Prospettive future per un insediamento umano lunare permanente

Vi segnalo il seguente articolo, a firma del sottoscritto, uscito oggi nella rivista online “futurimagazine”, dell’Italian Instutite for the Future:

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Bell’articolo (e bella “rivista”)

Un problema che credo andrebbe gestito è quello della minaccia rappresentata dai micro-mini-meteoriti (quelli che sulla terra vengono “filtrati” dall’atmosfera) per le infrastrutture esposte.
Mi domando se siano mai state previste delle misurazioni di lungo periodo sul campo (numero medio d’impatti in una regione data in funzione della dimensione del meteorite) per avere una stima del rischio.

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Grazie.

Quanto alla prevenzione al rischio dei micrometeoriti, ovviamente non ci sono dati “in situ” di lungo periodo. In prima battuta (e per motivi conservativi) bisogna supporre un ambiente simile a quello LEO terrestre.
Dal momento che si postula l’utilizzo di “lunacrete” per la realizzazione dei vari insediamenti lunari, dove lo spessore delle pareti dovrebbe essere generoso, sia per la protezione dalle radiazioni sia per mantenere la pressione interna, il rischio di micrometeoriti sarebbe, di fatto, notevolmente ridotto.

Altro discorso è quello relativo agli asteroidi, pericoloso sulla Luna (come ed anche di più) come sulla Terra. In questo caso la migliore arma è la prevenzione, non c’è difesa passiva che tenga.

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Ottimo articolo! Un salto nel futuro… e con SpaceX potrebbe essere a portata di mano. Però, come al solito, se non c’è la volontà politica sarà molto difficile entro qualche decennio…

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Certo :grin:
Mi domandavo se vi erano progetti in merito

Non tutte le infrastrutture possono essere protette in questo modo (dai pannelli solari agli osservatori astronomici)
Ad esempio si è parlato di costruire un radiotelescopio sulla faccia nascosta: a che tipo di rischio è sottoposta una struttura di questo genere ?
Ovviamente avere, per un impatto in grado di provocare danni funzionali, una probabilità media di un impatto l’anno o di un impatto ogni 1.000 anni fa una certa differenza …

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un radiotelescopio non ha problemi derivanti da buchini millimetrici causati da micrometeoriti al riflettore, certo se un sasso prende dentro allo strumento è un patatrac ma credo sarebbe possibile proteggerlo con materiali balistici (kevlar, zylon, con strati deformabili interposti e masse non piccolissime ma pesi gestibili per assorbire energia).
Piuttosto sono molto scettico sulla costruzione di amalgama cementizia sulla luna. Con tutta l’infrastruttura necessaria a realizzare un “cementificio” e a costruire la casa…tanto vale fare una galleria. Se veramente starship lunare ci sarà, con pochi invii puoi mandare su una talpa a pezzi. Rimane il problema dell’energia mostruosa che sarà richiesta. Serviranno tanti tanti pannelli fv e grosse batterie, e/o pensare ad alimentarla con delle celle a combustibile

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In architettura, sulla Terra, lo scavo di fondazione è di norma l’opera più onerosa nella costruzione di un edificio.
Non ho motivo di dubitare che sia altrettanto sulla Luna, le attività di scavo dovranno essere ridotte al minimo possibile pure se condotte in automatico e in telepresenza.
La Stampa di lunacrete è un’alternativa viabile e relativamente economica allo scavo, senza contare che consente di realizzare delle vere e proprie architetture anziché dei semplici tunnel.

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Onerosa in che termini? Qui non parliamo di ore di lavoro, di manovali. Non sono sicuro che una talpa e un’opera di fondazione siano paragonabili, sicuro entrambe hanno pro e contro. Certo sulla terra è un impegno (recentemente su un lavoro dove ho collaborato la fondazione ha impegnato h24 per due mesi…) ma ugualmente sulla luna se vuoi contruire qualcosa fuori terra una base di appoggio devi dargliela. La pressurizzazione puoi farla anche dopo con qualcosa di interno alla casa. Sul discorso delle vere e proprie architetture viene fuori l’architetto, ma l’ingegnere pensa che prima sulla luna verrà l’utile e poi il bello :smiley:

Purtroppo non è così:
Un disallineamento di meno di un millimetro rende inutilizzabile l’oggetto e richiede quindi costose riparazioni.
Essere colpito da un’oggetto di qualche chilo potrebbe creare danni irreparabili.
Diventa quindi indispensabile stimare la probabilità di questi eventi.

Un timore (vista anche la finestra temporale proposta: un quarantina d’anni) è che possa essere presa in considerazione una “protezione attiva”, ad esempio un cannone laser per gli oggetti più piccoli e missili intercettori per quelli più grandi.
Oggetti che ovviamente potrebbero essere usati per altri scopi. Lo scenario di una Luna “Far West” immaginato dal film “Ad Astra” non mi sembra l’elemento più irrealistico del film.

parlavo della continuità del riflettore

Questa tua frase rappresenta l’annoso retaggio di una cultura vecchia ed obsoleta (non avertene a male non è con te personalmente che ce l’ho).
L’architetto è visto come un “abbellitore” un “rifinitore” di qualcosa che strutturalmente fa un ingegnere, il che non è vero.

L’idea di architettura è qualcosa che sottende al progetto, che riguarda la giusta e funzionale disposizione di tutti gli elementi di un dato progetto, siano essi ambienti di un’abitazione oppure sottosistemi di un veicolo spaziale, finanche gli elementi funzionali di un programma, tanto che si parla comunemente di “architettura del software”.

Che poi la giusta disposizione degli elementi possa essere recepito come “bello” allora è un’altra cosa (come ben sapevano gli architetti del Rinascimento). Sono decenni che lotto per evitare confusioni tra la figura dell’architetto, quella dell’arredatore e quella del decoratore (per carità professionalità che rispetto ma che non vanno confuse tra loro).

Perdonatemi la lunga, ma a mio avviso doverosa, digressione dato che mi tocca personalmente e che tocca il mio lavoro e la mia professione di “architetto spaziale” cosa che, non me ne vogliano gli ingegneri (con i quali lavoro e mi confronto quotidianamente) ne vado fiero.

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Ma perchè metterlo sulla luna e non in orbita “selenicostazionaria” (si dice così?) dietro la luna?
Io ne capisco poco ma vedo solo svantaggi a metterlo sul suolo lunare anziché lasciarlo in orbita li

Perché una tale orbita non esiste (cadresti sulla Terra)
La faccia nascosta della Luna è l’unico posto nelle “vicinanze” in cui non arriva il disturbo radio della Terra.
Durante la notte lunare (14 giorni) non c’è neanche il sole e il silenzio radio è quasi perfetto.
Nessun osservatorio in orbita può godere di condizioni simili

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Penso che si riferisca al punto di Lagrange L2 Terra-Luna e alle orbite Lissajous intorno ad esso.

I veicoli in tale posizione stando a wikipedia sono questi:

Poi nel punto di Lagrange L2 Sole (non Luna) e Terra c’e’ tra gli altri Gaia di cui qualcuno nel forum credo ne sappia parecchio.

Da lì si vede la Terra!
La seconda è usata proprio perché da lì si vede sempre sia la Terra che la faccia nascosta della Luna…

Forse si tende a confondere architettura con design?

Dipende quanto e’ ampia l’orbita Halo/Lissajous intorno al punto di Lagrange L2.

L2 e’ coperto dalla Luna, cosi’ come lo sono le orbite Halo strette. E questo e’ il posto giusto dove mettere telescopi che non devono ricevere distrurbi dalla Terra, schermati dalla massa della Luna.

Le orbite Halo ampie invece possono essere sempre in vista della Terra, ma al tempo stesso sono anche sempre in vista delle orbite Halo strette e della faccia nascosta della Luna. E queste sono il posto dove mettere i ripetitori.

Ovviamente i piu’ esperti correggeranno le inesattezze.

Il punto L2 è a 65.000 km dalla Luna che ha un diametro minore di 3.500 km…
Per quanto tu possa girare “stretto” non riesci a stare in “silenzio radio”
Del resto l’orbita si chiama Halo perché dalla Terra sembra descrivere una aureola (halo) attorno alla Luna…

La Luna riesce ad eclissare completamente punti a piu’ di 300mila km di distanza sulla Terra. In teoria il punto L2 e’ ampiamente nel cono d’ombra e si puo’ orbitare molto vicino a tale punto.

Piuttosto se lo scopo e’ di evitare i disturbi provenienti della Terra puo’ essere una soluzione migliore mettere il telescopio in orbita solare, molto piu’ lontano. Il ritardo di comunicazione forse per un telescopio non e’ molto rilevante, i il parallasse puo’ essere anche utile. Pero’ sto superando ampiamente la mia soglia di competenza, quindi mi taccio. Pero’ ti confermo che L2 e molte traiettorie strette intorno ad esso dovrebbero essere schermati.

Nel mio ambito, di norma, il lavoro congiunto è la quotidianità, che vede coinvolte numerose figure professionali come ingegneri, fisici, informatici ecc.

Nel settore spaziale il concetto di “teamworking” è essenzialmente imprescindibile per la riuscita dei vari progetti, specie se di ampio respiro.

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