Nel post si cita un articolo la cui parte più interessante riguarda il potere che Musk manterebbe su SPX:
L’S-1 serve ad aiutare i potenziali investitori a comprendere meglio un’azienda e le sfide che deve affrontare. Nel caso di SpaceX, una delle preoccupazioni più diffuse riguarda il potere che Musk detiene sull’azienda e l’eventuale presenza di salvaguardie sufficienti per tenere sotto controllo l’amministratore delegato.
Alcuni estratti della documentazione, visionati da Reuters prima della pubblicazione, mostrano che l’unica persona che può licenziare Musk è lo stesso Musk e che il miliardario potrà mantenere in ogni caso il controllo del consiglio di amministrazione della società. Non solo: l’imprenditore e i suoi alleati godranno di un “super” diritto di voto che consentirà loro di respingere i tentativi di bloccare le iniziative della società da parte dei cosiddetti azionisti attivisti. Ma emerge anche che SpaceX ha in programma di avvalersi di una legge del Texas per opporsi alle acquisizioniostili e alla rimozione di dirigenti o membri del cda.
inoltre:
Ma ad alimentare i timori sono anche le ricostruzioni secondo cui la società avrebbe intenzione di permettere ai singoli investitori di acquistare una fetta insolitamente ampia delle azioni disponibili, pari al 30% circa, con il rischio di trasformare la società in un titolo meme e di esporla a grandi fluttuazioni nei prezzi. A meno che non si verifichino grossi intoppi con l’Ipo, tuttavia, SpaceX potrà beneficiare di nuove regole del mercato azionario statunitense che obbligheranno alcuni popolari fondi di investimento ad acquistare le sue azioni e di conservarle, potenzialmente aumentando e stabilizzando i prezzi.
Direi che ne abbiamo abbastanza per capire che rispondere all’offerta con un gentile ma netto:
No, grazie
sarebbe la cosa più saggia.
In alternativa dovremmo porci domande sui gestori dei mega-fondi e prendere in considerazione i vecchi metodi, come il materasso o il salvadanaio, per custodire i risparmi.
Guardando i numeri, so che ha poco senso parlarne, ma l’indicatore P/S è sballatissimo. Il rapporto price/sale, indica quanto costa l’azienda in base a quanto vende l’azienda. Ad esempio, se l’azienda vendesse aria, con zero costi di produzione e 100% di margine, con un rapporto di 1, gli azionisti guadagnerebbero i soldi investiti in un anno.
Guardando aziende simili, tipo Eni, Leonardo, che pure fanno un bel po’ di R&D e produzione industriale, il rapporto è di 0,95 - 1, perché ci sono tanti costi, il margine è basso. Aziende software, che dopo lo sviluppo vendono senza molti costi aggiuntivi hanno il rapporto che sale verso gli 8 - 15.
C’è qualche azienda eccezionale che arriva a 30.
SpaceX dovrebbe partire da sopra 100. Pago 100 dollari per avere un’azienda che fa 1 dollaro di vendite annue. Lordo. Da questo dollaro gli devo togliere le spese. Se con 90 centesimi di spesa guadagnassero un dollaro, investendo 100$ ci faccio un profitto di 10 centesimi l’anno.
Se poi contiamo pure che il margine di SpaceX è negativo, la situazione sembra ancora più strana. Investo 100$ per perdere qualcosa ogni anno.
Questo ragionamento funziona con le startup, che hanno grossi investimenti iniziali da cui non riescono a rientrare nei primi anni. SpaceX opera da 20 anni e parrebbe veramente che non ha mai generato profitto a vedere le carte.
Gli investitori scommettono principalmente sull’AI. Musk è anche bravo a vendere aria, su questo non c’è dubbio. Vedremo le quotazioni a un anno dall’ipo, i presupposti sono fuori dalla norma.
Probabilmente dopo l’entrata in servizio ufficiale. Quelle volate fino ad oggi sono davvero tutte missioni di sviluppo, e a mio parere davvero classificabili come CapEx.
Non ci sono dubbi che i multipli siano assurdi, da meme stock. Va detto che comunque SpaceX di prodotti e cose concrete ne ha a pacchi (Falcon e Starlink), come ben sappiamo. Che poi Musk ci ha mischiato la comprando societa’ di dubbia redditivita’ con metodi discutibilissimi non ci piove. Milioni di gonzi correranno a comprarsi l’azione singola anche a valutazioni altissime, cosi’ come fu per Tesla, anche grazie a una scarsita’ di azioni messe sul mercato pubblico.
Ma questo non toglie che SpaceX abbia prodotti veri e di eccellenza. Probabilmente a un certo punto i prezzi, dopo mesi di volatilita’, si assesteranno al valore che il mercato ritiene giusto, come normalmente succede.
Facendo sboom. Qui si ripalesa il problema principale: Musk non può essere messo all’angolo, per il gonzo sarà anche un plus, ma, dati i presupposti, perché un fondo dovrebbe acquistare?
La notizia è la percentuale? Perché che Google (anche se penso si parli della holding Alphabet) investisse in Starship e in generale SpaceX si sapeva, almeno io me lo ricordo
Certo che si sapeva, c’erano anche state notizie sugli alti e bassi dei rapporti.
Connettivita’ e data center ormai sono settori legati inscindibilmente all’industria spaziale.
E non e’ l’unico attore a integrare le due cose, l’altro eclatante e’ AWS.
Ripeto un esempio. Supponiamo di avere una cdn in pull. Significa che se un tizio in europa cerca una pagina che sul nodo locale della cdn non e’ presente, va fatta partire una request verso il nodo di S. Francisco per scaricare e mettere in cache una copia di quella pagina nel nodo europeo.
Se la request viene fatta transitare via Starlink, e poi magari la pagina vera e propria viene uploadata su fibra l’utilizzo della banda satellitare e’ minimo ma il tempo di refresh e’ comunque grandemente ottimizzato perche’ almeno per una semitratta la richiesta viaggia alla velocita’ della luce anche se il file poi viene caricata a velocita’ trasmissiva piu’ bassa sulla fibra.
E’ solo per spiegare, come l’ho capito io, perche’ la banda satellitare diventa essenziale per la rete nel suo complesso anche usandola solo per le request.
Prima di rispondere, vorrei chiarire che sto solo cercando di ragionare sui meccanismi di mercato, e non di promuovere SpaceX o l’acquisto delle sue azioni.
Tornando alla risposta, dipende da quali tipi di fondi (fondi comuni, ETF?) il fondo pensione acquista. Un’azienda che si quota riceve un valore presunto delle sue azioni in base a una review che dovrebbe essere seria per cercare di non distorcere il mercato. E già questo è un argomento.
Ora, la composizione di detti fondi segue degli indici, che sono panieri di azioni la cui composizione viene determinata tramite regole sistematiche formulate dal creatore di indici stesso (ad es. MSCI All Country World, o FTSE All World ecc).
Se SpaceX avrà davvero una capitalizzazione di 2 mila miliardi di dollari, sarà tra le prime 5 o 6 aziende piu’ grandi degli USA, e salvo scelte di tipo “ideologico”, tutti i grandi indici “market cap weighted” dovranno includerla, altrimenti distorcerebbero la rappresentazione del mercato che nasce dalle regole stesse dell’indice che gli emettitori adottano nella creazione dei loro ETF.
Detto questo, se anche dovesse fallire totalmente, SpaceX rappresentera’ una percentuale relativamente bassa dell’indice totale. Il vero problema e’ il rilassamento delle regole che alcuni indici stanno facendo in via preventiva per facilitarne l’ingresso dopo poche settimane, invece dei mesi che si attendevano prima proprio per attutire la volatilita’ di un titolo fresco di IPO.
Staremo a vedere, SpaceX potrebbe solo essere la prima. OpenAI e Anthropic stanno a guardare e saranno le prossime.
SpaceX non verrà inserita nell’indice S&P, quello delle maggiori aziende americane in sintesi, proprio per evitare, come detto sopra, l’obbligo di acquisto dei maggiori ETF.
SpaceX non rispetta le regole di bilancio per essere inserita, soprattutto per quanto riguarda l’esercizio, che non è in attivo.
S&P non farà un’eccezione, sebbene richiesto esplicitamente da SpaceX.
L’esclusione dall’indice porterà inevitabilmente a una valutazione minore, in quanto si elimina una grossa fetta di acquirenti. https://www.reuters.com/business/finance/sp-global-keeps-fast-entry-proposal-unchanged-spacex-listing-looms-2026-06-04/
Per chi volesse seguire la diretta della quotazione, l’evento è il 12 giugno alle 15:30 in preapertura, col prezzo incrociato degli ordini senza scambi (indicative price). Nonostante tutti gli altri indici del nasdaq continueranno a scambiare, il primo scambio per SpaceX avverrà qualche ora dopo, a un orario imprecisato. La diretta del prezzo sarà presumibilmente su CNBC. Una volta partiti gli scambi, vedrete il prezzo col solito posticipo di 15 minuti nella vostra piattaforma preferita (a meno che non abbiate un abbonamento per la diretta).
Le IPO si fanno di prassi proprio il venerdì.
Al momento ha una situazione di quasi monopolio in aree strategiche del settore militare e telecomunicazioni che non sono importanti, sono esistenziali.
Ma non e’ detto che il monopolio regga per sempre, nonostante i botti di Besoz e le incomprensibili idiosincrasie dell’Europa + eventuali altri partner, e poi i Cinesi. Si tratta di capire quanto valgono quelle rendite di posizione.
Niente mi cava dalla testa che l’IPO e’ adesso per monetizzare nel momento di massimo vantaggio.
E’ questo il punto cruciale. Sulla carta le IPO servono alle aziende per accedere al mercato dei capitali e trovare nuove fonti di finanziamento per la propria crescita. In realtà, e sempre più spesso, oggi le IPO e tutto l’hype che le circondano sono modi di gonfiare il valore delle azioni in modo da garantire un grasso grosso exit ai fondatori.
Il problema però non è tanto se la valutazione di SpaceX all’atto dell’IPO sia troppo alta (che è senza dubbio parte del problema eh, non si discute). Il problema vero sta nella capacità di SpaceX di spingere le società emettitrici a cambiare le regole di ammissione a indici come il NASDAQ (ma non solo). Quelle regole furono introdotte per minimizzare le chance che gli IPO fossero prevalentemente esercizi di pump and dump.
Alcuni esempi di queste regole, tratte dei criteri di S&P:
Capitalizzazione di mercato adeguata (cioè superiore a una certa soglia consistente, normalmente decine di miliardi di dollari)
Quotazione su NYSE/Nasdaq da almeno 12 mesi (seasoning period)
Redditività GAAP: utile positivo nell’ultimo trimestre e nella somma degli ultimi 4 trimestri
Quantità di azioni offerte sul mercato pubblicao superiore al ≥ 50% delle azioni totali di un’azienda
E’ facile capire che SpaceX a oggi rispetta solo la regola 1, quindi non entra nell’indice di S&P come S&P 500.
Altri creatori di indici come NASDAQ, FTSE e Russell hanno scelto di cambire le regole per agevolare l’entrata, per varie motivazini difficili da enumerare analiticmaente ora, ma che si riconducono a poter cavalcare l’onda dell’euforia popolare per SpaceX potendo dire “il mio indice la include!”. Le aziende che emettono indici infatti non guadagnano dalle commissioni sui trade (quello sta alle banche e alle emettitrici di ETF), ma dalle royalties pagate dalle aziende emettitrici di fondi per l’uso dell’indice stesso. Avere un indice “figo”, con aziende in hype, porta potenzialmente un aumento di richieste di licenza d’uso dell’indice, con relativi lauti guadagni.
Tutto il resto segue le normali regole del mercato: se la quotazione di SpaceX sarà riconosciuta come troppo alta, il mercato si auto regolerà portando a un calo del prezzo. Magari questa cosa avverrà nell’arco di mesi, ma nel frattempo le exit dorate saranno avvenute e ai risparmiatori in FOMO non resterà che leccarsi le ferite.
O magari SpaceX esploderà e le valutazioni si rivelerano essere state corrette o addirittura riduttive…
Per saperlo servirebbe la sfera di cristallo, anche se ci sono fatti incontestabili come quello che chi compra SpaceX si ritrova in mano un’azione dentro la quale non c’è solo l’attività spaziale o Starlink, ma anche le spoglie maleodoranti di XAI (Grok) e X/ex Twitter.
P.S. vorrei chiarire che non sto consigliando o meno l’acquisto delle azioni spacex o dei prodotti finanziari che le conterranno. Ognuno faccia come crede coi suoi soldi!
L’IPO è arrivata per un accordo su un prestito con le banche. La società aveva debiti altissimi, con interessi sul 12%. L’accordo è stato che SpaceX concedeva di diventare public Company e in cambio otteneva un prestito ponte al 4% per cancellare il debito al 12.
C’è anche l’obbligo a utilizzare il capitale fresco per annullare il prestito ponte, i nuovi fondi non possono essere utilizzati per investimenti.
È stata una scelta abbastanza forzata.
Un buon riassunto su ilPost delle principali informzioni su questa IPO, inclusi un po’ di numeri sulla “divisione spazio” di SpaceX da cui si desumono i grossi costi di sviluppo di Starship.