Problematiche di far rientrare dall'orbita astronauti in Dragon senza tuta spaziale e senza seggiolino

Domanda e se diventa OT sia pure rimossa, ma un eventuale rientro stile Apollo (senza tute) degli astronauti di Starliner in Dragon è impossibile?

  • 2 Ma dopo quella volta che rese fatale l’assenza di tute IVA si è mai più verificato un caso in cui siano state utili?

  • 3 Oltre garantire una fonte d’aria in caso di depressurizzazione del veicolo non fa nient’altro di fondamentale… un raccordo tra due tubi d’aria (tuta - veicolo ) dovrebbe facilmente essere arrangiabile (alla Apollo 13) anche tra modelli diverisi, no?

  • 3B (Anzi, un adattatore o uno standard unico dovrebbe esser obbligatorio, no?)

o magari spostata in tread più adatto…

@wernherv ti rispondo qui, visto che @pilgrim1 ha fatto una domanda simile.

In linea di principio è possibile, è quello che era stato preparato quando ci furono i problemi della Soyuz. In quel caso avevano spostato uno dei seggiolini Soyuz dentro Dragon, ci avevano messo del padding qua e là, e l’ops concept era di far rientrare l’astronauta (mi sembra fosse Rubio) legato alla bell’e meglio e senza tuta.

Però i rischi erano considerevolmente più alti rispetto ad un rientro normale, per via della mancanza della tuta ma anche e soprattutto del seggiolino arronzato (e quindi accelerazioni al rientro e impatto più alte del dovuto). Nel caso di Rubio era un rischio accettabile in caso di emergenza e bisogno di evacuazione, perché la Soyuz anomala era considerata da NASA non adatta al rientro con equipaggio e quindi il rientro in Dragon era meglio che niente.

Nel caso di CFT e di Wilmore e Williams, si potrebbe di nuovo fare la stessa cosa, non per un rientro nominale con Dragon, ma solo per coprire le emergenze in attesa che arrivi su una Dragon mezza vuota, come ha scritto @archipeppe di là. Solo che a 'sto giro sarebbero due astronauti invece di uno, e quindi i rischi sarebbero ancora maggiori.

4 Mi Piace

E i seggiolini di Starliner saranno altrettanto facilmente trasferibili?

Lo scenario fin’ora non si era mai presentato, ma con l’aumento delle navette disponibili chissà se a qualcuno in NASA è venuto in mente di ragionare su un minimo di interoperabilità tra le varie navette… giusto un “come collego una tuta SpaceX alla Starliner o un sedile Soyuz alla Dragon?”

Magari salta fuori che bastano un paio di staffe e qualche interfaccia elettrica…

Non è così semplice.

La NASA non ha imposto, nel contratto COTS, l’adozione di uno standard, per cui ognuno ha fatto per se.
Quindi sia la Boeing sia la SpaceX si sono sviluppate le proprie tute e ed i propri sedili.

A mio avviso non credo sia possibile utilizzare le interfacce Boeing con quelle di SpaceX e viceversa.

1 Mi Piace

Neanche con un piccolo adattatore?
Non mi pare sarebbe un aggeggio complicato o pesante, almeno rinunciando alla telemetria biometrica dell’astronauta in tuta… La fanno ancora?

Onestamente non lo so.
Ma la mia esperienza ingneristica mi induce a pensare che non sia così facile.

Non è solo un problema di aria che entra ed aria che esce o di telemetria ma anche di comunicazioni.

Resta poi intatto il problema dei sedili i cui attacchi sono sicuramente differente.
Per il resto ti conviene chiedere a @Buzz che sull’argomento ne sa sicuramente più di me…

Onestamente non ho idea di come sia fatto il seggiolino di Starliner, né di Dragon o della Soyuz. So però che per spostare quello della Soyuz in Dragon hanno dovuto fare fior di analisi, la cosa non era semplice e il risultato non dei migliori, come ho scritto sopra.

A posteriori è facile parlare, però effettivamente questo mi sembra un errore piuttosto grosso.

Tutta la questione è avere ridondanza nel caso uno dei due veicoli incontri problemi sistematici che impongono uno stop prolungato, motivo per cui hanno spinto per avere due fornitori indipendenti (sia per il veicolo che per il lanciatore).

Ma in questo caso c’è la possibilità che un equipaggio rimanga “bloccato” a bordo con un veicolo non usabile, e il veicolo di salvataggio (dell’altro tipo) deve far fare dei seggiolini nuovi prima di poter lanciare…

Imporre delle interfaccie standard tra seggiolino e capsula forse non sarebbe stato troppo difficile, se lo avessero fatto dall’inizio

7 Mi Piace

Mi pare di averlo gia’ scritto in altra occasione ma io continuo a chiedermi perche’ non si puo’ utilizzare la tecnologia dei “vacuum mattress” o materassini a depressione utilizzati di routine nelle operazioni di soccorso di pazienti politraumatizzati. Qualunque ambulanza ne ha uno a bordo.

In pratica il paziente viene adagiato sul materassino che e’ pieno di pellet opportuni, e facendo il vuoto all’interno questo prende rigidamente la forma del corpo del paziente immobilizzandolo ed evitando un aggravamento a causa del trasporto.

Il principio e’ quello del sacchetto di riso, che e’ rigido come un mattone fino a che non lo foro togliendo il vuoto. Funziona nella stessa maniera al contrario.

Questo e’ un esempio dello strumento in questione:

https://www.boscarol.it/ita/shop-boscarol.php?pid=8899&cid=9

Avere un seggiolino di dimensioni abbondanti con vacuum mattress potrebbe permettere di conformarlo su misura per un astronauta in tempi molto brevi e tenerlo cosi’ per tutta la durata del rientro. In pratica sarebbe un seggiolino universale.

Sono sicuro che ci sono mille motivi per cui non si puo’ fare ma nella remotissima e infima ipotesi che possa essere un’idea da approfondire non analizzata in precedenza la riposto qui.

EDIT: mi e’ venuto in mente una magagna, se la capsula dovesse depressurizzarsi il meterassino a vuoto si affloscerebbe. Pero’ dovremmo avere una concomitanza di eventi negativi, magari e’ meglio di niente. E se l’astronauta da trasportare in emergenza e’ senza tuta il problema purtroppo non si pone.

8 Mi Piace

In teoria rientrare in semplice tuta di volo,in caso di emergenza dovrebbe costituire un pericolo accettabile.
In futuro forse potrebbero essere previsti seggiolini gonfiabili e caschetti e maschere ad ossigeno (nel caso di Starliner le tute all’interno sono già equipaggiate con degli snoopy caps rigidi,veri e propi caschetti).
Diciamo che il tipo di incidente della Sojuz 11 non si è mai più verificato.
Gli Americani avevano brevemente considerato l’idea di far volare in fase lancio/rientro gli Astronauti di Apollo 18 in tuta di volo e casco del tipo poi usato da STS-5 in poi (a causa del possibile uso di nuove tute Apollo,leggermente più ingombranti delle A7L, poi non impiegate mai).
Dopo la fine delle prime quattro missioni sperimentali gli Astronauti dello Shuttle usarono tute di volo con caschi ad ossigeno da STS-5 fino alla tragedia del Challenger (in cui tute a pressione non avrebbero fatto differenza,come non la fecero per il Columbia). Insomma i precedenti per un rientro in tuta di volo ci sono,specie per un eventuale emergenza.

1 Mi Piace

Il fatto che non sia più successo non significa che si possa tornare indietro alla soluzione più rischiosa.

Certo, in caso di emergenza è possibile farlo. Ma se posso evitarlo e prendermi meno rischi, perché no

1 Mi Piace

Ma certamente.
Parliamo infatti di un eventuale caso di emergenza,non di una procedura standard.

1 Mi Piace