Tornando da Marte quarantena sulla ISS

La NASA è molto preoccupata circa il pericolo che il primo equipaggio di ritorno da Marte possa portare sulla terra dei potenzialmente pericolosi microorganismi alieni.L’Agenzia Spaziale Americana sembra perciò orientata a far trascorrere all’equipaggio un periodo di quarantena sulla ISS (o sulla Stazione che all’epoca del primo volo su Marte avrà preso il posto della ISS).Si pensa ad un modulo medico agganciato al laboratorio,in cui tenere sotto osservazione gli Astronauti.Si rilancia così l’indispensabile ruolo di una stazione orbitale nell’architettura “Constellation”.Ricordiamo che la ISS servirà anche per testare le nuove tute lunari e vari apparati per la luna. "Astrobiology, Mars and Back Contaminations
March 13, 2006

About every publicly available mission planning document and
almost all animations shows a crew coming straight home from a
Mars mission. In reality, that’s very far from truth. Returning crews
should look forward to a high aerobraking maneuver into enter
Earth orbit followed by a very long stay at a Space Station. Back
contamination is a serious concern for NASA.
NASA requires robotic missions (past and in planning) returning to
Earth to account for it. If we find life on Mars, the world will
celebrate, stare in wonder, things will change and the crew will be a
long time coming home". http://www.usspacenews.com/

Come sempre , la NASa già guarda ad un futuro molto lontano, senza guardare i bilanci di oggi.
Anche per la ISS, come per gli altri programmi, si facevano mille “castelli in aria”, alla fine si è fatto pochissimo.
Prima bisognerebbe vedere come si svilupperà il CEV e poi guardare oltre.
Un altro modulo agganciato alla ISS?
Oltre a quelli già previsti, sarà un miracolo vederne degli altri.
Non credo più alle favole, specialmente se raccontate da quelli della NASA.

Durante il viaggio di ritorno, credo sussista tempo necessario per effettuare diagnosi e analisi specifiche, per determinare eventuale presenza di virus patogeni o microorganismi cmq ritenuti pericolosi per la vita terrestre.
Gli astronauti dovranno essere opportunamente addestrati e dotati delle attrezzature necessarie per poter eseguire questi compiti.E’ altresì ovvio che il mezzo destinato al trasporto dei futuri esploratori del pianeta rosso, dovrà essere attrezzato a tale scopo e il profilo di missione dovrà contemplare tale attività (mezzi,uomini, strumentzione ecc…) :roll_eyes:
Che ne pensate?

Sinceramente mi sembra un falso problema: ma se agli astronauti di ritorno dalla luna (3 giorni di viaggio) bastavano sostanzialmente 40 giorni di quarantena per essere dichiarati “non portatori”, perchè mai agli astronauti della spedizione marziana, posto che vi sia, non basterebbero i mesi (3, 6 chissà, ma certo non meno di 40 giorni) di viaggio Marte-Terra per essere evidentemente non contaminati da agenti patogeni?
E poi, secondo voi, non basterebbe adottare procedure di “disinfestazione”, tipo l’uso di raggi UVA ripetuti nel tempo, con astronauti in tenuta adamitica, preceduta dall’eliminazione fisica (out of airlock) degli indumenti utilizzati sulla superficie del pianeta rosso?
Tra i tanti utilizzi ipotetici della ISS, questo mi pare decisamente il meno probabile… :roll_eyes:

Tra i tanti utilizzi ipotetici della ISS, questo mi pare decisamente il meno probabile... :roll_eyes:

Su questo sono assolutamente d’accordo … :wink:
Ma poi, che confidenza abbiamo che bastino 40 giorni per eliminare qualsiasi pericolo derivante da germi “alieni”? Chi ci dice che questi organismi si comportino come quelli terrestri? :roll_eyes:

...preceduta dall'eliminazione fisica (out of airlock) degli indumenti utilizzati sulla superficie del pianeta rosso...

Sigh!
Neanche una tuta dei primi Marswalker da riportare sulla Terra?

Temo di no.Il rischio di una contaminazione non va sottovalutato.Comunque,questo è attualmente lo “stato dell’arte” della tuta marziana.Si è orientati a dotarla di differenti overgarnment,facilmente indossabili sullo scafandro,a seconda delle ore del giorno e delle condizioni termiche.

Senza andare troppo O.T. posto gli altri 2 sistemi pressurizzati attualmente in fase avanzata di test, in contrapposizione all’apparato postato da Carmelo, che è di produzione Hamilton Standard vi sono poi i seguenti sistemi prodotti da ILC e David Clark.
Personalmente, l’approccio HS lo trovo un pò anomalo, interessante l’adozione di un “carrello” esterno servo-comandato per portarsi appresso il plss e gli eventuali “overgarment” ma sul piano pratico non credo che questo possa agevolare il lavoro e l’esplorazione del pianeta. L’impiego di un rover e senza dubbio necessario ma per il resto, l’astronauta dovrà svincolarsi dal rover e proseguire l’attività in autonomia.
Per quanto riguarda gli apparati, non credo debbano essere gettati via una volta terminata la missione, ritengo si possano sviluppare i mezzi per poterle sterilizzare durante il viaggio verso Terra.

Il problema è che noi sulla Terra abbiamo sviluppato diverse tecniche di sterilizzazione sulla base delle conoscenze che abbiamo sui batteri dai quali dobbiamo difenderci. Quindi, per sviluppare delle tecniche di sterilizzazione ad hoc per i microorganismi marziani (ammesso che ce ne sarà bisogno), bisognerà ovviamente studiarli prima da vicino per verificarne la pericolosità per l’uomo e le possibili implicazioni riguardo ad una contaminazione dell’ambiente terrestre.
Insomma il problema non è così semplice.
Credo che per le prime missioni, sarà saggio abbandonare tute ed attrezzature sul Pianeta Rosso per essere al sicuro da qualsiasi evenienza.

Il problema di un’idea del genere e’ che servirebbe portarsi dietro una notevole quantita’ di carburante per ri-frenare la nave con gli astronauti in orbita terrestre. Mentre invece rientrare direttamente nell’atmosfera non costa nulla

Scusate ma tutti questi ragionamenti sulla contaminazione partono da un dato di fatto, al momento, inesistente… ovvero che vi sia “vita” microbica su Marte ORA! Tutte le missioni marziane fino a questo momento non hanno trovato nessun indizio di vita microbica (tranne forse alcuni risultati delle sonde Viking che, alcuni anni fa, sono stati messi in dubbio…). Certo questo non esclude che le prossime Exomars e Mars Laboratory, ideate più specificatamente per la ricerca di vita, non possano farci cambiare opinione.
Ma al momento pensare ad una quarantena degli astronauti o al fatto di lasciare le tute sul pianeta (a meno di non farlo per ovvi problemi di peso al rientro) mi sembra quanto meno prematuro.

Si, forse è prematuro.
Però anche recentissimamente sono stati scoperti dei batteri che vivono in Antartide in fondo strati di permafrost, a contatto con il suolo continentale, in condizioni ambientali a dir poco estreme, dei quali fino a poco tempo fa non se ne teorizzava nemmeno l’esistenza…che dire… secondo me se da un lato è scansigliabile fasciarci la testa prima di romperla, dall’altro è sicuramente saggio prendere molte precauzioni con quello che non si conosce… :wink:

E’ sempre meglio essere previdenti e cautelarsi piuttosto che dover cercare il rimedio dopo.
Quando sbarcheremo su Marte, fino a che non si sarà accertata la mancanza di qualche microbo o similari, sarà sempre meglio andarci con cautela e con molta prudenza.
Meglio fare una piccola quarantena piuttosto che rischiare.
La nostra Terra è protetta dall’atmosfera che , nel momento in cui qualcosa vi entra al suo interno, provvede , con l’attrito, a sterilizzare il tutto.
Se la “natura” ha provveduto in tal modo, vuol dire che ce ne è la necessità, quindi, evitiamo di essere noi a portare qualcosa sulla Terra.

Io ritengo che finche’ c’e’ un ragionevole dubbio che Marte possa ospitare forme di vita non bisognerebbe pensare a missioni umane. non tanto per il pericolo di contaminare gli astronauti, quanto per quello di contaminare Marte con microorganismi terrestri.
Per questo motivo ritengo che prima di una missione umana dovrebbero essere effettuate analisi approfondite di biologia in quanti piu0 siti possibili (i Viking hanno campionato solamente gli strati superficiali di due soli siti) e dovrebbero essere riportati a terra campioni da almeno una decina di siti diversi.
Il fatto che microorganismi terrestri possano contaminare Marte e falsare le future ricerche di biologia prima che si possa determinare se esiste o meno vita marziana sarebbe un disastro scientifico immane.

Sono d’accordo con te Paolo.

Io, riguardo a questo ultimo post, non sono daccordo.
Non sono daccordo per la semplice ragione che , sicuramente, già è successo.
Pur se , prima di ogni lancio tutto il carico viene sterilizzato, è risaputo che qualche microbo riesce sempre a scamparla, quindi è quasi certo che già avremo contaminato sia Marte che gli altri pianeti da noi raggiunti.
Su una sonda inviata sulla Luna, prima delle missioni Apollo, durantte la missione di Apollo 12, venne ritrovato un microbo che era riuscito a sopravvivere per due anni in quell’ambiente inospitale.
Stessa cosa sarà successa con Marte.

Io, riguardo a questo ultimo post, non sono daccordo. Non sono daccordo per la semplice ragione che , sicuramente, già è successo. Pur se , prima di ogni lancio tutto il carico viene sterilizzato, è risaputo che qualche microbo riesce sempre a scamparla, quindi è quasi certo che già avremo contaminato sia Marte che gli altri pianeti da noi raggiunti. Su una sonda inviata sulla Luna, prima delle missioni Apollo, durantte la missione di Apollo 12, venne ritrovato un microbo che era riuscito a sopravvivere per due anni in quell'ambiente inospitale. Stessa cosa sarà successa con Marte.

Senza dubbio c’e’ stata della contaminazione di Marte con batteri terrestri, ma visti gli approfonditii trattamenti di sterilizzazione si tratta di una contaminazione motlo limitata.
Il paragone col Surveyor 3 non regge, visto che la sonda non era affatto sterilizzata (come tutte le sonde lunari a partire dalla meta’ degli anni '60)

Ritieni forse che , magari, un semplice batterio non sia in grado di "contaminare"abbastanza?
Guarda l’aviaria…

Le conseguenze dell’introduzione di un virus o di una qualsiasi forma di vita elementare (i virus non li classificherei nemmeno forme di vita) marziane sulla terra possono essere catastrofiche, meglio stare tranquilli e prendere qualche precauzione in più…
Invece interessante potrebbe essere l’introduzione di batteri anaerobi (che magari producono ossigeno) su Marte o altre forme di vita, per iniziare un processo di terraforming. Qualcuno è a conoscenza di studi in tale direzione?

La proposta di ArTax è pure buona, ma almeno aspettiamo di aver esplorato per bene il nostro Marte.