Lo scopo principale dell’AFTS è creare il minimo danno possibile al veicolo che riesca a spegnere i motori, in modo da farlo cadere inerte con il minor numero possibile di frammenti. Quindi, se il veicolo è già inerte non serve l’AFTS, che sarebbe però utile in caso di anomalie in volo diverse da quella prevista.
Pero’ se entrmbi gli stadi sono carichi di LOX e RP1 una certa probabilita’ che facciano il botto c’e’?
E se non lo fanno, non inquinano un po’ il Golfo del Messico?
Io tutto sommato a naso avrei preferito una esplosione controllata nel momento piu’ opportuno… ma sicuramente sono state ampiamente valutate tutte le opzioni e i motivi che avete descritto, o altri, hanno prevalso.
Ha detto che è la stessa dragon usata nello static fire a novembre, non quella del pad abort test che ormai è decisamente antiquata (fù testata ben 5 anni fa!)
Tranquillo che se arriva intero all’oceano, al momento dell’impatto esploderà comunque…
Parlando invece di AFTS, questo verrebbe attivato automaticamente solo se il veicolo uscisse dal corridoio di lancio. Quindi a motori spenti potrebbe venire attivato se i venti lo portassero al di fuori, non vedo altre possibilità. Inoltre la A di AFTS sta per Autonomo quindi andarlo a manomettere vorrebbe dire andarlo a modificare in modo sostanziale dato che comunque si tratta di un sistema che si deve occupare solo di sicurezza e non di altro.
Giusto! Ho riascoltato per bene, aveva parlato del pad abort test due secondi prima e ho unito le cose. Grazie.
Scatti ravvicinati
È probabile che ci si sposti a lunedì.
Le previsioni dei venti nella zona di recupero della Dragon non sono buone.
Il commento di SpeceX sulle condizioni in mare
Durante le operazioni di recupero ci sono persone in carne ed ossa che rischiano, non e’ piu’ un test dove se si rompe qualcosa non si fa male nessuno.
Pur con tutte le ovvie differenze lo abbiamo gia’ visto con il (mancato) recupero del core centrale di Arabsat 6A.
Non è così, il sistema di fuga deve consentire la separazione della capsula anche in caso di esplosione del lanciatore. Non è nulla di inverosimile o tecnicamente non raggiungibile, erano progettati per farlo già i sistemi di fuga Apollo o Soyuz.
“Autonomo” non significa che non possa essere attivato manualmente, anzi credo che sia un requisito poterlo attivare manualmente da terra con un segnale inviato dal range safety officer in ogni momento.
Niente da fare per oggi
Esattamente.
Basta guardare uno dei video relativo ai lanci della N1 per vedere una torre di salvataggio in azione durante un’esplosione.
Sopra c’è un’ottima sintesi della conferenza pre-lancio di ieri. Qui c’è il video integrale
Non più per lo meno per i lanci da Range americani e con Falcon 9:
“NASA’s Commercial Crew Program is reviewing the system and has not yet accepted it.”
Inoltre il comando manuale sarà mantenuto oltre che dal range safety officer anche dagli stessi astronauti a bordo.
Quell’articolo è del 2017.
Il falcon 9 attuale non può più ricevere comandi di distruzione, come si può evincere dalle user’s guide del Falcon. Nella prima e nella seconda versione era infatti presente una voce di emissione a 421MHz indicata come “Command Destruct” nella prima guida, mentre nell’ultima pubblicata un anno fa questa voce è stata rimossa.
Ovviamente gli astronauti a bordo potranno attivare il LAS manualmente, ma comunque non il FTS. Infatti come se può leggere nei documenti dell’IFA in caso di aborto la dragon invia al falcon il comando di spegnere i motori ma non quello di distruzione.
Non a caso nella conferenza di ieri non hanno parlato minimamente di comandi di distruzione da terra.
Il falcon 9 non dispone più fisicamente delle antenne per ricevere il comando di distruzione.
Le imbarcazioni di recupero sono arrivate in posizione