Una pulsar dalle emissioni 'impossibili'

Osservate dal telescopio Cherenkov della collaborazione “Veritas”, mette in questione gli attuali modelli relativi alle emissioni gamma da parte di questi oggetti celesti

Un pulsar che produce un’emissione di raggi gamma a energie ben superiori a quelle che gli attuali modelli teorici sulle pulsar possono spiegare è stata individuata nella nebulosa del Granchio da ricercatori della Collaborazione “Veritas”, che riferiscono la scoperta in un articolo pubblicato su Science.

I ricercatori hanno infatti rilevato impulsi di raggi gamma con energie superiori a 100 miliardi di elettron-volt (100 GeV): "Se un anno fa avessi chiesto ai fisici teorici se fosse possibile osservare impulsi di raggi gamma di questa energia, quasi tutti avrebbero risposto: ‘No’. Non c’è proprio alcuna teoria che possa spiegare quello che abbiamo trovato ", ha detto Martin Schroedter dello Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics.

Un altro degli autori, Nepomuk Otte, dell’Università della California a Santa Cruz, ricorda che gli era stato detto che era semplicemente folle a cercare emissioni pulsar in quello spettro di energie: “Si scopre che a volte essere tenaci e ostinati aiuta. Questi risultati pongono vincoli nuovi al meccanismo di generazione dell’emissione di raggi gamma.”

Alcuni possibili scenari esplicativi sono già stati proposti dai ricercatori ma - osservano - serviranno molti più dati, o forse anche una nuova generazione di osservatori, per capire i meccanismi alla base di questi impulsi di raggi gamma.

La pulsar del Granchio è una stella di neutroni in rapida rotazione, che rappresenta il nucleo collassato di una stella massiccia che fu osservata come spettacolare supernova nell’anno 1054 d.C., lasciando dietro di sé la Nebulosa del Granchio brillante.

Gli impulsi raggi gamma sono stati rilevati dal Radiation Imaging Telescope Array (VERITAS) - il più potente osservatorio per raggi gamma ad altissima energia presente nell’emisfero settentrionale presso il Whipple Observatory dello Smithsonian Institute, a sud di Tucson, in Arizona.

Per rilevare i raggi gamma ad altissima energia si ricorre a telescopi terrestri Cherenkov, capaci di rilevare i deboli, e brevi flash di luce blu che vengono emesse da particelle subatomiche in seguito all’interazione fra i fotoni gamma e l’atmosfera. (gg)

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