Un’intensa tempesta di sabbia mette a serio rischio il rover Opportunity


#1

https://www.astronautinews.it/2018/06/14/unintensa-tempesta-di-sabbia-mette-a-serio-rischio-il-rover-opportunity/


#2

Ottimo articolo, grazie Massimo


#3

Piccolino tieni duro :cry:


#4

bell’articolo, sì!


#5

Grazie davvero, molto interessante e ben spiegato…

Non sapevo dei “riscaldatori d’emergenza” al plutonio…


#6

Bell’articolo! :clap:


#7

Prego, grazie a te! E grazie anche agli altri.


#8

grazie per l’articolo e forza Oppy


#9

Forza Opportunity!!


#10

Sì Massimo, grazie per l’articolo.
Prima di leggerlo, ieri sera, ero convinta di alcune cose che erano errate, e le avrei dette in podcast.
Tipo mi sembrava di aver letto che appena hanno visto la tempesta avvicinarsi fossero stati gli ingegneri stessi a mettere Oppy in modalità sleep, invece ha fatto tutto da solo appena arrivato sotto i 22 Wh.


#11

Esatto, i team hanno dovuto prendere la decisione di fermare ogni attività scientifica ad un certo punto, ma il low power mode è stato innescato dalle routine di sistema del rover.


#12

Riporto il tweet di Massimo con il selfie di Curiosity nella tempesta. Oppy potrebbe essere nelle stesse condizioni.
Il montaggio delle foto l’hai fatto tu?


#13

Sì, con MS ICE. Mi è riusciuto di ‘cucire’ 38 fotogrammi su 50 disponibili e infatti è venuto un po’ maluccio.


#14

Si sa se la polvere marziana sia aggressiva e tagliente come la regolite lunare, o forse il vento contribuisce a smussare gli angoli ed è un po’ meno cattiva? Non ricordo notizie al riguardo.


#15

Signor Zio, Lei non mi ascolta in podcast! [emoji68]‍[emoji538] :grinning:

Da quello che ho letto è particolarmente aggressiva, un po’ perché è erosiva, un po’ perché può diventare talmente fine da assomigliare a fumo di sigaretta e quindi infilarsi ovunque e un po’ perché le particelle creano elettricità statica con lo sfregamento. Per questo ultimo aspetto il rover ExoMars sarà equipaggiato con un sensore apposito.
Comunque in conferenza han detto che l’aspetto che li preoccupa di più sono proprio le condizioni delle ottiche una volta finito tutto quindi sì, rompe molto le scatole.


#16

Hai ragione, nipotina Veronica, ma io durante i podcast mi addormento… :zzz: comunque thanks for info, lo sospettavo


#17

faccio una domanda che potrebbe essere francamente stupida, ma non sarebbe il caso di dotare le prossime sonde di un compressore con un piccolo circuito con dei tubetti che possano soffiare via la polvere almeno dalle parti più importanti? Penso ai pannelli (per le sonde alimentate coi pannelli), ottiche, sensori… basta un serbatoio da un litro, piano piano lo carica, quando è a 5 o 6 bar con dei colpetti impulsivi farebbe tanto


#18

Il sistema pesa e consuma energia (e non è detto che funzioni)
A livello di progettazione si valutano costi e benefici di qualunque sistema. Evidentemente non serviva per una missione che doveva durare 90 giorni. Per i nuovi rover, solo Exomars2020 avrà i pannelli solari.


#19

Esatto, ed è la complessità a scoraggiare l’introduzione di meccanismi di pulizia automatica. Inoltre per i pannelli su Marte il circolo è vizioso. Eventi come quello in corso possono di fatto vanificare tutte le contromisure se avviene un danneggiamento irreversibile da mancanza di alimentazione (per congelamento). Si tratta quindi di gestione degli eventi estremi, dato che la lunga storia di Opportunity ci ha detto che non può essere stata solo fortuna e che la pulizia dei pannelli avviene spesso e ricorrentemente in modo naturale, su Marte. Come dici poi giustamente, Matteo, solo ExoMars dovrà vederserla con la questione energia solare, anche se mi preoccuperei di più prima di riuscire ad atterrare interi :angel:


#20

La vedo dura passare da qualche mbar a qualche bar, ci va un compressore multistadio. Poi il gas in uscita diventa supersonico, la polvere è abrasiva… Faccenda complessa.