo lo hanno sempre fatto, almeno per gli Shuttle. Credo per ridurre la polvere.

Se il fondo stradale è lo stesso del periodo del Saturno V in cima ai tre strati di vari riempimenti che costituiscono il fondo stradale (più di 200 cm di profondità) vi è una copertura di ciottoli di fiume profonda 20 cm sulle curve e 15 cm sul rettilineo. Questo strato riduce l’attrito durante la fase di sterzata e aiuta a distribuire il carico sugli appoggi del trasportatore. Anche se la velocità del Crawler Transporter è molto bassa (1,6 Km/h) i cingoli muovendosi su uno strato di questo tipo alzerebbero abbastanza polvere se non si usasse l’accorgimento di irrorare con acqua la crawlerway. Si IK1ODO lo fanno proprio per la polvere.

Certo che, vista la velocità del CTV-2, non pensavo che avesse i freni; pensavo che bastasse fermare la movimentazione e tutto si fermava.

topopesto, devi considerare l’inerzia che ha quel bestione!

È vero che la velocità è bassa, ma la quantità di moto è massa x velocità… e la massa è enorme…

Vero! Ma a occhio direi che quei cingoli generano un discreto attrito, in ogni caso mi sa che non farebbe molta strada manco in discesa! :stuck_out_tongue_winking_eye:

Io movimento macchinari cingolati anche di media grandezza, certo non paragonabili al CTV, però non hanno freni; quando ti devi fermare basta lasciare le leve di movimentazione e il cingolato si ferma istantaneamente, pensavo fosse lo stesso anche per i due CTV della NASA.

Beh ma anche che i cingolati “tradizionali” si fermino istantaneamente non significa che non abbiano freni… significa che “hand off”, per questioni di sicurezza, il movimento viene bloccato, da freni appunto. Magari poi sono freni/frizioni integrati nei sistemi di trasmissione e distribuzione, ma sono sempre freni (meccanici o idraulici).

Sinceramente questo non te lo so dire, mi informerò la prossima volta che vedrò il meccanico per le nostre ruspe.

Frenatura di un carro armato Leopard

132° AUC artiglieria semovente a rapporto! I carri armati hanno necessariamente i freni, altrimenti con il rinculo, se ne andrebbero in giro in direzione opposta al tiro.
Infine i freni, nei mezzi militari pesanti che ho visto io (ACM ed M109), sono chiusi in posizione di mezzo spento, ossia tengono frenato il veicolo a riposo; per aprire le ganasce bisogna accendere il mezzo x mettere in pressione il circuito idraulico dei freni. Esattamente il contrario che nelle automobili. E questo per motivi di sicurezza, si evitano così tanti incidenti. Io penso che sia così in tutti i cingolati, per partire devi anche alzare il regime del motore.

Livio, ma sarebbe necessariamente una cattiva cosa non frenare nel momento in cui si spara, assumendo che la direzione di tiro abbia una consistente componente parallela ai cingoli? (Ho guardato “Fury” l’altro giorno). Che ordine di grandezza di energia possiede un proietto sparato da un cannone di carro armato?

Mano, mi stai chiedendo quanto é il rinculo di un M-109? :nerd: Non me lo ricordo, sono passati 25 anni da quando lo “usavo”, ma devo deluderti, in artiglieria questo valore é solo una curiosità, nell’epoca pre-computer utilizzavamo delle tabelle cartacee per il calcolo del tiro, in funzione del tipo di “proietto”, dell’alzo e del tipo di carica (che erano dei sacchi di iuta colorati) e di pochi altri parametri atmosferici. Roba preistorica. Mi ricordo che la gittata max con alzo 88° era di circa 25 km, valore che non raggiungevamo mai per sicurezza.
Però per assorbire il “rinculo” c’é sempre un “carrello”, altrimenti perderesti il controllo del carro se questo cominciasse ad andarsene in giro per conto suo; inoltre il cannone deve poter sparare a 360° rispetto alla direzione di moto dei cingoli.
C’é anche un altro motivo per cui il carro non può muoversi quando spara, molto importante.
Il primo colpo é sempre impreciso per via dei molti fattori difficili da calcolare (solo alcuni: errori di lettura strumenti, vento, umidità, pressione dell’aria che varia in funzione della cuspide della parabola di tiro, etc); é perciò il secondo colpo che dispone delle migliori chances di successo, perché viene corretto sulla base della zona di caduta del primo. Pensa mano se il carro si spostasse ad ogni rinculo dove finirebbe la precisione di tiro :wink: Si ho capito quello che dici, un pensiero relativo solo al caso in cui la canna é perfettamente parallela ai cingoli e la strada é piatta… ovviamente questa condizione non si verifica mai e comunque ci sono i rostri abbassati per forza di cose, altrimenti gli ammortizzatori del carro imbarderebbero la canna.
Nel 2010 sono andato a visitare la mia vecchia caserma su invito ufficiale (ho fatto un minisito per l’evento, http://web.tiscali.it/montefinale/home_page_132_corso_auc_allievi.htm) In quella circostanza ci hanno mostrato un carro di artiglieria semovente moderno: roba da fantascienza, tutto gestito da computers e GPS. Per dirvene solo una, i proietti moderni contengono tutti un GPS che misurano la traiettoria in tempo reale; in caso di impecisione questi si autodistruggono a 2/3 del percorso per non far capire al bersaglio che é sotto tiro, altrimenti questo potrebbe iniziare a scappare. L’artiglieria moderna é tutta su cingoli, perché deve sparare muovendosi; oggi chi sta fermo viene acquisito e distrutto. I semoventi moderni riescono a fermarsi, ad abbassare i rostri ed a sparare in pochi secondi (dopodiché devono rialzare i rostri e ricominciare a correre perché il lampo della bocca di fuoco viene acquisito in automatico dal sistema di osservazione nemico) mentre noi impiegavamo 1 minuto e mezzo a fare tutto questo, con il massimo allenamento.

Notevole. So che gli ordini di grandezza sono piuttosto diversi, ma per darti un’idea della forza del rinculo nonostante il fatto di scorrere su rotaie una bordata dei cannoni da 405 delle corazzate classe Iowa generava uno sbandamento valutabile tra i 10° e 15°, e le classe Iowa erano corazzate pesantine … (52.000 tonnellate stazza lorda).

Facendo una rapida ricerca mi pare di capire che un proietto moderno potrebbe pesare sui 7kg, con velocita’ di circa 1700m/s (questa del tutto simile ad un fucile) ne segue che:
E_k = \frac{1}{2}mv^2
l’energia di un colpo e’ di circa 10MJ, contro i 2000 di un fucile o i 500 di una pistola. Non sono certo esperto di carri armati, ma ingenuamente mi verebbe da pensare che sarebbe meglio NON frenare per far assorbire un pochino di rinculo; evidentemente, come ha spiegato Livio, non e’ cosi’, ci pensa gia’ il “carrello” (che pesa immagino parecchie centinaia di kg ed ha molle o sistemi idraulici)

Conti corretti direi, un amico appassionato mi conferma 10-12 MJ per questi cannoni.

Mi piacerebbe sapere come facevano queste corazzate ad essere precise, come tiro. :astonished:

La stabilizzazione del tiro sulle Corazzate non erano dovute ad impianti elettronici ma da sistemi elettromeccanici che prendevano il segnale della verticale dato dal giroscopio. Mediante speciali macchine elettriche denominate “metaconformatori” e “metadinamo” il sistema giroscopico comandava il movimento di motori elettrici che agivano sull’elevazione dei pezzi e sul brandeggio delle torri, in modo che le linee di mira non venissero alterate dai movimenti della nave.
Inoltre sulle torrette più piccole il personale lavorava sempre con l’ambiente parallelo all’orizzonte. Anche alcuni pezzi del 90 erano copletamente stabilizzati ovvero proprio tutta la struttura del cannone era stabilizzata così come alcune torrette di avvistamento antiaereo erano completamente stabilizzate.