Alimentazione elettrica del lato russo della ISS

Arrivo un po’ tardi, ma che io sappia la sezione russa è fatta per essere indipendente per quel che riguarda l’energia elettrica.

Hai una fonte da darmi (anche qui nel forum)?

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Può andare RSC Energia?

at present solar arrays on FGB Zarya are stowed. Electrical power is supplied from the US Orbital Segment of the ISS.

https://www.energia.ru/en/iss/rs/zarya.html

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Assolutamente, grazie!

Avevo qualche ricordo di NASA che dava Power ai Russi, ma sono un po’ arrugginito.

Però trovo davvero strano che addirittura mettano via i loro pannelli e si facciano alimentare interamente dallo USS.

Forse c’è una limitazione tecnica per cui il sistema “autonomo” non può funzionare in parallelo a quello che arriva dal segmento americano. Perché sicuramente NASA si fa pagare caro ogni singolo Watt :roll_eyes:

Mi risulta che i pannelli di Zarya siano stati retratti nel 2007 per far posto ai radiatori della USS. Quindi dovrebbe essere un problema di “ingombro”.

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@robmastri mi ha preceduto, grazie due volte :heart:, agli albori della Stazione l’intenzione di Roskosmos era proprio questa. Non so se ti ricordi, l’ambizioso piano dei russi prevedeva di aggiungere alla Stazione diversi moduli, poi cancellati e mai costruiti, tra questi Science Power Platform (SPP) in seguito trasformato in NEM (acronimo russo di Science Power Module - Modulo Scientifico ed Energetico). Difatti il sogno manifestato una seconda volta nel 2009 di essere indipendenti è rimasto tale.

Il sistema elettrico russo e statunitense sono comunicanti per una serie di motivi.

  1. Quando la Stazione era formata da Zvezda, Zarja e Unity, quindi stiamo parlando del periodo di Expedition 1, tutta l’energia proveniva dai moduli russi, però era insufficiente per alimentare anche Unity. La situazione cambierà drasticamente con l’installazione dei primi pezzi della Struttura a Traliccio (Z1 e P6 con i pannelli fotovoltaici).

  2. Nel secondo lustro degli anni 2000 si prevedeva che Roskosmos avrebbe lanciato il sopracitato Science Power Module, grazie al quale una parte della corrente elettrica prodotta sarebbe stata immessa nel segmento statunitense. Insomma una fonte di alimentazione ridondante! Per questo motivo la NASA aveva predisposto il suo impianto per questa evenienza dotandolo di trasformatori appositi, capaci di gestire la corrente in entrambe le direzioni.

  3. Il segmento russo è alimentato a 28 V in corrente continua, la stessa tensione impiegata sullo Space Shuttle, un valore nettamente più basso dei 124 V in continua disponibili nelle prese statunitensi, ma distribuita a 160 Volt. Senza dilungarmi troppo, il segmento russo preleva una parte dell’energia (circuito primario) dai quattro Main Bus Switching Unit (MBSU), i quali sono alimentati dalle otto coppie di pannelli fotovoltaici montati sulla Struttura a Traliccio, e la invia al modulo Zvezda in speciali interfacce. Da qui esce il circuito secondario russo che passa attraverso quattro ARCU (American to Russian Converters Unit), uno per ogni MBSU. Essi si trovano su Zarja e portano la tensione a 28 V in continua pronta per essere immessa nel segmento russo.

In merito all’affermazione in grassetto non escludo che possa essere stato un articolo in russo pubblicato su Ria Novosti o Tass uscito dopo la scoperta della lesione in Zvezda oppure inerente la volontà di costruire la nuova stazione russa. Ora che ci penso meglio si parlava di usura alle batterie di stoccaggio e non tanto ai pannelli fotovoltaici in sé. Ho fatto delle ricerche ma non sono riuscito a trovarlo, mi spiace.

Fonti e link utili: il primo è un documento NASA datato giugno 2000 (utile lo stesso), mentre il secondo è un’ottimo articolo di Spaceflight101 del 2017

Siccome la discussione sta prendendo una piega interessante, ma OT con Nauka, chiederei cortesemente ai @moderatori di spostare il tutto in un nuovo argomento.

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