Un nuovo metodo per studiare la composizione degli esopianeti

Anche se non si stratta di un argomento direttamente astronautico credo che sia molto interessante in relazione alle missioni spaziali dedicate agli esopianeti (per esempio in vista del lancio di CHEOPS).

La forte attrazione gravitazionale delle nane bianche fa sì che elementi pesanti come carbonio, ossigeno e azoto affondino rapidamente in profondità e non possano essere rilevati dai telescopi. Nell’atmosfera di queste stelle ci si aspetta quindi trovare solo elio e idrogeno, se c’è qualcos’altro deve appartenere a qualche asteroide o frammento di pianeta caduto nella stella in tempi recenti. Per cui rilevare questi elementi nelle atmosfere delle nane bianche significa studiare la composizione dei corpi che le orbitano attorno.

Questa tecnica pare abbia già dato molti risultati e la composizione chimica delle rocce presenti nei sistemi delle nane bianche osservate risulta particolarmente simile a quella del nostro Sistema Solare. Pare che la probabilità di trovare pianeti simili alla Terra si sia appena alzata di un pochettino.

Per i dettagli vi lascio all’articolo:

La sinergia tra questi studi e le rivelazioni delle (passate, presenti e future) missioni spaziali dedicate agli esopianeti sembra essere molto promettente.

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