L’azienda scozzese, che lo scorso luglio era stata selezionata e in parte finanziata da ESA per finalizzare la realizzazione del vettore parzialmente riutilizzabile Prime, è in crisi.
Oggi ha comunicato lo stato di insolvenza e la richiesta di amministrazione controllata.
Nessuno all’ESA si era accorto che Orbex stava naufragando?
Non vorrei essere pessimista, ne sostenere che la bolla spaziale è a rischio scoppio, ma quante delle tante piccole aziende sorte nell’ambito spaziale negli ultimi anni hanno una possibilità di sviluppare un prodotto, preferibilmente redditizio?
O l’unico orizzonte è accalappiare qualche fondo pubblico e giustificarsi con frasi di circostanza come:
Ci abbiamo provato.
La maggior parte delle start-up falliscono.
L’importante è sviluppare competenze.
Sperando che non si vada allo scoppio della bolla spaziale, dato che il pezzo grosso si quota per sostenere un progetto discutibile.
Ed una bolla chiama l’altra. Qualcuno potrebbe pensare alle crypto-valute, ma non solo, aggiungerei anche i mutui universitari d’oltre-oceano.
No no si deve generalizzare. Alcune aziende hanno un modello di business se non solido abbastanza credibile altre come già discusso in questo forum vivono di capitale degli investitori e quando lo finiranno faranno la fine della neve al sole di Marzo. Altre aggiustano il tiro in corsa per andare verso il mercato.
Diciamo che il settore industriale in genere è in crisi e la riconversione in tutto in armamenti si inizia a fare sentire (space careers è una cartina tornasole per lo spazio).
Uno dei compiti primaria di ESA è cercare di sviluppare il settore spaziale e per me ben venga spendere budget per cercare di creare competenze, molto meglio che spendere una fetta importante di budget per costruire una rampa di lancio ad uso di una nazione non associata ad ESA.
Secondo Parsonson (European Spaceflight) potrebbe essere comprata da Skyrora.
Anche qui ci sono problemi: impossibile che il settore difesa cresca riuscendo a compensare il settore industriale e quando avviene crea delle disparità, come la divisione Difesa di Iveco, felicemente assorbita da Leonardo, quando sul resto del gruppo pende un punto interrogativo.
Ma anche perché la definizione dei programmi è caotica, senza obbiettivi chiari. Ovvio che, data la fretta scaturita dal brusco risveglio delle cancellerie, la soluzione più semplice è importare o avviare collaborazioni, anche folli. Folli come la cooperazione Leonardo-Baykar, dato che la Turchia è il principale rivale dell’Italia in questa fase.
Sono d’accordo, purtroppo subentrano logiche di politica che mirano a mantenere un equilibrio tra gli Stati membri, i quali puntano principalmente ai livelli occupazionali, ottima cosa se portasse alla formazione di personale qualificato, invece il beneficio spesso ricade su società di consulenza che di qualificato hanno poco.
Sempre Parsonson riporta che la proposta di acquisizione da parte di The Exploration Company dello scorso gennaio, sarebbe stata bloccata dal governo UK.
Oggi l’azienda ha pubblicato immagini inedite sullo stato avanzato di realizzazione di Prime.
With the company on the cusp of entering administration, it has chosen to share unique photography of Prime being assembled, highlighting the main structural components of the launch vehicle in near-flight configuration
Da oggi Orbex ha chiuso
Un vettore Prime è stato donato al Morayvia Aviation Museum di Kinloss, un altro all’Aberdeen Science Centre e diversi propulsori andranno allo Science Museum Group a Londra e al National Museum Scotland di Edinburgo.