Orion Abort Test: spostato al KSC?


#1

Come noto, Orbital Sciences Corporation ha l’incarico di sviluppare il vettore che verrà impiegato nei test di abort della capsula Orion. Nella fattispecie, la scelta è ricaduta sul motore di un missile balistico intercontinentale del tipo “Peacekeeper”, inserito in una struttura concepita per ricreare gli ingombri e le caratteristiche della parte superiore del razzo Ares I. I test dovrebbero consentire di sperimentare il distacco ed il rientro in sicurezza di Orion dopo un abort sulla rampa o a medie altitudini, a velocità transoniche. In tutto, dall’attivazione dell’abort mode all’atterraggio del modulo di comando di Orion trascorrono 8 minuti circa.

Si ricorderà che in origine la capsula Orion era stata concepita per rientrare sulla terraferma, come i moduli russi Soyuz. Per questo motivo i test di abort in volo erano inizialmente stati assegnati al poligono di White Sands. Tuttavia, in seguito ai pesanti ripensamenti cui è stato soggetto tutto il (fu) programma Constellation, NASA è tornata a preferire l’opzione dell’ammaraggio. Per questo motivo, il test potrebbe essere spostato al KSC in Florida, permettendo uno splash-down ed inoltre limitando la distanza fra il sito della prova e le strutture di assemblaggio di Orion. Questo è quanto riporta il sito Florida Today.

Il primo test sarebbe in programma per il marzo 2014.
Nell’immagine, di Orbital, il vettore di prova sormontato dal sistema di evacuazione LAS.

Maggiori informazioni sul programma si possono reperire sul sito di Orbital Sciences.


AdvSpace_HSS_ATB.jpg


#2

ma Ares-I non è soppresso?


#3

Sarò un profano, ma quello sembra solo il firing, se così si può chiamare…
Dalle dimensioni, non sembra affatto il secondo stadio del defunto ares I, anzi sembra che comprenda giusto il SM dell’orion e il suo motore a razzo principale… o hanno tagliato il peacekeeper dalla foto, o è veramente micro O.O
In ogni caso, non sembra avere la potenza per portare la capsula ad una “media altitudine” e a velocità transoniche…


#4

sembra una riedizione dei Little Joe


#5

Si, è soppresso (a meno di colpi di scena clamorosi…ora mai mi aspetto di tutto in questo campo dalla politica USA :stuck_out_tongue_winking_eye: ), però questo test riguarda il sistema di escape di Orion e in qualche modo devono ricreare la struttura che avrà la capsula al lancio. In sostanza più che la parte superiore di Ares I direi che si tratta di Orion con il suo bel fairing e il LAS, sotto a tutto questo ci hanno messo il motore del Peacekeeper per far raggiungere al tutto le condizioni dei vari test (altitudine e velocità). IMHO


#6

Domanda, ma Mercury ed Apollo avrebbero potuto atterrare su terra ferma?


#7

dal sito Orbital l’mmagine è una rappresentazione artistica di come apparirebbe il sistema


#8

Sperando di far cosa gradita e di togliere qualche dubbio, riporto qui di seguito la traduzione letterale del “fact sheet” relativo al booster per il test di abort di Orion, così come pubblicato da Orbital:

Orion Abort Test Booster (ATB)

Caratteristiche del sistema:

  • Le caratteristiche personalizzate del volo riproducono le condizioni peggiori per un caso di abort
  • Replica il diametro di 216,5 pollici dell’esterno del veicolo di lancio equipaggio Ares I
  • Il design strutturale modulare consente di effettuare l’assemblaggio finale sul supporto di lancio
  • Si avvantaggia dell’esperienza con i motori a propellente solido governativi SR118 (stadio I del Peacekeeper), in surplus, sui programmi dei vettori Taurus e Minotaur
  • Incorpora equipaggiamenti e tecnologie di avionica già sperimentati in volo
  • La configurazione modulare della zavorra conferisce flessibilità per diversi obiettivi di missione, da condursi usando lo stesso design strutturale
  • Il successo della missione e’ garantito da sistemi e processi consolidati, incluso il rigoroso programma di garanzia di missione Orbital e la completa revisione governativa

Descrizione generale:

In base ad un contratto con l’USAF, Orbital sta progettando e realizzando l’Orion Abort Test Booster (ATB). L’ATB e’ parte del progetto NASA Orion Crew Exploration Vehicle, che si sostituirà allo space shuttle nel trasporto di esseri umani verso l’ISS e ritorno, verso la luna e, in prospettiva, verso Marte.

Come membro del consorzio Orion guidato da Lockheed Martin Corporation, il Gruppo Programmi Avanzati di Orbital sta progettando e costruendo il sistema di abort al lancio di Orion (Orion Launch Abort System - LAS), che consentirà agli astronauti di fuggire in caso di emergenza durante le operazioni di lancio sulla rampa e durante l’ascesa del vettore Ares I. L’ATB e’ un nuovo vettore a stadio singolo che dimostrerà e permetterà di qualificare il LAS in volo, analogamente a quanto fecero i booster sperimentali Little Joe I e II nei programmi NASA Mercury ed Apollo.

L’ATB verrà impiegato per simulare abort a medie altitudini. Per spingere il modulo equipaggio Orion (disabitato) a queste altitudini, il progetto dell’ATB utilizza motori a razzo di fornitura governativa e si basa su tecnologie sperimentate in volo dai vettori Orbital Taurus e Minotaur.

Il contratto base prevede due voli programmati nel 2011 con l’opzione di un massimo di altri due voli e due vettori di riserva.

Prestazioni

  • Il motore a propellente solido SR118 (I stadio del Peacekeeper) porta il soggetto del test di volo alle condizioni necessarie a qualificare l’Orion LAS in base alle seguenti condizioni massime di stress programmate:
  • massima pressione dinamica con angolo di attacco caratteristico
  • velocità transonica
  • massima pressione dinamica con elevato angolo di attacco
  • massa del soggetto del test da 35774 a 40500 libbre
  • si interfaccia con un anello di separazione personalizzato che riproduce l’interfaccia dello stadio superiore di Ares I
  • fornisce una piattaforma per la strumentazione di volo sperimentale, necessaria per caratterizzare le condizioni di separazione
  • replica le linee esterne del modulo di servizio Orion

#9

nessuno dei due … se fosse successo gli astronauti avrebbero riportato nella migliore delle ipotesi gravissime lesioni, nella peggiore la morte.
nel caso della mercury si pensò subito ad un ammaraggio per questioni di peso, nel senso che sarebbe servito un paracadute più piccolo e molto più leggero per rallentare la capsula abbastanza da ammarare in sicurezza e i problema peso era legato alle scarse prestazioni degli Atlas e dei Redstone, oltretutto non credo che all’astronauta avrebbe fatto piacere fare un hard landing seduto su una vera e propria “bomba di profondità” da 1 Kg che avrebbe impattato per prima (era una bomba da sganciare in caso di rientro fuori bersaglio e avaria radio, per segnalare alla flotta dove si era mediante l’esplosione e l’uso di diversi sonar che triangolavano la posizione) :stuck_out_tongue_winking_eye:

Anche l’Apollo non era progettato per farlo, anche se, i sedili erano stati creati ad hoc per ridurre molto le lesioni e permettere così un atterraggio di assoluta emergenza, vale la pena ricordare che questi sedili non erano stati ancora implementati su Apollo 7, primo Apollo con equipaggio umano e che il buon Wally Schirra, durante il countdown, continuava a chiedere conferma della velocità del vento, che quel giorno spirava dal mare verso terra, in quanto se avesse superato un certo limite, in caso di Abort e susseguente firing del LAS, la capsula avrebbe potuto atterrare anzichè ammarare con conseguenze gravissime e il buon Wally non voleva scherzare anche con la sua schiena e quella degli altri.


#10

vedi l’episodio specifico nell’episodio di dalla terra alla luna