Diciamo che alla fine degli anni '70 erano le potenzialità del sistema, più che le reali possibilità. C’era chi sognava una navetta che andava sulla Luna… possibile? Con la fantasia si.
Quindi elencare la navetta come possibile vettore nucleare ci stava.
Poi, come hai fatto notare, ci hanno pure inserito aerei che non avevano potenzialità nucleari, ma come si suol dire, tutto fa brodo.
Quando ti rivolgi ad un pubblico che non sa nulla di certe cose, puoi racccontargli quello che vuoi.
Lo si vede benissimo ancora oggi e la recente epidemia ne è un esemio lampante. Aggiungici quello che io chiamo il Neoaristotelismo, che in parole povere significa “se penso che si possa fare, si può fare, se penso che non si possa fare, non si può fare.”
Io lo chiamo “pensiero magico” ma è sostanzialmente la stessa cosa.
Quando i russi avviarono il progetto del VKK Buran, avevano sicuramente in mente qualcosa di tipo militare per “contrastare” lo Shuttle nucleare americano.
Ma alla fine dei conti quello che ne è risultato è essenzialmente lo stesso veicolo (al netto del vettore, dell’assenza di SSME, ecc,) nato per gli stessi scopi e per le stesse finalità operative, ovvero il supporto alle operazioni dei laboratori/stazioni spaziali in LEO.
Infatti (quasi) tutta la pubblicistica russa della seconda metà degli anni 80 (ricordiamoci che siamo in piena Glasnost Perestrojika ecc.) raffigura il Buran a supporto della Mir, dunque un utilizzo prettamente civile.
Questo non esclude che i russi non abbiano davvero pensato a sistemi di attacco nucleare basati su veicoli spaziali riutilizzabili, lo stesso programma 50/50 Spiral/Bor-4 aveva come finalità quella di avere un certo numero di navette monoposto armate di testate nucleari. Inoltre Chelomey stava spingendo forte il proprio progetto LKS (in buona sostanza uno Shuttle/Buran in scala ridotta) che aveva finalità duali, ovvero civili e militari.
Il fatto che i russi abbiano pensato per diverso tempo che fosse possibile disporre di una o più navette in orbita permanentemente armate di testate nucleari si riflette nella credenza, tutta attuale, che il Boeing X-37B abbia questo tipo di finalità.
Sui progetti militari anche gli americani con X20 (Dyna Soar) avevano un progetto di bombardiere nucleare spaziale. Da quello che è descritto in Defending Space Osprey Publishing, serie Fortess (Clayton K. S. Chun).
Si è vero.
E’ altrettanto vero, però, che questa idea era nata (insieme a tante altre più o meno strane) nel disperato tentativo di trovare un ruolo, uno scopo al Dyna-Soar aldilà del mero strumento di ricerca.
Il motivo ultimo della fine dello X-20 fu proprio nella fissazione di McNamara di dover trovare uno scopo a tutti i costi (ai vari programmi militari) ed alla incapacità dell’USAF di riuscirne a trovare almeno uno credibile.
Che poi gli americani abbiano preso più o meno in considerazione l’idea di un “bombardiere nucleare orbitale” (X-20) ed un “sistema di ricognizione ottica pilotato” (KH-10 DORIAN/MOL) è fuori discussione.
Come furono prese in considerazione, però, queste idee si dimostrarono più o meno precocemente sbagliate, dal momento che gli ICBM/SLBM e sistemi IMINT (come il KH-9 HEXAGON) si dimostrarono decisamente migliori delle loro controparti pilotate.
I russi, invece, continuarono a crederci contro qualsiasi evidenza. Tanto che costruirono e fecero volare le stazioni Almaz 2 e 4 (Salyut 3 e 5) e da sviluppare, almeno inizialmente, il VKK Buran come controparte della versione militare dello Shuttle.
Vorrei ricordare che lo Shuttle, nel corso degli anni 80 e 90 ha davvero effettuato delle missioni per il DoD (Department of Defense) con payload segreti. Ma si trattava sempre della messa in orbita di satelliti classificati per conto di NRO, USAF e DARPA.
Nulla di più,
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