SpaceDev completa la prima fase del suo contratto con la NASA

SpaceDev ha recentemente completato la prima fase del contratto che la vede legata alla NASA sullo sviluppo di un aerospazioplano da impiegare nel trasporto di merci e persone in orbita bassa.
Questa prima fase, chiamata di definizione della outer mold line (OML), consisteva nella realizzazione di un modello, sia digitale che reale, da utilizzare per i primi studi sia numerici che in galleria del vento.
Il modello digitale è stato ricavato dal modello reale, digitalizzato, che era impiegato nei test in galleria del vento al Langley wind-tunnel dalla NASA.
Con il proprio Dream Chaser, SpaceDev aveva firmato un accordo di collaborazione con la NASA simile a quelli del programma COTS, in cui l’Agenzia si impegnava nel supporto alla società in settori quali i requisiti per il docking e di sicurezza e uno scambio di conoscenze tecniche.
Il Dream Chaser è uno stretto derivato dell’HL-20 della NASA, studiato proprio a Langley.
La propulsione è stata rivista, con un nuovo propulsore ibrido di proprietà della SpaceDev, e fino ad ora è l’unico mezzo che sarà in grado di effettuare, a scelta, voli sia orbitali che suborbitali.
Saranno possibili diverse configurazioni, da 6 persone di equipaggio, passando per versioni intermedie con meno persone aumentando il peso destinato al cargo, fino ad una versione “all cargo”.
I primi voli dimostrativi sono previsti per il 2009.

E’ interessante notare come la configurazione dello SpaceDev sia stata ripresa, paro-paro (come dicono a Roma) da quella del Langley HL-20, un interessante progetto di spazioplano risalente agli inizi degli anni '90, a sua volta ripresa (o meglio dire copiata) da quella del Bor-4 russo, “scale model” del progetto Spiral.

In questo caso ci troviamo di fronte ad un classico corpo portante con un forma che i russi definiscono “Lapot” (ossia a “zoccolo”), caratterizzata da un solido di fusoliera con una punta molto smussata ed angolata verso l’alto, due superifici laterali che (nella versione originale) erano inclinabili per ottenere dei timoni verticali durante il rientro e delle ali durante l’atterraggio. Un terza, piccola, superfice verticale triangolare funge da stabilizzatore per le fasi terminali del volo.
Il rapporto L/D (portanza/resistenza) in regime ipersonico per un oggetto del genere dovrebbe aggirarsi intorno agli 1-1,3.

Inutile dire che si tratta di un rarissimo caso di copia americana di un progetto russo… :wink:

Scusate, qualcosa mi sfugge…a cosa servirebbe questo spazioplano?

Scusate, qualcosa mi sfugge...a cosa servirebbe questo spazioplano?

Beh…chiedilo alla NASA… :wink: :stuck_out_tongue_winking_eye:

L’utilizzo per quanto riguarda la NASA sarebbe simile a quello del programma COTS, per cui rifornimento e spola verso la ISS, mentre SpeceDev intende utilizzarlo anche per vendere i viaggi a scopi commerciali sia a fini turistici sia a scopo di ricerca.

Per la sua somiglianza con l’HL-20… in pratica E’ l’HL-20 visto che la NASA ha venduto tutto il materiale ad ULA e SpaceDev, e proprio il modello digitale del mezzo è stato ricavato dal modello fisico utilizzato ai tempi dalla NASA in galleria del vento.

Un aiutino della NASA al turismo spaziale? Perchè effettivamente con l’Orion di mezzo mi sembra un doppione…

Ottimo Albyz, grazie per la precisazione. :slight_smile:
A questo punto, se non ho capito male, SpaceDev e Dragon X sarebbero “concorrenti”.

Oppure no?? :kissing_heart:

Esatto, hanno due contratti un po’ diversi, ma l’intento è lo stesso.
Qui un riassunto delle puntate precedenti:
http://www.forumastronautico.it/index.php?topic=3633.0
http://www.forumastronautico.it/index.php?topic=4152.0

Ho dimenticato anche di ricordare che il Dream Chaser è per ora, anche uno dei principali candidati per un contratto con Bigelow per le sue stazioni gonfiabili.

Quello che io mi chiedo è perchè la NASA , anni addietro , abbandonò il progetto e ora lo steso progetto è stato preso, modificato e migliorato e viene utilizzato da un’altra società?
Se è fattibile perchè non lo ha realizzato la stessa NASA?
Non sarebbe stato meglio optare per un progetto del genere e tralasciare il CEV?
Che vettore utilizzeranno per la sua messa in orbita?

Il vettore dovrebbe essere un Atlas di ULA, per la NASA allora probabilmente il costo era troppo alto e alcune tecnologie non ancora pronte (vedi motori ibridi e non criogenici), per la scelta… probabilmente è sempre legata al futuro lunare “and beyond”… con un mezzo di questo tipo non penso si possa andare oltre la LEO…

Se il contratto andasse in qualcosa di concreto oltre ai dimostratori numerici e tecnologici penso sia un buon passo verso l’utilizzo di mezzi di nuova generazione, tipo lifting bodies/alati/corpi portanti per orbite LEO, ossia quello che molti vanno chiedendo da anni. NASA dal canto suo ha ripiegato sulla capsula per motivi che abbiamo detto mille volte, ma con gli studi SpaceDev si può sperare in qualcosa di diverso :stuck_out_tongue_winking_eye: Incrociamo le dita !!!

Essendo molto “principiante” sui temi della politica “spaziale” ed in genere sulle strategie mi sembra che questa notizia s’inquadri perfettamente in quella che sembra essere la strada intrapresa dalla NASA ossia lasciare lo sfruttamento della LEO ai “privati” (lanci di satelliti commerciali, voli turistici, per il supporto logistico alla iSS ci sono già i Russi e in futuro l’ATV e forse i giapponesi) vendendo tecnologia a questi soggetti e magari noleggiandogli infrastrutture (pad di lancio, tecnici, reti di comunicazione) e riservarsi un ruolo esclusivamente di esplorazione per il quale le capsule basteranno almeno in un primo momento…
Certo non riesco ad immaginarmi una missione su Marte con qualche disgraziato chiuso in una capsula (o giù di li) per 6 mesi!!!

La capsula servirà solamente per salire e scendere dalla LEO, tutto il viaggio sarà fatto all’interno di moduli ben più grossi, stile ISS…

Eh già…
Senza contare che, almeno sulla carta, la capsula in corso di sviluppo da parte di SpaceX si mostra più promettente rispetto all’Orion non “ereditando” una configurazione datata come quella dell’Apollo.

Una cosa ancora mi sfugge: va bene che la NASA lasci il LEO ai privati, e va benissimo che questi puntino ad uno spazioplano ma allora perché la capsula Dragon X??
Forse la NASA la intende, in qualche modo, come un possibile “backup” (a basso costo e basso rischio) dell’Orion, nel caso qualcosa vada storto durante lo sviluppo??

In che senso? Perchè solo una capsula per rimanere in LEO?
Penso che la scelta sia stata fatta per economicità e semplicità, per un’azienda che decide di catapultarsi in un settore come questo più le cose sono semplici meglio è… ci sono già tante complicazioni…
La NASA non ha dato direttive sulla tipologia di mezzo da utilizzare ha solo esposto i requisiti poi ogni società era libera di scegliere il mezzo che preferisse… e alla fine solo SpaceDev è riuscita a pensare uno spazioplano… che in pratica era già fatto…

Non mi fraintendere Albyz, non è che schematicamente le capsule vadano bene solo per le missioni lunari e gli spazioplani in LEO.
Una capsula, così come fatto da sempre dai russi, va benissimo in LEO.

La mia osservazione nasceva dalla supposizione, che può benissimo essere sbagliata, che la SpaceX abbia “strizzato l’occhio” anche alle missioni lunari, scegliendo la capsula (invece di uno spazioplano) oltre che per i motivi da te riassunti, anche per coprire un possibile “buco” della NASA.

Ah questo non saprei proprio dirlo… potrebbe anche essere… magari anche non direttamente per l’Orion… ma Bigelow starebbe sempre cercando un mezzo per le sue basi lunari… certo in prospettiva ha molti più sbocchi… questo sicuramente.

Che facciano scelte così di lungo respiro? A me forse sembrerebbe un po’ troppo… La ragione a mio parere sta nel fatto che la capsula ha il design meglio conosciuto attualmente…

Mi pare molto positivo che i privati proseguano e rendano (o cerchino di rendere) operativi studi sperimentali su lifting body et simila.Credo che lo spazioplano spacedev e il dragon X abbiano prospettive future diverse,il primo punta a sviluppare e rendere operative le tecnologie acquisite con l’esperienza dell’HL 20 e dello shuttle per creare un servizio di accesso in leo che possa andare incontro alle esigenze di comfort e riutilizzabilità che da sempre si cerca.Dragon X credo che voglia dare una risposta più veloce e meno problematica all’accesso all’orbita creando una capsula se non vado errato in versione manned ed unmanned,garantendosi però anche la possibilità di poter andare oltre l’orbita terrestre andando incontro ai vari Bigelow o alla NASA per fornire una capsula di supporto e in un casi estremi di back-up.Non credo che questa sia una richiesta “segreta” dell’ente americani, piuttosto una prospettiva di affari per la società che costruisce il Dragon X.