Ritorno a Futura – 15

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#1

#2

Questa foto del biolab estratto dall’intercapedine rende bene l’idea di quanto sia lo spazio dietro le paratie. :scream:
Mi meraviglia che là dietro non si accumuli una polvere stile soffitta, evidentemente questa non é molto prodotta, oppure é subito aspirata molto efficacemente.
Molto interessante l’intervento di Sergio & collega sul sensore laser di fumo.


#3

Beh, è un armadio profondo un metro, significa due volte la profondità degli armadi che abbiamo in casa :slight_smile:
La polvere è principalmente prodotta dall’uomo, frammenti di pelle, capelli, etc. I racks sono un ambiente chiuso e con una ventilazione interna (per garantire la rilevazione del fumo in caso di incendio), completamente separata dalla ventilazione di cabina. Quindi la polvere che si forma in cabina non ha modo di entrare nei racks, e quel poco di polvere che entra va a finire nel filtro di ventilazione.

Per dare un’idea, un indice di quanta polvere c’é in cabina è dato da quanto velocemente si sporcano i rilevatori di fumo (si vede dalla telemetria dell’oscurazione della lente). In Columbus quelli di cabina li abbiamo già dovuti pulire 2-3 volte, mentre invece quelli dei racks sono ancora quasi come nuovi.

Per la cronaca, ieri Samantha ha lavorato sulle cellule di Triplelux e le ha messe nell’incubatore di Biolab, dopodiché i colleghi del MUSC di Colonia insieme a quelli del BIOTESC di Lucerna hanno svolto le misure scientifiche necessarie. Dopo la faticaccia fatta in grandissima fretta (bisognava risolvere il problema del rilevatore di fumo prima che le cellule di Triplelux morissero), è stata davvero una bella soddisfazione vedere l’esperimento filar via liscio come l’olio :ok_hand: