Analisi sul mercato potenziale del BFR


#21

Quei grafici mostrano il “problema” che ho citato prima e che rumoreggiava nell industria da un pò. Entrambi i satelliti hanno avuto un fallimento totale del loro sistema propulsivo. La loro orbita doveva essere innalzata dopo pochi giorni a 1125 km come da programma:
https://apps.fcc.gov/els/GetAtt.html?id=204697&x
ma…



come si vede da questi grafici la loro altitudine è ferma a circa 514 km. Tintin A sta subendo un decadimento orbitale da quando è stato immesso in orbita (notare nel primo grafico in alto a destra come il periodo orbitale si accorcia man mano che scende), mentre TintinB ha provato qualche manovra, ma il cambiamento di altitudine è nell ordine dei 2 km, per poi tornare a decadere. Si può notare anche dal secondo grafico del periodo orbitale come non sia lineare come Tintin A, ma abbia dei balzi (corrispondenti ai tentativi di innalzamento orbitale) per poi tornare a calare.


#22

Non so se chiedevi a me, ma rispondo per quello che penso. Più di un’azienda negli USA (Google ma anche FB o OneWeb) ha parlato esplicitamente di costruire reti più o meno futuristiche per coprire zone che potrebbero divenire commercialmente interessanti nei prossimi anni. Anche per loro vale la considerazione di SpaceX, cioè che di mestiere fanno altro, ma il loro mestiere a differenza di SpaceX non può prescindere dal raggiungere capillarmente gli utenti. Quindi la spinta alla verticalizzazione è più forte. Oltretutto ricordiamoci che sono aziende con cash flow (e una cassa) di miliardi di dollari spesso senza 1 cent di debiti, quindi tra il dire e il fare ci passano una comunicazione alla borsa e un bonifico.


#23

Telsarati, che e’ piu’ o meno l’organo di stampa ufficiale del gruppo Musk, spara in prima pagina questo:

L’articolo potrebbe essere una risposta alle ipotesi di un abbandono di Starlink.

Forse anche se le orbite non sono quelle desiderate i test della tecnologia di comunicazione stanno avendo successo?

Nella seconda parte vengono spiegati un po’ i razionali della tecnologia dei phased array, che e’ cruciale per il progetto. Provo a scriverne qualcosa per il lettore occasionale, sperando che i piu’ esperti sopportino le semplificazioni e non trovino troppi errori.

In pratica il phased array (chiamiamolo PA) e’ un’antenna direzionale, come una parabola o una guida d’onda, che puo’ modificare il puntamento elettronicamente. Questo viene ottenuto perche’ l’antenna e’ in realta’ una matrice di antennine piu’ piccole che vengono coordinate con un timing preciso. Pero’ quello che ci interessa e’ l’effetto pratico: invece che dover avere un’antenna motorizzata per puntare nella direzione che voglio, ottengo lo stesso effetto con un sistema del tutto allo stato solido.

In pratica il progetto Starlink prevede che ogni utente abbia sul tetto un’antenna piatta delle dimensioni di un cartone della pizza o di un disco di vinile.

L’antenna PA e’ in grado di puntare uno specifico satellite in orbita bassa e, quando questo viene “perso” commutare istantaneamente ad un altro satellite senza perdere la connessione (non so se sara’ proprio cosi’, magari ne potranno seguire piu’ di uno in parallelo).

Fino ad ora le connessioni satellitari erano basate su satelliti in orbita geostazionaria, che restano fissi in una certa posizione sul piano equatoriale, permettendomi di usare una parabola fissa montata sul tetto.

L’introduzione dei phased array sarebbe una rivoluzione per i seguenti motivi:

Velocita’ di puntamento. Come si e’ detto posso fare una specie di “roaming” da un satellite all’altro istantaneamente, e’ tutto gestito elettronicamente e nulla si muove meccanicamente.

Uno dei grossi vantaggi e’ anche quello di poter mettere antenne Starlink sul tetto di mezzi in movimento… ad esempio fornire connettivita’ WiFi a bordo dei jet di linea anche in mezzo agli oceani, per non parlare delle automobili… e anche questo e’ un discreto mercato. Peraltro nella eree abitate c’e’ la concorrenza delle reti cellulari terrestre 4G ecc… che usano antenne ancora piu’ maneggevoli e semplici, quindi non scontato che Starlink trovi una nicchia sui mezzi mobili… salvo oceani e deserti.

Utilizzo di banda. Anche qui mi si perdoni il paragone, parliamo di una specie di comunicazione cellulare. Le cellule terrestri sono fisse, e il roaming avviene quando mi sposto. Nel caso di Starlink le cellule sono mobili e il roaming avviene perche’ mi si muovono i satelliti sulla testa.

Il risultato comunque e’, come nelle reti cellulari, che posso avere migliaria di satelliti che usano contemporaneamente la stessa banda di frequenza. Una certa direzionalita’ si ha anche con le comunicazioni con satelliti geostazionari, ma e’ ovvio che l’introduzione di valanghe si satelliti molto vicini in orbita bassa moltiplica di parecchio la capacita’ del sistema.

Ping time. La velocita’ della luce non e’ infinita, e il ritardo temporale delle comunicazioni satellitari geostazionarie e’ semplicemente inaccettabile per molte applicazioni. Quel lag e’ fastidioso anche per comunicazioni verbali, figuriamoci per i computer, per transazioni elettroniche o per scaricare ricche pagine web piene di oggettini diversi. I satelliti LEO usati per Starlink invece farebbero percorrere all’informazione piu’ o meno le stesse distanze che per le comunicazioni terrestri, garantendo un ping time simile o migliore, essendo piu’ diretti.

Delta V. Il payload dello stesso lanciatore e’ molto superiore per un lancio LEO invece che geostazionario. Si mettono in orbita piu’ satelliti allo stesso costo. Non e’ il fattore piu’ essenziale, ma merita di essere citato.

Si aggiunga che Starlink dovrebbe usare le bande Ku e Ka che in breve significano piu’ capacita’ ma anche piu’ rogne tecniche.

Ah, gia’… poi i satelliti se ricordo bene comunicano tra loro per via ottica, diciamo via laser.

Quindi ci sono parecchie cose difficili da fare.

Si era detto che questo 3d doveva essere soprattutto economico, ma qualche breve digressione tecnica puo’ essere utile.


#24

Grazie indaco. Una domanda. Quindi il mio telefono non comunicherà direttamente con i satelliti Starlink ma piuttosto con le antenne PA?


#25

Importante notare che le prestazioni delle rete mobile decadono repentinamente all’aumentare della velocità… Per cui già in autostrada o nei treni ad alta velocità potrebbe avere senso come applicazione.

Per ora il costo di un’antenna simile è ancora non così contenuto e il livello di miniaturizzazione non così avanzato.
Molto probabilmente il “pizza box” farà da Access point.


#26

Quindi la rete Starlink non darà la possibilità di connettersi ovunque ci si trovi sul pianeta, ma solo se in quella zona (quanto grande?) c’è un’antenna fissa. Non è un granché come “rivoluzione”.


#27

Uhmmmmm, ni :slight_smile:
Sicuramente sarà possibile portare personalmente uno di questi “pizza box” ovunque ma non saranno così piccoli da essere integrati in telefoni & co.
Alla stessa maniera di come ci sono oggi degli Access point portatili che usano la rete mobile.

Per le comunità remote è già stato ipotizzato che possa essere fatta una “super pizza box” che redistribuisca la connettività tramite metodi più standard (a la Eolo e simili da noi)


#28

Anch’io la vedrei cosi’. Le antennotte PA fanno da access point WiFi o WiMax.

Magari una antenna di quel tipo si potra’ integrare nel monitor di un notebook o di un tablet, chissa’. In ogni caso per l’aviazione civile e i trasporti marittimi e’ la manna dal cielo.

Se ho capito bene la rete cellulare dagli aerei non funziona perche’ in quota sei illuminato dalle antenne di piu’ celle, non c’e’ direzionalita’ per discriminarle e la rete non riesce a gestire bene questa situazione. Anzi ho sentito dire che e’ anche per questo che ti chiedono di spegnere il cellulare in volo, ma non verifico le fonti. Starlink invece nasce per funzionare bene anche sugli aerei.

Una cosa che mi piace di questa tecnologia e’ che entro certi limiti e’ intrinsecamente democratica.

La banda disponibile per kmq sara’ la stessa, sia che tu viva a Manhattan o nell’Africa Centrale. Per la legge della domanda e dell’offerta se il gestore fa le politiche di prezzo giuste, le zone piu’ sfavorite del pianeta dove c’e’ poca domanda potranno avere offerta di connettivita’ di qualita’ a basso costo. Starlink potrebbe riudurre il digital divide. Ovviamnente dipende anche dalla densita’ di popolazione, non solo dal reddito.

Inoltre si sfugge completamente al controllo di eventuali governi non democratici, non facendo vedere alle autorita’ neanche i volumi di traffico (le VPN gia’ esistono, ma non possono nascondere i volumi).

Punto di attenzione e’ che verosimilmente controlleranno tutto dagli USA, ma non sarebbe nulla di nuovo sotto il sole e comunque ci sarebbe da discutere se la liberta’ della rete sarebbe piu’ in buone mani se controllata dall’Europa… qui pero’ siamo ampiamente OT.


#29

https://www.reddit.com/r/spacex/wiki/launches/manifest

nel 2019 io conto al momento 24 lanci in programma di cui due col FH


#30

Densità di popolazione che è alla base del digital divide: dove ho poco mercato ho poco interesse a portare i miei servizi.

Tieni anche presente che io posso fornire banda filtrando sugli IP/Coordinate associate/etc. e la banda di connettività totale posso bilanciarla a favore di chi mi può pagare di più/le aree più ricche/le aree a maggior popolazione/etc.


#32

Ti rispondo in ritardo.

La tecnologia Starlink avra’ intrinsecamente una certa capacita’ per km quadrato piu’ o meno identica ovunque.

Non puoi usare la capacita’ del centro Pacifico per dare servizio alla East Coast, ogni zona ha la sua banda, non trasferibile per motivi tecnici. Un satellite che sorvola una zona disabitata resta inutilizzato. Quindi nelle zone in cui c’e’ meno domanda potrebbe rimanere della banda invenduta o potrebbero fare prezzi piu’ bassi, questo in base alle politiche commerciali che stabiliranno.

Per quanto riguarda la seconda osservazione, mi pare che quello di cui parli sia una specie di “bandwidth throttling” che e’ gia’ utilizzato dai provider per vari motivi (in parte aggirabili dall’utente con una buona VPN) ma NON E’ BILANCIABILE a favore di chi puo’ pagare di piu’. La banda dei satelliti che sorvolano la Nigeria o la vendi a chi sta in Nigeria o ciccia.


#33

Certo ma non devi considerare solo la banda finale, ti devi interconnettere con la rete di satelliti e con il resto delle reti e a quel punto posso privilegiare il satellite che sta sorvolando la zona più “conveniente” con buon pace del Digital Divide.


#34

Intanto girano voci che i militari siano interessati al giocattolone:

Tra l’altro soprattutto per il trasporto intercontinentale di cargo , oltre che per la vagheggiata ma piu’ fumosa “Space Force”.

Incuriosito ma non convinto dalla dichiarazione del Generale respnsabile dell’ “Air Mobility Command”

Think about this. Thirty minutes, 150 metric tons, [and] less than the cost of a C-5,

sono andato in cerca di fonti e ho trovato questa, anche se vecchiotta del 2013:

http://nation.time.com/2013/04/02/costly-flight-hours/

Un Galaxy C-5 costava all’epoca circa 80mila $ per ora . Un volo intercontinentale oggi probabilmente costa ben piu’ di un milione, ma ancora penso molto meno di un volo del BFR. Anche se la differenza e’ minore di quello che ci si sarebbe potuti aspettare, soprattutto considerando che il BFR e’ 20-30 volte piu’ veloce, che non sono bazzeccole.

Inutile dire che se i militari USA si ingolosiscono questo potrebbe cambiare parecchio le carte in tavola, in passato sono state pesantemente finanziate cose anche meno sensate di un BFR cargo.


#35

Non sarebbe la prima volta, purtroppo, che i militari fanno compiere balzi da gigante all’astronautica.


#36

In uno scenario operativo o di guerra un BFR in discesa non sarebbe un bersaglio troppo vulnerabile per le armi antiaeree?


#37

Probabile, ma anche un C5 allora ed in più ha bisogno di una pista. Credo che il vantaggio operativo, compresi i ridotti tempi di volo, sia quello maggiormente ambito dai militari.


#38

Il BFR, come ogni altro lanciatore, non penso avrebbe nessuna possibilita’ di modificare la traiettoria pianificata e sulla base della quale e’ stato rifornito. Peraltro a tutti gli effetti viaggia come un missile balistico… mica facile intrcettarlo se non nelle ultimissime fasi dell’atterraggio.

Io mi aspetterei che sia la base di partenza che di arrivo debbano essere, ovviamente, in territorio amico.

La tipica missione che mi aspetterei e’, che so, portare 150t di materiale bellico da Vandenberg a Diego Garcia.

Poi paradossalmente il BFR potrebbe avere piu’ flessibilita’ operativa di un C-5 perche’ e’ ad atterraggio e decollo verticale. E’ gia’ previsto che possa atterrare su una piattaforma galleggiante che puo’ essere posizionata dove necessario… gli oceani e i mari sono tanti.

Ovviamente e’ del tutto impensabile, invece, una portaerei in grado di accogliere un C-5 a pieno carico.

Sembra un po’ uno spreco usarlo come elicottero, ma effettivamente quella portata e quell’autonomia con decollo e atterraggio verticali non e’ possibile in altro modo… al di la del raggiungere ogni punto della terra in meno di 1h.


#39

Un razzo non avrà mai ne la flessibilità ne le capacità militari richieste. A parte il fatto che anche il BFR non ha le capacità di trasporto di un C-5M (130MT vs 100MT e volume utilizzabile inferiore). Un Galaxy lo fai atterrare anche su piste improvvisate, lo sposti velocemente in un hangar rinforzato. Un razzo del genere ha bisogno di aree specifiche per atterrare. Che non puoi improvvisare in caso operativo. Non solo. Una volta atterrato come lo sposti da li? Rimane a fare il bersaglio? Come lo metti in un hangar rinforzato? Non puoi rilanciarlo indietro da uno scenario operativo.Ma soprattutto… come diamine scarichi un Abrams da 68 tonnellate da in cima in razzo? O anche solo… come sistemi 2 M1A2 su un BFR? O carichi meno pesanti ma più voluminosi come 10 LAV 25? I carichi militari poi sono estremamente preziosi. Rischiarli cosi sarebbe stupido.Facciamo fare ai razzi le cose da razzi. Ovvero andare nello spazio o se proprio dobbiamo sporcarci le mani come vettori per armi nucleari.


#40

Solo una nota. Parlano di 150t, non di 100.

Ricordiamoci che quelle di trasporto sarebbero missioni suborbitali. Il payload per il lancio in orbita bassa non centra un piffero con il payload che si potrebbe avere per un volo suborbitale, che dipende tantissimo dalla distanza e dalla missione.

Poi a me poter far atterrare il coso su un barcone, e magari riavvicinarlo pure a casa con lo stesso barcone, senza bisogno di rifornimenti di metano e ossigeno liquido sul posto, sembra abbastanza flessibile.


#41

Il barcone (che barcone non può essere, ma un unità specializzata ad accogliere un booster di grosse dimensioni e con propulsione autonoma in grado di essere ogni tempo) va fabbricato ex novo secondo standard militari. E gli va fornita una scorta di Burke. Complichiamo ulteriormente la linea logistica (la allunghi, sei in mare…) e teniamo impegnate risorse utilzzabili altrove. Il problema ulteriore è che la costa non raggiunge tutto il mondo (afghanistan viene subito in mente, ma anche scenari operativi in Polonia ad esempio). Rimane il problema dello sbarco costiero. Rimane il problema che il tuo carico utile è a ~30 metri da terra. Il secondo stadio andrebbe poi ulteriormente modicato per reggere pesi “densi”. I payload spaziali hanno densità molto basse. Un veicolo militare concentra tantissimo peso su un area limitata. E rimane il problema volumetrico. Non puoi impilare carri armati o veicoli blindati. Quindi l area a disposizione è davvero ridotta. Equivale al diametro dello stadio. Diventa uno svantaggio enorme quando inizi a trasportare qualsiasi cosa che non sia un MBT. Rimane anche il fatto che ti ritrovi in uno scenario in cui in tempo di pace, ti trovi a dover trasportare il vettore via nave attraverso mezzo mondo negli states (o costruire launchpad per BFR in tutto il mondo con un catena logistica dei primi stadi da film horror). In tempo di guerra diventerebbe un cargo usa e getta. Non proprio l idillio operativo. La lista degli svantaggi è infinita. L unico vantaggio sono i tempi ridotti di volo. Che in tempo di pace non conta e che in tempo di guerra viene vanificato da tutti i fattori elencati al di sopra.