Hanno fatto BINGO (quasi)
Anche con il progetto Starship, così come per il Falcon 9, SpaceX aumenta costantemente il rateo di lanci. In questo semplice grafico sono indicati i giorni passati fra un test e l’altro considerando le ultime 4 Starship che hanno volato.
Probabilmente lo stesso problema di tenuta sulla cerniera si è ripetuta su tutte e 4 le alette.
Nell’ultima inquadratura posteriore si vedeva uno “sbuffo” simile.
Inoltre il fatto che l’inquadratura posteriore, ripresa proprio dall’aletta anteriore sinistra, non sia più stata usata mi fa pensare che la camera sia andata ko o letteralmente persa.
Invece trovo molto positivo l’aver dimostrato la ridondanza del booster dopo l’engine-out.
Questa la traduzione del comunicato “a caldo” di SpaceX.
Il quarto test di volo di Starship è stato lanciato con obiettivi ambiziosi, tentando di andare oltre qualsiasi test precedente e iniziare a dimostrare capacità fondamentali per il ritorno e il riutilizzo di Starship e Super Heavy. Il carico utile per questo test erano i dati.Starship ha fatto centro.
Il 6 giugno 2024, Starship è decollato con successo alle 14:50 CEST da Starbase, in Texas, e ha offerto continue emozioni:
Il booster Super Heavy è decollato con successo e ha completato un’accensione completa.
Starship ha eseguito un’altro staging hot fire con successo, spegnendo tutti i motori Raptor tranne tre (di Super Heavy), e accendendo con successo i sei motori Raptor del secondo stadio prima di separare i veicoli.
Dopo la separazione, il booster Super Heavy ha completato con successo la sua manovra di capovolgimento, l’accensione di ritorno verso la zona di ammaraggio e lo sgancio dell’adattatore per l’hot staging.
Il volo del booster si è concluso con un’accensione di atterraggio e un ammaraggio morbido nel Golfo del Messico, 7 minuti e 24 secondi dall’inizio del volo.
I sei motori Raptor del secondo stadio di Starship hanno propulso con successo il veicolo nello spazio e lo hanno posizionato sulla traiettoria pianificata per la costa.
Starship ha effettuato un rientro controllato, superando con successo le fasi di riscaldamento massimo e massima pressione aerodinamica e dimostrando la capacità di controllare il veicolo utilizzando i suoi flap durante la discesa nell’atmosfera a velocità ipersoniche.
I terminali Starlink su Starship hanno reso possibile trasmettere telemetria in tempo reale e video ad alta definizione in diretta durante ogni fase di ingresso, con telecamere esterne che hanno fornito immagini fino alla conclusione del volo.
Il volo 4 si è concluso con Starship che ha acceso i suoi tre motori Raptor centrali ed eseguito la prima manovra di capovolgimento e atterraggio dalla nostra campagna suborbitale, seguita da un morbido ammaraggio della nave nell’Oceano Indiano un’ora e sei minuti dopo il lancio.
Il quarto volo di Starship ha fatto grandi passi avanti per avvicinarci a un futuro di veicoli rapidamente riutilizzabili. I suoi risultati forniranno dati per guidare i miglioramenti mentre continuiamo a sviluppare rapidamente Starship in un sistema di trasporto completamente riutilizzabile, progettato per trasportare equipaggio e carico in orbita terrestre, sulla Luna, su Marte e oltre.
Congratulazioni a tutto il team SpaceX per un quarto test di volo ispirato di Starship! E grazie ai nostri clienti, alla contea di Cameron, agli appassionati di voli spaziali e alla comunità più ampia per il continuo supporto e incoraggiamento.
Ricordavo anch’io una dichiarazione in merito. Ed ero rimasto sorpreso, immaginando che un sistema tanto complesso avesse una certa ridondanza, intesa come la capacità di compensare la perdita di un propulsore con una maggiore spinta dei superstiti.
In generale ho sempre nutrito qualche perplessità sul sistema SuperHeavy/StarShip, pur riconoscendo che è un progetto molto innovativo.
Penso sia un po’ ottimista non perche’ tecnicamente non sia possibile, ma per la FAA. Fino a che fanno i numeri in mezzo all’Indiano o al Pacifico non si fa male nessuno. Ma per rientrare a Boca Chica in caso di problemi potrebbero spargere detriti dalla California al Texas, a qualcuno della FAA potrebbe alzarsi qualche sopracciglio. Permettere un rientro alla base di SS e’ un tema critico dal punto di vista sicurezza, temo.
EDIT: a causa di un problema tecnico nel mio cervello ho scritto una fesseria. Quello che eventualmente rientrerebbe sulla torre con gli stick e’ SH. Quello che deve sorvolare mezza america per rientrare alla base e’ SS, e campa cavallo prima che facciano quel test.
Oltretutto mi sembra ragionevole pensare che abbiano necessità di avere la seconda torre operativa. Se andasse storto qualcosa con l’unica che hanno dovrebbero fermare il programma.
Al di la’ delle dichiarazioni di Musk mi sembra evidente che prima di testare un rientro a starbase dovranno dimostrare alla FAA di essere ragionevolmente certi del successo, a me sembrerebbe illogico provarci senza avere la seconda torre gia’ pronta e quindi mi aspetto altri 2/3 test nell’oceano indiano.
Sul rientro di SS la vedo ancora piu’ critica.
Si, indubbiamente attenderei almeno ancora 1-2 test positivi prima di tentare il “catch”.
Ci sono anche gli sportivi complimenti di Aschbacher, direttore generale di ESA.
https://x.com/AschbacherJosef/status/1799026712174563769
In realtà da quel che ho capito basta una piccola correzione di rotta per spostare l’ipogeo, la velocità è sufficientemente alta quasi per stare in orbita.
P.s. riguardando le immagini del rientro mi è venuto un flash di come si devono essere sentiti quelli del Columbia che vedevano la loro nave andare in pezzi…
In effetti fa pensare… rileggendomi la timeline del disastro ho confermato il mio ricordo in cui per la maggior parte del tempo erano ignari di tutto.
Il momento in cui hanno avuto il primo allarme di qualcosa che non andava è stato quando i sensori hanno rilevato una perdita di pressione del pneumatico sinistro del carrello (quello nell’ala danneggiata). La depressurizzazione del compartimento dell’equipaggaio è avvenuta un minuto e 32 secondi dopo, parrebbe molto velocemente perché qualcuno non ha fatto a tempo nemmeno ad abbassarsi la visiera.
Per dettagli più macabri rimando eventualmente a queste sezioni di Wikipedia:
In una intervista di Tim Dodd a Elon Musk che immagino sia di prossima pubblicazione, Musk si preoccupava proprio della tenuta della guarnizione tra flap e corpo della Ship. Sanno, insomma, che e’ quello uno dei punti piu’ deboli.
Bella sfida…
Senza andare OT, l’equipaggio del Columbia praticamente fino alla fine ha avuto una percezione “indiretta” degli eventi che si stavano sviluppando. Non avevano la possibilità di poter vedere le semiali o il resto della navetta. Quelli che si trovavano nel flight deck potevano guardare solo avanti mentre quelli nel middeck nemmeno quello.
Errata corrige
Ops! Errore mio
Entro quanto tempo si avrà certezza che la FAA non intenda mettere sottindagine IFT4?
Dalla diretta di SpaceX (seguibile con i sottotitoli nella parte che m’interessa qui*‘’) s’evince che c’era l’intenzione era ammarare Starship molto prima di quanto verificatosi…
Che sia arrivata a 213km di quota massima e solo per un attimo invece di 214 non è certo grave; ma che sia finita nel Pacifico*’ anziché nell’Indiano *‘’ (0’29’') sudoccidentali magari è un filo preoccupante, o no?
*':
*‘’:
O andare lunghi era una di qui tre scenari…
Questo è un aspetto interessante.
Tutti abbiamo assistito ieri ad un rientro unico per moltissime ragioni.
Una di queste è stata il fatto che si è trattato di uno dei rientri più “lunghi” mai visti, sia in senso temporale sia in senso spaziale.
Per un tempo che sembrava infinito (ma così non era) Starship ha letteralmente “galleggiato” alla stessa quota, prima intorno agli 80 km poi intorno ai 65 km, smaltendo una grossa fetta del proprio delta-v senza la prevista perdita di quota.
Questo ha allungato effettivamente di molto la sua traiettoria portandola dal punto di ammaraggio previsto nell’Oceano Indiano a quello effettivo nell’Oceano Pacifico.
Le motivazioni possono essere molteplici, inclusa una malintesa comprensione dell’inedita aerotermodinamica del rientro di Starship, probablimente frutto della fretta e della necessità di “sperimentare”.
Fatto sta che lo Shuttle sembrava venire giù come un mattone durante il rientro mentre Starship sembra aver “volato” negli strati più alti dell’atmosfera terrestre. Questo però ha due influssi positivi: da un lato un rientro “diluito” abbassa il flusso termico imponendo un carico minore per più tempo, in secondo luogo anche l’accelerazione deve essere rimasta al disotto dello 1,5 g nominale per lo Shuttle.
Il compianto prof. Rodolfo Monti, con il quale ho avuto l’onore ed il piacere di lavorare, aveva ipotizzato proprio un profilo di rientro del genere in una serie di paper scientifici poco più di 20 anni fa…
Ma la Ship non e’ assolutamente ammarata nel Pacifico. E’ ammarata nella zona prevista dell’oceano Indiano (tra l’altro superando abbondantemente il Madagascar, come giustamente ha notato @RikyUnreal qui ).
Come ho scritto, l’immagine nel mio post mostrava la ground track della ISS ma quel che volevo mostrare era semplicemente la linea di demarcazione giorno/notte in quel momento.
