[2019-07-20] Sojuz-FG | Sojuz MS-13

@robmastri puntualizzo una cosa riguardo ai due “comandi di guida” perché chi ci legge potrebbe non sapere a cosa servono. i due joystick manovrano in modo diverso la Sojuz durante un attracco manuale: uno gestisce la traslazione mentre l’altro la rotazione.

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Dopo gli aggiornamenti sull’equipaggio, Roscosmos ci informa che hanno ispezionato la Sojuz, adesso completa con il rivestimento termico ablativo di colore nero, ed è stata inserita all’interno del suo fairing.

A seguire @robmastri ci mostrerà la galleria fotografica completa oltre a fornirci qualche informazione in più :wink:

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E’ arrivato anche il video delle operazioni di oggi eseguite dall’equipaggio.

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Grazie @LuckyFive ero in pausa-pennichella :wink:

Ecco la famosa ispezione dei Progettisti.

che in realtà più che visuale, sembra una operazione molto cartacea

Nel frattempo notiamo che anche il modulo di discesa è stato vestito con la protezione termica nera

Appena gli ispettori autorizzano, si aprono le paratie dello stand giallo per disporre il veicolo in orizzontale

Segue la rimozione dei “remove before flight”

Via libera all’inserimento nel fairing

E poi il tutto è rimesso in verticale. Perché? Devono ancora passare gli equipaggi per la loro seconda e ultima visita.

https://www.roscosmos.ru/26560/
https://www.energia.ru/ru/iss/iss60/photo_07-12.html

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Anche qui.
Ora mi spiego quando riesce a farlo.


Credits: il video di prima

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Vorrei ringraziare il nostro inviato speciale per ISAA che si trova proprio al Cosmodromo di Bajkonur per questi report dettagliati sui lavori alla Sojuz. @robmastri confermi che il veicolo è quasi pronto e mancano da assemblare solo gli ultimi pezzi tra cui il periscopio? Ovviamente deve ancora avvenire l’unione della capsula con tutto il corpo del razzo.

P.S: I’m joking! naturalmente :wink: Mi è venuto spontaneo vista la qualità e la ricchezza dei dettagli delle immagini.

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Scusa, mi sono distratto un attimo dal cosmodromo. Abbiamo appena finito di montare un secondo video della mattinata a cura del Centro Formazione Cosmonauti. In esso Luca appare tutt’altro che distratto dal cellulare durante l’esame della documentazione, anzi, come si può vedere, guida la discussione. :wink:

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Se per rivestimento termico intendi la coperta nera non credo che sia ablativa.

Voglio essere sicuro che stiamo parlando della stessa cosa. Con rivestimento o scudo termico intendo quel materiale che si consuma con l’attrito ed il calore durante il rientro atmosferico.

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Stavo dimenticando di informarvi sul fatto che mancano 8 giorni.

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Torniamo di corsa al cosmodromo, perché è pronto il video delle operazioni di incapsulamento.

Come faceva notare @LuckyFive, non tutto è ancora ultimato sulla Sojuz di Luca & C. Per esempio si sarà osservato che ci sono ancora delle protezioni rosse che appaiono sul veicolo mentre viene inserito nel fairing. Per esempio qui se ne vede una grande sul modulo orbitale e due sotto, sul modulo di rientro:

Qui si vedono bene le due allineate.

Ovviamente non si tratta di una dimenticanza. Il Fairing ha varie aperture che permettono di intervenire ancora sulla Sojuz

Il “coperchio” rosso grande in alto copre il portello di accesso al veicolo da cui entreranno le crew durante l’ultima visita al veicolo (e dal quale entreranno il 20 luglio sulla rampa). Ecco un’immagine relativa alla Sojuz MS-12 in cui si vede la porticina del fairing corrispondente al portello tondo.

Il coperchio più sotto nasconde la zona in cui sarà inserito il periscopio.

In questa immagine della Sojuz TMA-11M attraccata alla ISS, si vedono bene il portello e il periscopio verde.

Una volta installato, il periscopio sarà nascosto da quella protuberanza che si nota sulla sinistra tra i due deflettori (sempre Sojuz MS-12)

Anche i quattro deflettori sono ancora da montare e saranno installati prima della visita degli equipaggi.

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A proposito della tradizionale piantumazione del proprio albero e qui è necessario un tributo a chi “ha segnato la via verso le stelle”, Andrew Morgon ci mostra un confronto tra il suo e quello di Yuri Gagarin. Una bella differenza, no?

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Setteggiorni.

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A L-7 (a meno di sorprese) non sono previsti particolari eventi né per la crew né per la Sojuz. Il Centro Formazione Cosmonauti ha pubblicato una lunga intervista ad Alexander Skvortsov che, putroppo, non entra in aspetti tecnici, ma ci può aiutare a conoscere meglio il personaggio.

Veniamo a sapere, per esempio, che Alexander è nato a Star City. Suo padre (omonimo), dopo essere stato pilota da caccia, era stato selezionato nel terzo gruppo cosmonauti del 1965, anche se poi non ha mai avuto l’occasione di volare. Lui e suo fratello hanno seguito le orme paterne entrando nell’aviazione russa e poi, nel 1996, Alexander ha affrontato la selezione per diventare cosmonauta, riusultando uno degli otto scelti da una rosa di 320 piloti militari.

La selezione, secondo Alexander, privilegiava una salute perfetta. Già ai tempi della Mir un cosmonauta doveva affrontare 157 diversi esami clinici e ora sono più di 200. Ricorda che gli fu detto: “È meglio respingerti immediatamente se hai problemi di salute piuttosto che soffrire con te più tardi.”

Passando ad aspetti più frivoli, Skvortsov ha ricordato che l’anatroccolo Kvak fu scelto nel 2010 da sua figlia (ora è mamma e non sarà presente al lancio per accudire al piccolo) che realizzò il vestito. Il nome però fu proposto dall’astronauta americana Tracy Caldwell, che era con lui sulla Sojuz TMA-18. Kwak, questa volta, porterà l’emblema in argento dell’equipaggio, concepito da Drew Morgan.

Alexander ha confermato la grande intesa che c’è con i suoi colleghi, anche al di là dell’attività professionale (la domanda dell’intervistatrice riguardava i loro gusti artistici). “Anche se c’è un disaccordo in qualcosa, arriviamo sempre a un compromesso”. Nella crew Andrew Morgan ha il ruolo di “generatore di idee”. “Luca Parmitano ha incredibili capacità musicali, suona perfettamente la chitarra e canta canzoni russe”.

Il Comandante Skvortsov ha anche spiegato perché ha scelto «Утёс» (Utos, “scoglio”, “roccia”), come codice di chiamata (nella tradizione russa il comandante sceglie il nome con cui si l’equipaggio si indentificherà nelle chiamate al centro di controllo):

Stavo cercando un segnale di chiamata che gli astronauti stranieri potessero facilmente pronunciare e che portasse in sé un’immagine simbolica della terra russa. A mio parere, “Утёс” è perfetto. Quando pronuncio questa parola, vedo un pino solitario su una roccia inespugnabile che vive a dispetto di tutto. Allo stesso modo, tutti noi - cosmonauti e astronauti - stiamo volando via da casa, ma abbiamo la forza e la sicurezza che torneremo. Nella parola “Утёс”, sento qualcosa del nostro primordiale, di ciò di cui voglio essere triste e felice e comprendo la grandezza della nostra terra e della nostra natura.

http://www.gctc.ru/main.php?id=4684

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Abbiamo un poeta a bordo.

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“T” minus six (days) and counting.

Che ne dite… questa volta AstroLuca avrà più di un’occasione, si spera :crossed_fingers:, per farsi un selfie spaziale!

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Luca oggi ci mostra i suoi manuali di volo, che ha opportunamente personalizzato con i loghi della missione.

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…diamolo per scontato…sono danneggiati e tenuti insieme col nastro americano…sigh

L-5

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Nastro russo vorrai dire :grimacing:
scusa non ho resistito!

Sì comunque sono sicuramente cablaggi di prova usati nell’assemblaggio, si vedono spesso questi fascioni di cavi grigi penzolare dal soffitto durante la preparazione dei vettori.

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