WFIRST diventa il Nancy Grace Roman Space Telescope

Notizia di oggi:

https://www.nasa.gov/press-release/nasa-telescope-named-for-mother-of-hubble-nancy-grace-roman

Sono molto contento che questo nuovo telescopio prenda il nome della “mamma di Hubble”, si addice alla missione perfettamente secondo me e sono convinto che la missione la onorerà egregiamente.

Inoltre, ora sarà senz’altro più difficile per l’amministrazione amaricana cancellare la missione, che non può essere altro che un punto positivo.

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Vuoi dire che gli hanno cambiato nome per confondere Trump?

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No, è che cancellare questa missione non significherebbe più soltanto cancellare il telescopio per indagini ad infrarossi ad ampio campo, sintetizzabile in una sigla (WFIRST), ma vorrebbe anche dire cancellare la missione dedicata a Nancy Grace Roman.

Da un punto di vista mediatico e di opinione pubblica l’impatto sarebbe ben diverso.

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Sono capitato su questo ottimo articolo di qualche giorno fa.

https://www.nasa.gov/feature/goddard/2020/ground-system-for-nasa-s-roman-completes-major-review

Mi pare che spieghi in modo semplice in cosa questo strumento sara’ rivoluzionario, e devo dire che da non esperto sono rimasto colpito.

Stessa risoluzione di HST ma con un campo visivo 100 volte maggiore. Stando all’articolo un survey che HST ha fatto in 21 giorni potra’ essere portato a termine in mezz’ora. Per la pesca a strascico dicono che e’ 1000 volte piu’ veloce di Hubble. 20 petabytes di raccolta nel corso della missione primaria quinquennale.

E, cosa molto promettente, tutta questa massa immensa di dati verra’ messa in rete a disposizione di chiunque voglia farci ricerche, analisi, ealborazioni o andare a spigolare con la sua intelligenza naturale, in modi nuovi e non previsti. Non e’ solo una questione di risoluzione assoluta, il cosmo e’ enorme, e’ anche questione di quantita’. Puoi avere tutta la risoluzione che vuoi ma se ti perdi un fenomeno perche’ non stavi guardando in quella direzione in quel momento e’ come non averla. Un telescopio potentissimo puo’ essere come guardare l’oceano con un microscopio. Potresti non vedere mai una balena. Ci vuole visione di insieme, statistica, tante tante immagini. Magari molti fenomeni non verranno identificati subito ma se sono accessibili in rete sara’ sempre possibile per chiunque andare a cercare conferme e maggiori informazioni sulle nuove scoperte nei dati raccolti precedentemente.

Da profano mi aspetto tante scoperte e tanta conoscenza. Correggetemi se sono aspettative mal riposte.

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Altro materiale per me interessantissimo, sempre dal sito Nasa:

https://www.nasa.gov/feature/goddard/2020/unveiling-rogue-planets-with-nasas-roman-space-telescope

Descrivono una tecnica che non avevo mai sentito prima per cercare in modo massivo pianeti interstellari di dimensioni da quelle di Marte in su, grazie alle caratteristiche e all’orbita del futuro RST (Roman Space Telescope… la sigla viene in aiuto per avere un nome piu’ breve) .

Io ho capito come segue (se ho capito male correggetemi):

  • Il pianeta altrimenti invisibile esercita una attrazione gravitazionale sulla luce proveniente dalle stelle presenti sullo sfondo, deviandola (microlensing gravitazionale).

  • Questo permette di rilevare la presenza di tali masse e di calcolarne parecchi parametri

Non l’avevo mai sentito: quindi se ho capito bene il microlensing viene utilizzato per vedere la lente, piu’ che per vedere il soggetto. Corretto?

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Esatto. Cercano di osservare fenomeni come quello del video presente nel link indicato da te (una stella che si “sdoppia” in una fievole che diviene man mano sempre più intensa) per individuare pianeti che non orbitano attorno a una stella e che al momento non esistono (quasi) altri modi per individuarli.

Se hanno una massa grande, superiore a Giove per intenderci, emettono radiazione infrarossa grazie al calore interno che conservano per via della loro massa elevata. Alcuni di essi molto vicini a noi sono stati individuati da WISE e Spitzer tempo fa, e fino al 2003 erano classificati come subnane brune; l’IAU ha tentato di declassare queste protostelle a pianeti quando ha declassato Plutone a pianeta nano, fissando il limite di 13 masse giovane (questa definizione è ancora una “working definition” non è ufficiale):
http://w.astro.berkeley.edu/~basri/defineplanet/IAU-WGExSP.htm

Con RST si individuerebbero pianeti interstellari ben più piccoli, ma credo che oltre la massa non si possa stimare molto altro.

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completato lo specchio primario del Nancy Grace Roman Space Telescope, stesso diametro ma con una massa di un quarto rispetto allo specchio primario di Hubble

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Wow! Il lancio sarà fra 5 anni, non pensavo che lo specchio venisse prodotto così presto.

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Visto che se n’e’ parlato ed e’ una delle aree di ricerca del futuro telescopio.

Forse hanno gia’ trovato un “rogue planet”, almeno qui dicono cosi’:

La tecnica utilizzata sarebbe proprio il microlensing gravitazionale, da parte di due organizzazioni: OGLE e KMTN (da usare come keyword di ricerca).

Se questo fosse confermato validerebbe il metodo, magari aiuterebbe anche a metterlo a punto e a fare eventuali aggiustamenti prima del lancio?

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