Il 10 agosto gli astronauti russi hanno trovato circa tre litri d’acqua dietro ad un pannello del modulo Zvezda, vicino al riscaldatore dell’acqua potabile. L’acqua è stata rimossa ma è risultato evidente che c’è stata una perdita nell’apparato di condensazione. Il problema è stato individuato in una membrana rotta che quindi dovrà essere sostituita (a bordo esistono svariati pezzi di ricambio). Nel frattempo il controllo missione ha dato l’ok per continuare ad utilizzare il riscaldatore dell’acqua.
Ieri l’equipaggio ha registrato un video nel quale gli astronauti hanno parlato di come si vive a bordo della ISS approfondendo gli aspetti dell’abitabilità e del fattore umano. Il video fa parte di uno studio chiamato Habitability Human Factors Directed Observations il quale potrà aiutare i progettisti delle future navicelle spaziali a capire meglio le necessità degli equipaggi ed il volume abitabile ideale in relazione alla durata di una missione.
Per chi se lo chiedesse, EHDC significa Enhanced High Definition Camera. Durante la EVA verrà infatti installata la prima di una serie di camere ad alta risoluzione. Ci aspettano sempre più riprese meravigliose di tutto ciò che avviene all’esterno della ISS.
Oggi poco dopo le 11 (ora italiana) Jeffrey Williams diventerà l’astronauta americano ad aver passato più tempo nello spazio strappando il primato a Scott Kelly.
Roscosmos comunica che, poco più di un’ora fa, alle 9.30, è stato effettuato un reboost programmato della stazione spaziale. I motori della Progress MS-02 / 63 (che, come si vede nell’immagine della configurazione attuale sotto, si trova in coda alla stazione) si sono accesi per 728.6 secondi (più di 12 minuti). Il delta/v è stato di 1,3 m/s. Dopo la manovra, la quota a cui orbita la stazione è aumentata di 2,3 km ed è di quindi di 404 km.
L’operazione è stata svolta in vista del rientro della Soyuz TMA-20M, previsto per il 7 settembre, e il successivo lancio di Soyuz MS-02, programmato per il 23 settembre.
Il 19 agosto si è guastata un’unità di distribuzione dell’energia (PDU-1 - Power Distribution Unit 1) all’interno del modulo europeo Columbus. Tutti i sistemi alimentati da questa unità sono stati prontamente riattivati con l’eccezione di RapidScat. Durante un tentativo di riattivare anche RapidScat c’è stata un’anomalia nell’output 3 del PDU-1 che ha reso necessaria la disattivazione dei due payload associati a questo output e cioè lo stesso RapidScat e SOLAR (Solar Monitoring Observatory).
Ieri SOLAR è stato riattivato isolando dal circuito RapidScat che tuttavia avendo dei riscaldatori autonomi può rimanere senza energia a tempo indeterminato.