Previsioni meteo per gli astronauti delle missioni Artemis

Si sa, quando si va a fare una passeggiata, la prima cosa da controllare è il meteo. Lo fanno i razzi, anche se i più temerari Soyuz partono anche quando nessuno lo farebbe. Ma se a bordo ci sono degli astronauti, per di più diretti verso la Luna, anche il meteo spaziale diventa rilevante. A questo preciso scopo due strumenti forniranno informazioni su particelle subatomiche energetiche e i campi elettromagnetici che attraversano il sistema solare, il cosiddetto vento solare. Le conseguenze più evidenti di questo fenomeno sono le aurore, generate dall’incontro delle particelle cariche con i campi magnetici ai poli terrestri. Nonostante il campo magnetico terrestre abbia una forma particolare, si estenda per quasi 100.000 chilometri e la Luna attraversi la magnetocoda, il Gateway trascorrerà solo un quarto del suo tempo nell’orbita all’interno del campo magnetico, offrendo l’opportunità di misurare il vento solare e la radiazione solare. Nonostante lavoreranno in tandem, i due strumenti non forniranno, almeno nel breve termine, previsioni: solo nel lungo periodo le misurazioni effettuate permetteranno di avere sufficienti dati per poterle emettere.

Dal momento che il programma si chiama Artemis, cioè Artemide, la sorella di Apollo, gli strumenti si chiameranno ERSA, la dea della rugiada, ed HERMES, il messaggero degli Dei e verranno precaricati sul Gateway prima che i primi due componenti siano lanciati, ovvero il PPE (Power and Propulsion Element) e l’HALO (Habitation and Logistics Outpost), e ovviamente prima dell’arrivo di un equipaggio. Il primo strumento è di ESA, mentre il secondo di NASA: entrambe le agenzie confidano che le tecnologie di ogni strumento saranno pronte per la consegna intorno a metà del 2022. Le stazioni saranno complementari, in quanto ERSA monitorerà la radiazione spaziale e quindi con la protezione degli astronauti come primo obiettivo, mentre HERMES monitorerà le basse energie, fondamentali per indagini scientifiche.

HERMES

Schema di HERMES
Uno schema della suite di strumenti di HERMES, composta da quattro strumenti, cui si aggiungono ICE BOX (Instrument Control Electronics Box) e SWEM (Solar Wind electrons alphas and protons Electronics Module).

Crediti: NASA

HERMES, acronimo di Heliophysics Environmental and Radiation Measurement Experiment Suite , analizzerà cosa succede nel profondo della magnetocoda, permettendo a NASA di comparare i dati ottenuti dalle sonde THEMIS, note anche come ARTEMIS. In totale saranno quindi tre le sonde che analizzeranno il vento solare, un’occasione più unica che rara.

Sebbene l’obiettivo di HERMES sia prettamente scientifico, alcune informazioni potrebbero essere utili per gli astronauti sulla superficie. A fornire i dati ci saranno quattro strumenti montati su una piattaforma: un magnetometro, il Miniaturized Electron pRoton Telescope, chiamato MERiT, che rileva ioni ed elettroni, l’Electron Electrostatic Analyzer, o EEA, che misura gli elettroni a bassa energia che compongono la maggior parte del vento solare ed infine il Solar Probe Analyzer for Ions, o SPAN-I, che misura ioni protoni e ioni.

ERSA

ERSA, o European Radiation Sensors Array, studierà gli effetti del vento solare sugli astronauti e sull’equipaggiamento, utilizzando cinque strumenti ed analizzando le particelle energetiche dal Sole, i raggi cosmici galattici, neutroni, ioni e il campo magnetico attorno al Gateway.

Come detto, gli strumenti saranno cinque e includono: l’Influence sur les Composants Avancés des Radiations de l’Espace, noto come ICARE-NG, che misurerà la radiazione ionizzante, responsabile di picchi nei circuiti elettrici e quindi di possibili cortocircuiti, l’European Active Dosimeter, che rileverà l’energia che verrebbe depositata dalle radiazioni nei tessuti viventi per comprendere l’esposizione alle radiazioni umane.


Fonte: NASA - Two mini space weather stations on Gateway.

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