Rimorchiatori contro asteroidi


#1

Per fermare un asteroide in rotta di collisione con la Terra non servono le bombe nucleari. Basta usare rimorchiatori spaziali appositamente pensati da due astronauti della NASA. L’idea è venuta a Edward Lu del Johnson Space Centre di Houston della NASA e al suo collega Stanley Love che hanno elaborato un progetto molto semplice, almeno in teoria. Il progetto prevede la costruzione di un’astronave di 20 tonnellate che vada a posizionarsi vicino all’asteroide e che, gradualmente, con la propria massa lo sposti dalla rotta iniziale.

Per attuare il progetto sarebbero necessari circa 20 anni di preavviso, necessari alla costruzione, al lancio e al posizionamento del rimorchiatore. Poi in circa un anno la rotta di un asteroide “medio” di circa 200 metri di diametro potrebbe venire cambiata radicalmente in modo da evitare ogni rischio per il nostro pianeta. L’idea sembra affascinare gli scienziati, specialmente se riferita ai cosiddetti NEO (Near Earth Objects), asteroidi cioè che passano vicino al nostro pianeta e che sono controllati da alcuni programmi di monitoraggio come lo Spaceguard.

Lu fa parte di un gruppo di ricercatori spaziali della Fondazione B612, che ha l’obiettivo di rendere operativo un sistema di difesa contro gli asteroidi in grado di proteggere il nostro pianeta entro il 2015. Inoltre è favorevole a che la NASA sviluppi nuovi tipi di propulsione, in particolare quella a ioni, per rendere più manovrabili le astronavi rispetto ai tradizionali propulsori chimici.

La Fondazione B612 inoltre ha già proposto alla NASA di posizionare un’antenna trasmittente sull’asteroide Apophis che nel 2029 dovrebbe passare a circa 30 000 chilometri dalla Terra. L’asteroide ha una probabilità su 5560 di colpire il pianeta nel 2036 e l’antenna diminuirebbe ulteriormente il rischio. Questa notizia è stata diffusa dall’agenzia “ ZadiG”.

tratta da http://www.ecplanet.com/canale/astronomia-9/asteroidi-112/0/0/20990/it/ecplanet.rxdf

Se vuoi documentarti sulla B612 Foundation questo il sito (in inglese)
http://www.b612foundation.org/


#2

In generale, quanto più il corpo in rotta di collisione è lontano dalla Terra, tanto minore sarà la “spintarella” necessaria a farlo deviare dalla sua traiettoria.
Il progetto di Ed Lu e Love è solo l’ultimo di una lunga serie di idee, tutte valide sulla carta, ma di cui speriamo (vero? :smiley:) di non dover sperimentare mai la reale efficacia.


#3

Io resto dell’idea che queste sono pure elucubrazioni mentali.

Con 20 anni di anticipo il corpo in rotta di collisione, se viene dall’esterno del sistema solare, deve ancora entrare nella nube di Oort e comunque passare indenne nella fascia degli asteroidi.
Questo significa che Lu e compagni potrebbero approntare il tutto convinti che l’asteroide mantenga una data traiettoria e alla fine scoprire che gli asteroidi l’hanno deviata. E magari invece di un piccolo corpo ne arrivano 20!

Poi c’e’ il problema del lancio… con i tempi di percorrenza attuali non si ha nessuna possibilita’ di intercettare a debita distanza i corpi rocciosi in avvicinamento alla terra, neanche se stiamo parlando dei NEO e neanche utilizzando testate termonucleari.
Cio’ che viene propagandato come sicuro sistema difensivo ecc… ecc… ovvero il lancio di missili con testate nucleari singole o multiple contro asteroidi, oltre a non essere stato mai testato, e’ anche fuori da ogni logica. La rotta vera e propria si puo’ conoscere con esattezza solo quando il corpo in questione ha superato la Luna, ovvero, a meno di 385.000 km circa. Con buona approssimazione si sa quando supera la fascia degli asteroidi e l’orbita di Marte. Ma anche qui possiamo intercettarlo se e’ stato gia’ individuato e seguito. Inoltre il sistema di difesa dovrebbe essere gia’ abbondantemente in viaggio. Con i tempi di percorrenza di diversi mesi che abbiamo per raggiungere Marte non so quanti sono gli asteroidi che “ci aspettano”.

E comunque dipende sempre dagli asteroidi.
E’ vero che piu’ sono lontani e minore e’ la spinta richiesta per deviarli. Ma e’ anche vero che ci vuole piu’ tempo per raggiungerli.

E questo senza parlare minimamente della loro velocita’ di crociera!


#4

Salve a tutti, credo che questo sia il mio primo post.
Per la maggior parte del tempo lurko e basta, essendo interessato all’astronautica ma sicuramente non competente quanto la media del gruppo :smiley:

Sorrido anche io vedendo Deep Impact (il film dico), Armageddon e simili.
Missioni con 2 space shuttle (!) per trivellare un’asteroide…

A parte le follie cinematografiche, di tutti i vari sistemi proposti per fronteggiare un eventuale minaccia di impatto (inevitabile sul lungo periodo, come insegna la storia della Terra e del Sistema Solare) quelli che propongono sistemi di spinta per spostare l’orbita mi sembrano i piu’ realistici.
Ci saranno probabilmente 1000 complicazioni di cui non sono al corrente (qualcuno accennava alle perturbazioni che questi corpi avrebbero attraversando la cintura di asteroidi e la nube di oort…)

24 anni circa di tempo per Apophis, giusto?
Dal momento che le missioni di rendez-vous con asteroidi stanno dando risultati positivi (ammesso che la sonda giapponese prima o poi torni a casa, e’ comunque arrivata la’), l’idea del trasmettitore per meglio calcolare l’orbita del corpo la trovo ottima.
Nel caso si dimostri poi innocuo, si e’ comunque dimostrata una tecnologia e si e’ un passo avanti in questo campo.
E per una volta l’ESA non e’ proprio in “braghe di tela” (vedi Rosetta).
Potrebbe essere l’ennesima occasione per l’agenzia di guadagnare rispetto internazionale. Se il rischio fosse un po’ maggiore forse sarebbe anche piu’ semplice ottenere finanziamenti…

50 anni di cultura spaziale DEVONO portare a un qualche genere di protezione in questo campo.
I vulcaniani quanti anni ci hanno messo? :smiley:


#5

Ciao!
Oltre a condividere il contenuto del tuo Post, ti do il benvenuto su Forumastronautico.it.
Se lo desideri, puoi dirci 2 parole su di te nell’apposito forum.
E poi, buttati, dai, prometto di non tritarti subito… :grinning: :grinning: :grinning: :grinning:


#6

Benvenuto anche a te CaptArcher!!

Anch’io concordo con quanto scrivi, aldilà delle menate cinematografiche americane (e il mitico “Meteor” del 1979 dove lo mettiamo??) ritengo che, nel caso si vefirichi una probabilità di impatto sul lungo periodo (20 anni), si abbia tutto il tempo nonché le risorse economiche e tecnologiche per affrontare il problema.


#7

Benvenuto!
Ma dai raccontaci qualcosa di te! :smiley:
Rispondendo a archipeppe…si abbia tutto il tempo nonché le risorse economiche e tecnologiche per affrontare il problema…

Io non sarei molto d’accordo!
Visto come si comportano i governi mondiali…secondo me non accadrà niente fino all’ultimo momento…e poi, forse, qualcuno molto ingegnoso, ci salverà da un possibile disastro!
Ma prima di tutto la parola d’ordine sarà: segretezza! :smiley:


#8

vorrei sottolineare, e Marco spero concordera’ con me, che a noi umani manca ancora quello spirito “spaziale” che ci dia la spinta idealistica per vivere lo spazio come il nostro ambiente.
Il fatto che viverci e’ “difficile” (per ora), ci porta a pensare che tutto cio’ che NON RIGUARDA DIRETTAMENTE e IMMEDIATAMENTE il nostro pianeta non ci riguarda. E invece non e’, anzi, non dovrebbe essere cosi’…

Il discorso delle potenziali catastrofi cosmiche, a breve, medio e lungo termine, dovrebbe farci riflettere e darci la spinta emotiva, oltre che ideologica, per colonizzare lo spazio e mettere al (relativo) sicuro anche solo una minima parte della nostra razza.

Ma siamo ancora troppo convinti che sulla Terra non accadra’ mai niente di potenzialmente catastrofico e, purtroppo, ancor piu’ convinti che l’obiettivo della razza umana sia fare soldi, devastare tutto il devastabile, “incularsi” il prossimo e fregarsene del futuro nostro e dei nostri figli.

Ragionando cosi’ non riusciremo a trovare una soluzione neanche con un preavvisto di 200 secoli!

«massi’… c’e’ tempo…»


#9

Salve a tutti ancora.
Prometto che faro’ un post di presentazione, non appena finiranno questi dannatissimi esami…per ora ho solo pochissimo tempo :frowning:

Sono d’accordo con Lady e Bernardo, con il modo di ragionare “medio” del pianeta, non si va da nessuna parte.

Per questo dicevo che e’ importante, da parte della comunita’ scientifica e di chi si occupa di ricerca e di spazio, progettare e dimostrare tecnologie in quella direzione.

Cosi’ che il giorno che il rischio di un impatto sara’ piu’ marcato, il mondo, (infastidito dal fatto che il telegiornale ha interrotto la miliardesima puntata del grande fratello), realizzerà che forse sarebbe stato meglio pensarci prima, e qualcuno tirera’ fuori da un cassetto dei risultati di un test e dira’ “QUALCUNO ci aveva pensato, portatemi un heavy lifter, un motore a ioni e un po’ di altre cosette. C’e’ da spostare un asteroide” :slight_smile:

Dovrebbe fare parte dei programmi scientifici di routine, cercare acqua su marte, investigare sui KBO, cominciare a pensare E PROVARE un modo pratico per deviare i NEO…
Per fare questo non e’ necessario coinvolgere “il mondo”, come coscienza collettiva. Se fosse cosi’ non avremmo lanciato neppure lo sputnik 1.