Ritorno alla fotografia con la testa di cavallo

Ciao a tutti,
finalmente dopo mesi di astinenza dovuti ad impegni personali e situazioni meteo avverse, sono riuscito a tornare a prendere freddo ed a fotografare il cielo notturno.
La novità rispetto alle foto precedenti è che per la prima volta ho usato l’autoguida ed il correttore di coma. Avevo un po’ di paura di buttare la serata introducendo il computer, la guida, eccetera… molta strumentazione in più che poteva far andare qualcosa storto, invece per fortuna è andato tutto bene.

Un po’ di dati tecnici per gli esperti:

Data acquisizione: 3-4/01/2020
Telescopio: Skywatcher 150/750
Telescopio guida: UltraGuide Artesky 60/240
Montatura: Celestron AVX
Fotocamera: Canon EOS 450d con modifica Baader
Camera guida: Zwo Asi 224 MC
Filtro: Optolong L-Pro
Correttore di coma: Baader MPCC Mark III (che mi è stato prestato)
Light: 45x180’’ a 800 ISO
Dark: 28x180’’
Flat: 31
Bias: 35
Software: PixInsight

Purtroppo in fase di elaborazione ho dovuto tenerla un po’ più scura per non far emergere troppo il riflesso a mezzaluna presente sotto la testa di cavallo. Per la prima volta ho ricollimato gli specchi in loco, le altre volte lo facevo a casa. E’ possibile che una leggera scollimazione sia positiva per evitare effetti di questo tipo? Un’altra domanda per gli esperti: Questa volta non mi sono fidato ad andare oltre i 3 minuti, mi consigliereste di aumentare l’esposizione? A parità di esposizione totale ci sono vantaggi a fare meno scatti con esposizione più lunga?

Grazie in anticipo per i consigli.

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