I venti, previsti dai 70 ai 120 km/h negli ultimi 10 km, potrebbero farla ballare.
Abbaccio time:
Saluti!!!
Portellone sojuz chiuso alle 3:35
E dopo qualche difficoltà chiuso anche quello dalla parte di Poisk:
‘‘it’s not iluminated’’ che sta succedendo?
La cucciola si è girata:

The orbit are nominal!
Qualsiasi cosa ha un inizio e purtroppo una fine… Grazie Luca per i tuoi video, le tue foto, i tuoi contatti radio e tutto il tuo coraggio, dell’impegno che ci metti nel tuo lavoro e per tutte le altre cose che ora, con le lacrime agli occhi, non mi vengono in mente. In quel piccolo spazio ti sei fatto 8 nuovi e ottimi amici. Spero questo non sia il tuo ultimo volo. Buon rientro caro Luca!
Auguro a tutti un buon landing, io purtroppo sarò a scuola. Vi lascio i link delle dirette:
AstronautiCAST
NASA TV
Immagini del rientro da Roscosmos
Atterraggio sulla neve
Il comandante è il più tranquillo
Il resto dell’equipaggio è “piuttosto” entusiasta
Le mele promesse sono arrivate
Vi viene in mente una battuta per questa foto?
https://www.roscosmos.ru/28002/
Cerimonia ufficiale di accoglienza in aeroporto
Quando mangi una mela… E poi ti accorgi che dentro c’era un verme…
Gravità…tu me provochi? E io te magno…
Foto ravvicinate di Bill Ingalls.
Cos’è quell’oggetto giallo che sporge?
Credo (pronto ad essere brutalmente smentito) una qualche copertura per il paracadute, vista la posizione.
Per sentito dire, sembra che questo atterraggio abbia funzionato meglio dell’ultimo di Luca.
Franco Ongaro questa sera, dopo un evento al Museo della Scienza ha affermato che Luca avrebbe detto così, aggiungendo che nello scorso atterraggio i propulsori si sono fermati a ca. 4 metri di altezza dal suolo, con un terreno brullo e secco a causa del periodo estivo. Questa volta si sono correttamente fermati a 2 metri, con l’aggiunta della neve. Ed ecco perché tutti sono scesi in ottima forma. Christina compresa, nonostante la lunga durata della sua missione.
Tirando le somme, se davvero fosse così, mi vien da pensare che sia l’atterraggio a debilitarti più che i mesi nello spazio.
Probabilmente la “debilitazione” è un dato oggettivo che resta legato alla lunga permanenza. Ma l’immediata sensazione di benessere/malessere che gli astronauti provano all’atterraggio (e che si rivela sulle loro facce quando li tirano fuori) potrebbe dipendere anche da quei 2 metri in più o in meno. 
Posso concordare con questa tua analisi per “esperienza lavorativa”. Non mi ricordo con precisione chi lo aveva detto (mi sembra Paolo Nespoli), un nostro astronauta aveva paragonato l’atterraggio della Soyuz ad uno scontro di una automobile, e nella mia ormai trentennale esperienza di Pronto Soccorso ho potuto notare che la velocità d’impatto del veicolo determina di gran lunga lo stato di malessere generale del paziente indipendentemente da eventuali danni fisici. Ho infatti visto persone arrivare con fratture ma abbastanza in buono stato perché il trauma subito era avvenuto a bassa velocità, mentre ho sempre visto i pazienti che subivano decelerazioni importanti essere più sofferenti anche se fisicamente erano indenni da traumi.
le accelerazioni dopo tutto sono anche i parametri principi per accendere l’allerta in caso di traumi sportivi. negli sport motoristici anche se non hai un graffio a seconda delle accelerazioni che subisci hai diversi protocolli obbligatori da seguire.















