Ah, meno male che non trovi neanche tu la tua auto volante… Io avevo paura me l’avessero rubata dal terrazzo dove credevo di averla parcheggiata…
Era forse una Opel del sig. Valier?
Beh. il fumo dallo scappamento era molto simile alla mia 126!
Se ripenso a quando ero ragazzo negli anni 60 e a come si immaginava il 2000, posso dire che alcune cose come le macchine volanti non ci sono, ma ne abbiamo altre che allora non si immaginavano. I telefoni cellulari: quanto sarebbe stato bello averne uno quando la vecchia 850 di mio padre è rimasta in panne a tarda sera a qualche km dal più vicino paese e se non si fosse fermata un’auto di passaggio avremmo dovuto fare una bella scarpinata. E i computers portatili: anche nei romanzi di Asimov si parlava di calcolatori grandi quanto una stanza. Mio nonno impiegato in banca avrebbe fatto carte false per scrivere una lettera con word su un computer anzichè sulla sua vecchia Olivetti, fare una fotocopia anzichè usare la carta carbone e mandare un fax anzichè consegnare al fattorino una lettera da imbucare. Il progresso c’è stato, ma in certi settori è stato meno rapido. Magari fra 20 anni avremo anche le macchine volanti, ma mi chiedo se ci saranno gli ingorghi anche in cielo.
Come dice Lanterna Verde, il futuro c’é stato ma é stato diverso.
E’ interessantissimo osservare come tutte le invenzioni attuali fossero state previste e/o romanzate dai giornali / libri / scienziati del passato, ma indovinate singolarmente e non nel concerto / mix che poi si é verificato.
Una grandissima innovazione su tutte a mio avviso ha annichilito la visione del futuro degli anni 60-70-80:
- essa é una vera novità epocale, mi fa venire i brividi e mi scuote nel profondo ogni volta che ne soppeso la sua portata;
- essa sta profondamente cambiando la nostra società;
- essa ci mancava profondamente, ma non ce ne eravamo accorti prima;
- essa non era stata prevista nella sua interezza / potenza, e se qualcuno lo aveva fatto (mi viene in mente “Multivac” di Isaac Asimov che però voleva essere nel racconto un super-computer) non l’aveva neppure lontanamente immaginata appieno.
Bene, come avrete già capito, questa grandissima innovazione é
INTERNET
Tra parentesi, fax e fotocopiatrici esistevano gia’ negli anni '60…
Per l’esattezza i processi moderni sono stati introdotti da Xerox, rispettivamente nel 1964 e nel 19591949.
Per le fotocopie a colori tocca aspettare il 1968…
per non parlare degli smartphone già previsti da star trek : in un episodio kirk detta il numero personale di suo fratello a uhura
come già detto , imho ,non sono i vari gadget venduti a fare il futuro, quanto l idea di un ''new deal ‘’ realizzato o in procinto di esserlo
La cosa incredibile è che il futuro che è poi arrivato,non è stato previsto da nessuno.
Fino agli anni 80 i film ambientati nel futuro mostravano i videotelefoni,ma a nessuno è mai venuto in mente un piccolo telefono portatile.
Robot,e calcolatori elettronici senzienti quanti se ne vuole,ma per contro nessuno ha mai immaginato internet.
Eppure si trattava di cose che già esistevano; la “rete” era già lì,sia pure per scopi militari,e il salto dal walkie talkie al telefono non richiede una grande immaginazione.
Eheh è proprio così: in molta fantascienza si vedevano astronavi interstellari, ma i computer di bordo erano grandi come autobus!
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O un pianeta… “Here I am, brain the size of a planet, and they ask me to take you to the bridge. Call that job satisfaction, 'cause I don’t.”
O un pianeta…
Mi chiedo se la “legge” di Moore fosse prevedibile; ovvero se, dati i presupposti fisici, fosse prevedibile un aumento di prestazioni e di complessità di 100.000 volte in trent’anni. Mi sa di no, nemmeno nelle più rosee immaginazioni. Tutto quello che abbiamo di tecnologico è reso possibile dall’enorme disponibilità di potenza di calcolo a basso costo, e proprio questo non è stato previsto.
Tutto quello che abbiamo di tecnologico è reso possibile dall’enorme disponibilità di potenza di calcolo a basso costo
Ma senza la disponibilità di energia dei combustibili fossili non avremmo potuto diffondere questa tecnologia su vasta scala. E ora il problema del nuovo secolo è proprio trovare qualcosa che li sostituisca.
Non a caso, leggendo il titolo di questo topic la prima domanda che mi è venuta in mente è stata: “E che carburante userebbe?”.
Capisco che questo richiederebbe un topic apposito,data l’importanza dell’argomento, ma cosa c’è di vero nelle notizie circa l’abbondantissima presenza negli Stati Uniti di scisti bituminosi (da cui è possibile ottenere bitume e poi petrolio),e della tecnologia finalmente ( o imminentente) disponibile per l’estrazione e la trasformazione?
La risposta più sensata alle fantasie dell’IEA è questa:
Per completare il quadro citerei anche quest’articolo:
http://www.energybulletin.net/stories/2012-11-14/the-peak-oil-crisis-alternative-futures

