Polimi disegno?

#1

Sono al quarto anno dello scientifico, e dopo vorrei intraprendere il percorso di ingegneria aerospaziale al Politecnico di Milano.
La mia domanda è: c’è parecchio disegno tecnico su fogli di carta?
Non trovo risposta da nessuna parte, quindi spero in qualche studente che mi possa rispondere, grazie!

#2

15 anni fa non c’erano un solo foglio tecnico su carta…

#3

Non conosco la situazione al PoliMi, ma quando mi sono laureato io a Firenze la situazione era questa: quando ho cominciato (1994) Disegno si faceva ancora su carta; per fortuna non ho dato l’esame fino al 1999 a già allora ho potuto fare tutto su CAD. Sono passati 20 anni, non mi aspetto che ci sia ancora il tecnigrafo in nessuna università italiana, sinceramente…

#4

probabilmente questa vignetta è appropriata :grin:

autocad

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#5

Mi ero perso il post scusa.

I miei coinqulini aerospaziali avevano del disegno tecnico a mano libera in un corso. Niente lucidi, niente china. Solo mano libera per dimostrare alcune tecniche di costruzione mi pare (trovare punti medi geometricamente, robe così)

A ingegneria informatica non usavo un abaco e mi hanno detto che a medicina non si usano più le sanguisughe.

#6

carta? :smiley:

#7

Nel Medioevo, quando ho frequentato la Facoltà di Architettura presso la “Federico II” di Napoli, la normale attrezzatura da disegno tecnico consisteva nel tecnigrafo, matite, i (costosissimi) pennini a china della Staedler e la carte, mozzarella per gli schizzi ed i lucidi per i definitivi.
Tutto andava fatto due volte, prima la brutta a matita su mozzarella e poi a china (ricopiata stile amanuense per intenderci) su carta lucida di buona grammatura (tipicamente la 100 o la 120).
Le copie erano xerigrafie delle quali la prima era decente e poi tutte le seguenti una peggio dell’altra.

Naturalmente qualsiasi modifica implicava il rifacimento “ex novo” dell’intero disegno, dunque potete immaginare quanto fossero apprezzate le iterazioni dagli studenti…
Inutile dire che i pennini si rompevano quasi sempre il sabato sera o la domenica quando i negozi erano chiusi, ed andavano puliti con acqua tiepida dopo ogni sessione di lavoro altrimenti la china si seccava e addio pennino.

Ovviamente a quell’epoca già esisteva AutoCAD sia pure in versioni arcaiche, quando ho fatto la mia tesi di laurea (spaziale) portai il computer (ovvero un Pentium 133 con monitor, tastiera e tutto il resto) con una piccola animazione fatta in AutoCAD appunto, ma solo a supporto delle 14 tavole formato A1 tutte rigorosamente fatte a mano.

Mi costarono 4 mesi di lavoro manuale, le stesse identiche tavole ripassate in AutoCAD richiesero 3 (tre) giorni di lavoro.
Raccontata così sembra una storia d’altri tempi eppure sono passati solo 23 anni.

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#8

ah guarda…quando ero alle superiori (anni 90) per fortuna oltre al prof di disegno che mi faceva fare A2 con 30 file di AAAAA aaaaa BBBB bbb per imparare a scrivere bene avevo quello di costruzioni che mi ha insegnato a usare autocad (R12 all’epoca) su dei Celeron300 prima versione senza cache che lasciamo stare.
Ricordo come fosse ieri lo stage che feci in UT del comune, dove non sapendo cosa farmi fare e dopo aver visto che m@rda fossero i loro lucidi eliocopiati mi misi a restaurarli…tecnigrafo lametta da barba e rotring…

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