Post triennale in aerospaziale

Salve, sto finalmente per completare il mio percorso di studi in Ing.Aerospaziale alla Sapienza. Ora, non essendo più molto giovane (28 anni) e non avendo una media alta nonostante l’impegno profuso, sto cercando di capire cosa fare della mia vita. Avreste consigli? ho cercato qualche Master Degree ma sono tutti con votazioni minime d’accesso abbastanza alte che non ho e comunque vista l’età non posso permettermi di perdere altro tempo, anche economicamente purtroppo, però se ne trovassi uno accessibile lo terrei in considerazione. Al che ho pensato di cercare lavoro ma se possibile sempre all’estero , vorrei fare un esperienza che mi possa dare qualche possibilità in più per la carriera visto che già le premesse sono mediocri per me. Sapreste consigliarmi su cosa fare o eventualmente dove poter cercare lavoro come italiano all’estero nel settore? Grazie per le eventuali risposte

Prova a dare un’occhiata a queste offerte di lavoro:

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però se non erro non posso accedervi
To apply, you must be:

a student in the final year of a Master’s degree at a university or equivalent institute, or have just graduated. Candidates are required to have completed their Master’s degree by the time they start work at ESA

Non ‘svenderti’ così… Devi essere il primo a credere in te stesso e nelle tue capacità! Come pretendi lo faccia un datore di lavoro?

L’età non conta. Se hai chiuso il tuo percorso di studi a 28 anni avrai le tue motivazioni che devono rimanere private se credi.

Devi essere propositivo: hai una laurea in ingegneria e sei giovane. Punto.
Nell’ambito aerospaziale ed industriale ci sono migliaia di offerte in ruoli tecnici che hanno veramente una crisi di domanda.
Per molte aziende italiane ed europee puoi essere l’uomo giusto al momento giusto.

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Premesso che trovare lavoro è più difficile ma possibile, anche in campo spaziale. Io proverei a vedere un master degree in Inghilterra tipo Southampton o simili. Sono di un anno e per il mondo del lavoro sono master a tutti gli effetti.
Altrimenti cerca su LinkedIn e su space-careers posti da contractor. Nelle posizioni entry level di operations e AIT il titolo di studio minimo richiesto è il Bachelor. Senza esperienza ci vuole fortuna essere al posto giusto al momento giusto. Non mollare anche dopo anni. Questi sono i consigli che darei a me stesso alla tua età in una situazione abbastanza simile. All’estero del voto di laurea non importa molto almeno non è bloccante se dimostri altre doti.

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Non potrei essere piu’ d’accordo!

Questo vale anche in Italia. Personalmente non ho mai sentito chiedere il voto di laurea ad un candidato.

Anyway…
Il settore aerospaziale e il duo indotto sono attualmente in crisi di disponibilità di profili tecnici.
Lo vedo costantemente: i giovani diplomati degli ITIS e dei professionali sono mediamente completamente impreparati al mondo del lavoro, la loro formazione è lasciata alle industrie che devono cominciare da zero e investire anni per avere personale formato e autonomo.
D’altra parte i laureati in ingegneria magistrale puntano subito in alto, cercando ruoli di business e management oppure ruoli scientifici molto teorici.

Non c’è nessuno che voglia fare il tecnico: ‘sporcarsi le mani’ nelle aree produttive, in manutenzione, in qualità, tecnologie, processi, ecc…

Ed è proprio lì che devi puntare, secondo me, se vuoi entrare in n questo mondo.

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però dopo il mazzo fatto in triennale con tutto il rispetto per i tecnici se devo fare il tecnico per cui bastava in teoria il diploma continuo con la specialistica

Well, non aspettarti che qualcuno rolli il tappeto rosso solo perché ti presenti con la triennale. Sarai uno delle centinaia di migliaia di laureati che le universita’ di tutta europa sfornano ogni anno. Sorry for that :confused:

E pure con un master, o un dottorato, un certo periodo trascorso a fare il lavoro “sporco” del principiante serve proprio a spostarsi dai libri all pratica, a farsi conoscere da colleghi e superiori (la mentalità con cui si approcciano i lavori “umili” di solito è un buon indicatore di personalità) e magari crearsi una prima reputazione. Avere un ottimo voto di laurea dimostra che si è saputo studiare bene, non per forza che si sia la persona più adatta al lavoro.

Dopo un po’ di gavetta è giusto non scordarsi le proprie ambizioni, sia ben chiaro, ma per esperienza personale sottovalutare la gavetta e’ un errore fatale.
Se ti giochi bene le tue carte, le conoscenze, le esperienze, e i contatti che ti crei in quel periodo, sara’ solo un vantaggio. E’ quella roba li’ a fare la differenza nel mondo reale. Non aver preso 110 invece di 100.

Questi i miei 2 cents.

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E non c’è persona piu d’accordo di me su questo, ma si può passare da un lavoro tecnico a uno che non lo è? è quello il punto, io a farmi la gavetta non avrei proprio nessun problema, ma un conto è fare una cosa che non richiede il percorso di studi compiuto , un conto si. Cioè non vorrei rimanere tecnico a vita, vorrei fare l’ingegnere , ecco , non so se mi sono spiegato

Posso solo dirti che la fortuna va un po’ cercata. Se ci sai fare e ti costruirai qualcosa da “vendere”, saltare da tecnico a ingegnere sara’ possibile senza grossi problemi. Come esattamente dipende da quello che la vita ti mettera’ davanti, e a quali spostamenti/sacrifici ti sentirai di fare. Intanto in bocca al lupo!

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capito, ecco questo mi premeva sapere, se il salto fosse possibile o no, io ho pure pensato in caso di cominciare a lavorare e prendermi la magistrale in parallelo con più calma e meno ansie, sarà dura ma magari vale il sacrificio

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28 anni non vogliono dire NULLA.
Nella mia esperienza, ho finito l’università (5 anni aerospaziale Polimi) a 32 anni perché negli anni precedenti ho dovuto lavorare.
Ho lavorato e continuo a lavorare in settore aerospaziale da tredici anni. Sono un tecnico e sono un ingegnere.
Umiltà, sacrificio e un pizzico di fortuna.
Se hai possibilità, non lavorare ma concentrati sullo studio, fregatene del fatto che sei più vecchio degli altri, mettiti a capofitto.
Buona strada!!!

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Per anni ho lavorato come test engineer in un laboratorio prototipi/qualifica di sistemi aeronautici… tutti i giorni con le mani un po’ nell’olio idraulico, in modelli matematici, al trapano a colonna, al progetto e dimensionamento di banchi prova, al contatti con i clienti ed enti di aeronavigabilità e con gli operai che avrebbero collaudato in produzione i nuovi sistemi… E non sono un superman dell’ingegneria, anzi! Però sono grato a quegli anni che mi hanno formato a molti livelli e settori: ero l’unico ingegnere in uniforme da operaio… qualche collega “colletto bianco” (con tutto rispetto eh!) mi diceva che al posto mio si sarebbe sentito in imbarazzo per un abbigliamento simile, io con laurea specialistica, esperienza pregressa… etc etc… e invece sono sempre andato fiero del mio lavoro, così come esser fiero di poter imparare dai migliori… progettisti, disegnatori o operai che fossero! In particolare sono grato ad un paio di operai per tutto quello che mi hanno insegnato… credo sia fondamentale per un ingegnere in una azienda “saper parlare la lingua” di tutte le figure con le quali si interfaccia, rispettare la dignità e la ricchezza di ogni mansione e di saper imparare da tutti… e se cresci nelle mansioni “tecniche”, snobbate magari da qualche ingegnerucolo con la puzza sotto il naso, saprai cosa significa svolgere una certa attività, quali risorse e strumenti ti occorrano, quanto tempo ci si può impiegare, come facilitare il lavoro, come risolvere problemi pratici… Ricordo, a proposito di quanto occorra questo mutuo dialogo, una volta quando feci da mediatore fra un analista ed un operaio meccanico: il primo pretendeva che il diametro di un certo bullone fosse (e cito) “quasi adimensionale” per convalidare i suoi modelli matematici, mentre il secondo voleva usare un M10 perché era più comodo da installare! Infine con desiderio e passione crescerai nella tua carriera… riconoscente come un nano “ingegnere” al gigante “tecnico” che lo tiene sulle sue spalle… Insieme i due riescono a guardare più lontano rispetto alle loro singole possibilità! Good luck!

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