Progetto Susie (Smart Upper Stage for Innovative Exploration)

in una serie di tweet, il giornalista francese Stefan Barensky, ha rilasciato alcune slide tratte da una presentazione di ArianeGroup su un possibile sviluppo del lanciatore in versione riutilizzabile con anche un secondo/terzo stadio riutilizzabile:

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Scott Manley twitta scettico sulla riusabilitĂ  del secondo stadio sotto il Suise

Così ESA/Arianespace ha presentato un nuovo veicolo spaziale riutilizzabile Smart Upper Stage for Innovative Exploration (SUSIE). Molte storie stanno facendo sembrare questa come una risposta europea a Starship, ma è più simile a un grande Dragon o Starliner, usa un secondo stadio usa e getta per arrivare in orbita.


Per un confronto:

Testo del primo twitt di K. K. IV…

Rapida occhiata a SUSIE, @ArianeGroup visione per un veicolo cargo e astronauta, nel contesto di alcuni altri veicoli dell’equipaggio! https://t.co/QAal1ntrHr

…e con grafica a̶g̶g̶i̶o̶r̶n̶a̶t̶a̶ corretta

Con quella baia sembra anche un po’ un STS ma visti i sogni di riutilizzabilità di Ariane-6 è forse più un baby-starship che da grande potrebbe fare a meno del secondo stadio…

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a me fa tanto space rider

A me fa tanto ne parliamo fra 10 anni anche se lo approvassero in questa ministeriale

Io ricordo le parole illuminanti di un intervista di Francesco Caio

Sostanzialmente disse che “alcuni treni passano e per l’Italia o l’Europa sono passati, inutile rincorrerli…concentrerei gli sforzi sulle cose che ancora sappiamo fare molto bene”. Da ex CEO Olivetti e poi AvioAero (leader nei gearbox) sapeva cosa stava dicendo

Nel 2035 quando realisticamente Susie potrebbe decollare (visti i tempi di Ariane 6) chissĂ  Starship cosa sarĂ 

Io mi concentrerei nei punti dove siamo forti (es meccanica dei moduli abitati) o nei settori ancora aperti (piccoli lanciatori + cubesat per osservazione e telecomunicazioni) dove la nostra esperienza avrebbe un peso

Per i voli manned ormai siamo veramente troppo indietro quando esistono almeno tre soggetti che potenzialmente vendono posti a pagamento (SpaceX, Boeing e Roscosmos) giĂ  OGGI

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Si tratta di un biconico con un L/D uguale ad 1 in regime ipersonico, chiaramente capitalizza l’esperienza di IXV e Space Rider.

Mi lascia perplesso la presenza di una cargo bay, la quale serve solo a ridurre il payload oppure a limitare il volume utile pressurizzato per l’equipaggio…

Concettualmente si presenta come un sequel di Hermes.

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Non credo proprio.

Leggo adesso e sono cascato dalla sedia, non ho visto se hanno pubblicato dati tecnici sulla capacita’ dei serbatoi e il delta V che potrebbe sviluppare ma sicuramente non basta per raggiungere la velocita’ orbitale a partire dal MECO di un booster.

Capire quanta capacita’ di propulsione autonoma ha e’ fondamentale per capire che tipo di animale e’ (una Dragon prima versione on steroids o una specie di piccolo shuttle senza ali, carrelli e altri fronzoli inutili oppure una SS molto alleggerita). Si conosce questo dato?

Mi sembra comunque che sottintenda una architettura di missione che trovo interessantissima, e forse ne avevamo gia’ parlato. Tre stadi, con un booster riutilizzabile, un secondo stadio spendibile (e reso piu’ economico e prodotto in massa possibile) e un terzo stadio “orbiter” che rispetto a una SS ha bisogno di meno delta V autonomo e quindi puo’ essere piu’ compatto e “semplice” da riutilizzare (relativamente parlando).

Se devono esserci parti spendibili, una architettura a 3 stadi con il secondo spendibile e’ molto interessante.

3 stadi danno un significativo vantaggio prestazionale rispetto a 2, a fronte di una maggiore complessita’ ma anche, in questo caso, una maggiore riutilizzabilita’.

Non c’e’ nessun motivo per portare tutta la massa del secondo stadio alla velocita’ orbitale. E anche se il SECO avviene a velocita’, quota e downrange difficili riununcio a impazzire per riutilizzarlo e piuttosto lo faccio dumb e poco costoso.

Mi piace molto, finalmente qualcosa di interessante e originale da Arianespace.

Poi ovviamente non sono straesperto, magari ho capito male il concetto.

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A me più che altro sembra una riedizione della prima versione del progetto russo del Kliper (sostituto previsto per la Soyuz e mai realizzato) quella dove era ancora un biconico “puro” senza le semiali “alla Hermes” messe poi dopo:

Fonte immagine ESA:

image

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SI, comunque e’ un orbiter, bisogna capire quanto spinge da solo, e quindi quanto si differenzia da Kliper, Hermes, Dragon e veicoli che fondamentalmente sono capsule/spazioplani con minima capacita’ propulsiva, buona al massimo per LES e deorbit.

Se questo coso e’ previsto che faccia diciamo piu’ di 1 km/sec autonomamente e’ un altro animale, decisamente.

PS: Forse questo argomento merita proprio un 3d autonomo. Ho fatto un minimo di fatica fatica a trovare dove ne parlavate. Non mescolerei Ariane 6 che e’ in fase di sviluppo avanzato con quello che potrebbe restare un concept futuribile visto solo su qualche slide, o a maggior ragione se diventa un veicolo importante e innovativo. Dal post di gp1nick in poi, titolo “Susie, un concept di Arianespace per un orbiter riutilizzabile” o qualcosa di simile.

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fonte

EDIT: forse meglio spostare e creare un 3d dedicato a Susie?

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Ok che sono render, ma trovo incredibile quanto l’estetica Space X si stia imponendo… probabilmente ormai non si tornerà più indietro e anche l’occhio vuole la sua parte nelle infrastrutture e sistemi manned, oltre a diventare forse un messaggio di imminente cambio di paradigma nei voli spaziali?

Questo e’ assodato. Si discuteva in altri thread di come la volonta’ di acquisire capacita’ autonoma di lancio di astronauti sia una scelta politica e di autonomia, piu’ che di innovazione tecnologica.

Un po’ sulla falsariga dei lanciatori Ariane. Si fanno in casa e non si comprano per avere la capacita’ strategica di lanciare autonomamente da altre nazioni/centri di potere.

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Questo non sorprende piĂą di tanto.
Nel mondo aeronautico e di conseguenza anche in quello spaziale, si parla spesso di “mode”.
Ovvero qualcuno traccia la strada e poi tutti gli altri vi si adeguano, magari per motivi sensati ma si adeguano.

Faccio qualche esempio: nel campo aeronautico nel corso degli anni 60/70 del secolo scorso esplose la moda dei caccia con ala a geometria variabile, tutti li volevano e tutti li facevano (F-111, Su-24, MiG 23/27, Tornado, F-14 ecc.), più o meno nello stesso periodo esplose anche la moda dei caccia con prese d’aria tridimensionali ed impennaggi mono o bideriva (e dunque giù con i vari A5, MiG -25, F-14, F-15, Su-27, MiG-29).

In campo civile si impose, grosso modo nello stesso periodo, la moda dei grossi trireattori (L-1011 e DC-10/MD-91).

Gli anni 80 furono dominati dalla dance, le spalline e… i caccia delta-canard (EF-2000, Rafale, Gripen, ecc.). In campo spaziale, negli stessi anni 80 per ovvie ragioni saltò fuori la moda degli spazioplani (Shuttle, Buran, Bor-4, Hermes, HOPE, HOTOL, HL-42 e chi più ne ha…).

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Certamente, però quelle sono architetture di sistema o similia. Io parlavo proprio di estetica nel senso di “ciò che appare/come appare” :smiley:

Verissimo, però quelle che tu chiami “architetture di sistema” sono architetture tout court, ovvero forme e dunque anche estetica…:wink:

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Eheh è lo scontro (finto ovviamente ma goliardicamente simpatico) fra ingegneri ed architetti :grin: Ad ogni modo mi ha incuriosito fra le altre cose la scelta del rendering praticamente identica a Space X della passerella della rampa di lancio…

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Mi piacerebbe avere qualche dato, chiaro che é un render ma avranno fatto due conti di massa, velocità eccetera…

Eccoli qui nel secondo post.

Non ci sono dati troppo specifici ma è già qualcosina.

Tutti vorremo qualche dato, non dico i grafici di un profilo di missione ma almeno masse, capacita’ dei serbatoi, motori, isp, spinta ecc… giusto per capire.

Altra cosa interessante sarebbe capire come e’ fatto lo scudo termico e le modalita’ di rientro.

Per un oggetto di tali dimensioni, per fare missioni frequenti un concetto interessante sarebbe uno scudo termico sostituibile che puo’ essere rigenerato con calma senza ridurre i tempi di turnaround del veicolo. Ma non so se i requisiti sono cosi’ aggressivi, magari lo vogliono far volare poche volte all’anno.

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