Si delinea il piano di intervento per la ISS

In che senso?

Sarà che sono in un periodo della mia vita in cui il mondo intero pare che ce la metta tutta per farmi uscire dai gangheri.
Sarà che sono troppo critico verso tutto.
Sarà che la testa da ingegnere è anche una testa di :-#
Resta il fatto che quando mi trovo davanti ad un problema che poteva essere prevenuto perdo le staffe.
Sono d’accordo che non si può prevedere tutto e bisogna anche andare per probabilità.
Se un meteoroide da un chilo colpisse la ISS, sayonara a tutta la baracca…
Ma certe cose sono come la cassetta del pronto soccorso, o il crick in auto.
DEVI sapere che ci vogliono!
E non penso che 4 metri di prolunga sarebbero stati sufficienti per la bisogna.
Comunque tanto di cappello ai McGyver di turno che fanno miracoli d’adattamento…

Io ce l’ho a morte con i responsabili del disastro del Columbia, perchè hanno compromesso e condannato, oltre a 7 astronauti, tutto il futuro del trasporto spaziale.
Lo so che mi tirerò addosso per l’ennesima volta gli strali di coloro che reputano (probabilmente a ragione) l’STS un baraccone costoso, pericoloso e inutile, ma io l’ho sempre visto come una stupenda evoluzione di come l’uomo possa raggiungere lo spazio.
Ed era la base di una famiglia di veicoli che non vedremo mai realizzati e dei quali mai vedremo l’evoluzione.
Certamente ci permette l’accesso ad uno spazio molto vicino, ma che permette a sua volta di mettere le basi (sia in senso stretto che in senso lato) per tutte le altre esplorazioni manned.

Signori della corte, signori giurati… ho finito!

P.S.: Scusate l’irruenza iniziale, ma a volte sono un elefante in cristalleria…
E lungi da me l’idea di rifomentare interminabili diatribe mai sopite.
Ogni tanto lasciatemi sbottare un po’ come i vecchietti sulla panchina al parco… :wink:

Ah beh su questo hai in gran parte ragione… ma come si dice… è tutta un’altra storia…

Tornando al “problema” IT, se 4m non fossero stati sufficienti, lo sarebbe stata una tradizionale passeggiata a “corpo libero” sul traliccio che regge i pannelli, per cui onestamente questa volta non mi sento di “rimproverare” (per quel che può valere la mia opinione) nulla nelle scelte di realizzazione del braccio robotico o della ISS, perchè non si sta realmente correndo nessun rischio (rispetto ad altre EVA si intende) ne per l’equipaggio nel per l’operatività della ISS.

In questo caso penso che il “corpo libero” non sia molto percorribile perchè per lavorare occorre sempre un punto d’appoggio e mentre da un lato il traliccio di sostegno è troppo lontano (e poco robusto), dall’altro ci sarebbe solo la fettuccia esterna, sulla quale non si può di sicuro fare affidamento…
Ricordati di Cernan sulla Gemini 9.
Comunque la soluzione per stavolta l’hanno ancora trovata… :wink:

Edit: ma sono proprio rinco…tonito…
Il pannello è strappato vicino al traliccio centrale, non dall’esterno…
Vabbè, comunque non mi pare che il traliccio possa reggere gli sforzi di un astronauta appeso che lavora…

Forse è meglio che vada a dormire…

Fortunatamente è stata scelta l’opzione che vede l’utilizzo dell’OBSS perchè, sinceramente, non penso che sarebbe stata una buona idea raggiungere il punto interessato arrampicandosi al traliccio dei pannelli.
Se ben si ricorderà, durante una missione Soyuz sulla MIR, i cosmonauti dovettero percorrere tutta la stazione a braccia , raggiungendo la capsula dopo molte ore di Eva.
Raggiunsero la capsula allo stremo delle forze e al limite massimo di tempo consentito da una tuta; dovettero fare ritorno quasi subito x non rischiare di rimanere senza ossigeno.
Tale situazione si ripresenterebbe anche in questa eva se avessero deciso per la passeggiata “manuale”.
L’utilizzo dell’OBSS è senza alcun dubbio la migliore soluzione, bisogna solovedere se non ci saranno problemi di ondulazione.
Per quel che concerne il rischio di corrente, non si potrebbe “staccare la spina” del pannello interessato?
E sempre in merito al MMU, la NASA non ha attualmente in cantiere lo studio di qualche sua evoluzione da utilizzare nel futuro prossimo?

Bisognerebbe che non fosse illuminato: la corrente la genera lui!
E’ uno dei problemi anche per i pannelli a terra: se c’è luce, c’è corrente (a meno di lavorare di notte, come fanno i ladri sempre più frequentemente…).

E compiere il lavoro mentre si trovano nella zona d’ombra?
Certo il lavoro sarebbe più lungo, ma non ci sarebbe rischio di corrente.

Documento interessante relativo alle operazioni e strumenti che verranno utilizzati.

www.nasa.gov/pdf/195740main_fd11exec.pdf

Credo che poi l’EVA arriverebbe a durare troppo (il doppio?)…

Per lavorare in zona d’ombra non ci sarebbe molto tempo, solo una quarantina di minuti… e allungare la EVA è impensabile sia per poter mantenere il meno possibile gli astronauti nella zona all’esterno del perimetro di sicurezza e sia perchè i tempi dettati dalla sopravvivenza degli strumenti dell’OBSS sono per ora il parametro “dimensionante” della durata.

Ma non avevano detto che i sensori sarebbero stati smontati e posti nell’airlock?

Si ma è un sistema per prolungare la vita senza rovinarli non una posizione definitiva, l’airlock non sarà comunque pressurizzato, rimarrà aperto, ma saranno meno esposti ai cicli luce/notte.