Una delle sfide tecnologiche maggiori per un insediamento permanente sulla Luna sarà la generazione di sufficiente energia per il sostentamento. Attualmente i team NASA stanno lavorando alla realizzazione di un generatore nucleare cercando di realizzare un simulatore non nucleare che sia in grado di simulare l’approvigionamento di calore portato dal generatore per testare i metodi di conversione e utilizzazione energetica.
Un generatore nucleare ha la capacità di produrre stabilmente 40kW di energia elettrica (circa quella necessaria per il sostentamento di 8 case “terrestri”). E l’ovvio vantaggio è quello di non dipendere dall’irraggiamento solare.
Da questo punto di vista si sta lavorando per la produzione di un prototipo per la simulazione di impiego, utilizzando un ambiente riprodotto e senza l’utilizzo di un generatore nucleare reale. L’obiettivo è quello di avere il prototipo testato e pronto per i primi anni della prossima decade quando verrà selezionato il sistema di approvigionamento energetico più vantaggioso.
Oltre al reattore è infatti necessario un sistema di conversione di energia, da calore a elettricità. Da questo punto di vista esistono diverse soluzioni allo studio, il primo, realizzato da Sunpower Inc. è basato su due motori a pistoni accoppiati a due alternatori da 6 kW ciascuno. Il secondo contratto è invece in atto con la Barber Nichols Inc. che sfrutta un sistema chiuso con motore a ciclo Brayton accoppiato ad una turbina/compressore ad alta velocità insieme ad un alternatore. Il “Power Convertion Unit” verrà selezionato dopo circa un anno e dopo attente valutazioni…
Il progetto del generatore è affidato al Glenn, mentre lo stesso Glenn insieme al Dipartimento dell’Energia e al Marshall Space Flight Center testeranno e realizzeranno un simulatore di generatore non nucleare con metallo liquido come fonte di calore per il simulatore.
Il simulatore non nucleare sarà pronto per i test nel 2012-13 per la verifica delle prestazioni, sicurezza e metodi di controllo.

Effetto Seebeck
L'effetto Seebeck è un effetto termoelettrico per cui, in un circuito costituito da conduttori metallici o semiconduttori, una differenza di temperatura genera elettricità. È l'opposto dell'effetto Peltier. L'effetto venne scoperto nel 1787 da Alessandro Volta e venne riscoperto nel 1821 da Thomas Johann Seebeck, fisico estone che lo studiò avendo notato la presenza di una differenza di potenziale ai capi di una barra metallica sottoposta a un gradiente di temperatura ∇ ...
) è ovvio che un sistema misto (solare/nucleare) è l’ottimale. Infatti non esistono punti della Luna sempre irraggiati dai raggi solari (anche i bordi del cratere Shackleton hanno un 20/25% di buio).
( con questo non intendo dire che sono un politico! ma che seguo molto il “tema”)
