GOOOO ARTEMIS!!! SI RITORNA SULLA LUNA!!!![]()
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Mi sembra incredibile come nei vari giornali online la notizia non esiste.
E anche parlandone con colleghi e amici, a parte casi isolati, nessuno ne sa nulla…
A suo tempo, nel 2022, si parlò di più di Artemis I. ![]()
forse perchè era il primo decollo in assoluto del vettore più grande mai lanciato dopo il Saturn V, e Starship oltretutto non aveva ancora fatto il suo primo volo (aprile '23)…forse questo insieme di fattori ha fatto si che ci fosse più interesse…non lo so, disturba anche a me sta faccenda.
Se tutto va bene il 7 (o 6) marzo si parte. il che vuol dire che ci saranno gli astronauti in rampa, questa cosa non potrà lasciare indifferente più nessuno. Abbiate fede.
Qualcuno ha comprato giornali in sti giorni? in TV ho visto adesso un servizio dedicato ad Artemis II.
I miei genitori ne sapevano qualcosa grazie a me, ma già mio zio (il cui figlio era a casa mia per la diretta) non ne sapeva niente, per dire, a prova che sui canali principali non se ne è parlato poco, no non se ne è assolutamente parlato.
Purtroppo si è verificata una cosa che ci aspettavamo ma lo scetticismo e la denigrazione alla missione Artemis (in generale contro la scienza) ormai sta diventando DILAGANTE e PREDOMINANTE sul web. Ne stanno parlando anche diversi divulgatori scientifici che in questi giorni si sono trovati sommersi da questi messaggi di molto superiori a quelli di apprezzamento, a cui aggiungere gente comune, pseudo divulgatori o personaggi +o- famosi e persino dei professori (ho trovato anche loro) che sul web alimentano tali bislacche teorie e che sono molto seguiti ed apprezzati per questo. Un fenomeno direi oggi preoccupante che abbraccia tutta la società anche quella sulla carta ben istruita. Dove in occidente abbiamo sbagliato? ![]()
Ci sono almeno due cose in cui la comunità scientifica ha sbagliato, la prima già da alcuni decenni e la seconda più recentemente.
La prima è che la comunità scientifica ha largamente ignorato o sottovalutato i fenomeni pseudoscientifici e antiscientifici quando poteva ancora fare qualcosa. La seconda è che ha accettato di comunicare al pubblico su piattaforme commerciali che non controlla i cui interessi sono diametralmente opposti a quelli della scienza e la minacciano attivamente.
Ora è tardi.
Complimenti per la sintesi (e non sono ironico)
io di solito mi lancio solo in improperi verso soggetti che hanno cognomi simili alle cucurbitacee…
Non credo di avere una visione d’insieme di tutto il mondo divulgativo spaziale in lingua italiana, anche perché vivendo all’estero lo seguo poco, quindi mi viene difficile prendere una posizione nettissima in senso negativo sulla campagna informativa attordo ad Artemis nel nostro Paese.
Ho cercato di pensare a casi negativi come quelli citati da @KOSLINE (certo, in questo thread non mancano) e nella mia piccola bolla non ne ho trovati di particolarmente peggiori del solito, legati ad Artemis. Avresti qualche esempio, se vale la pena citarlo?
Non sto dicendo che non esistano molteplici comunicatori improvvisati e incompetenti, anche su fonti ex blasonate, anzi. Credo però che il problema sia nel fatto che soffochiamo nella cacofonia di una enorme montagna di sterco informativo ormai da tempo, a tutti i livelli.
La persona media (in cui non metto chissà quale beota eh, ma davvero la persona media “normale”) non ha tempo, voglia e a volte nemmeno le competenze per mettersi a fare selezione , e si limita a seguire l’onda di quello che i moderni algoritmi dei social media gli mettono di fronte al naso e allo sgaurdo spento.
Un overload informativo dove pur numerosi diamanti sono impastati in tonnellate di guano digitale in cui piace crogiolarsi perché reso totalmente frictionless da algoritmi progettati per sfruttare le nostre debolezze e meccanismi psicologici.
Quindi senza scusare chi ha smesso di fare il proprio mestiere o lo fa male, come molti media, istituzioni scientifiche ed emittenti radiotelevisive pubbliche, credo che se cerchiamo un primo, principale colpevole ci basti andare davanti a uno specchio.
Personalmente non rimpiango “i bei tempi andati”. Rispetto a decenni fa, quando le fonti autorevoli erano scarse, affidate all’elite di poche penne e la frequenza di pubblicazione era rara, oggi ci sono molte più realtà divulgative serie e accessibili a nostra disposizione 24/7, che usano media enormemente più efficaci e rapidi della carta stampata ma che sta un po’ a noi cercare, filtrare ed eleggere a cibo per il nostro cervello.
In fondo questo problema è la motivazione principale che ci spinse a creare FA.it quasi venti anni fa: anche allora ci accorgevamo di come, a parte qualche firma prestigiosa oggi ormai ottuagenaria, la media degli articoli in lingua italiana fosse tra l’allarmista e il superficiale. Serviva qualcosa per chiudere il gap tra la stampa specializzata in inglese e chi voleva qualcosa in più nella lingua di Dante. La lotta continua ![]()
Si potrebbe andare avanti ancora molto ad analizzare come siamo arrivati qui, ma poi il lettore medio smetterebbe di leggere. A proposito, saluto caramente chi è arrivato fin qui ![]()
Marco era riferito soprattutto al pubblico no verso i media tradizionali. Dai messaggi sotto i post che riportavano le notizie soprattutto critici e scettici quando non altro com una percentuale sicuramente superiore al passato. Poi si certo l’ algoritmo fa il resto. Prova a mettere missione artemis sui canali di ricerca dei social italiani e ti usciranno una valanga di video fatti dai fakettari professionisti e fulminati vari e fino qui nulla di nuovo sotto il sole, ma oggi a differenza del passato trovi una marea di persone cosiddette comuni che hanno anche un loro seguito che apertamente affermano che queste missioni sono false. Insomma ormai il complottismo spaziale e l’ anti scientismo. anche inconsapevole sta prendendo sempre più piede. Ricordiamo cari amici che in alcuni casi si è persino istituzionalizzato, basta dare un occhiata a cosa sta succedendo in US.
Da “appartenente” alla comunità scientifica, vorrei rispondere:
Innanzitutto, vorrei sottolineare che le agenzie di finanziamento, lo stato etc pagano i ricercatori per fare ricerca, punto. (Purtroppo) Nessuno chiede a un ricercatore di essere un buon comunicatore (al massimo di saper insegnare), e non è prevista alcuna formazione. Quindi quando vedete un ricercatore che fa divulgazione, ricordate che lo fa sul tempo personale, di sua spontanea volontà e (normalmente) senza essere pagato. E soprattutto senza che avere avuto alcuna formazione alla comunicazione scientifica. Nessuno ci insegna come essere youtuber, come comunicare sui social, come comunicare con la stampa etc, etc. Il mestiere della comunicazione (scientifica e non) è un lavoro a parte intera, non siamo preparati e l’impegno nella comunicazione generalmente non viene valorizzato in termini di carriera.
Può darsi che la comunità scientifica abbia sottovalutato i fenomeni pseudo/anti scientifici, ma non vedo cosa avrebbe potuto/dovuto fare di più. Andare ai raduni di terrapiattisti e prenderli a sberle? Mettersi a litigare con Mazzucco?
Sulla questione del comunicare sulle piattaforme commerciali, non vedo cosa cambi: se fai un po’ di divulgazione su Facebook, magari riesci a raggiungere qualcuno, se invece ti rifiuti (scelta comprensibilissima) a Facebook non frega niente… Per carità, ben venga il chiudere i profili ufficiali delle istituzioni su X, aprendoli su Bluesky, ma non vedo cosa cambi in termine di diffusione del complottismo etc. Anche perché la diffusione di queste idee è anche spinta da forze politiche, stati e lobby economiche. La comunità scientifica può protestare quanto vuole, comunque l’effetto è limitato.
Io sono rimasto positivamente sorpreso dal numero di utenti che su youtube hanno seguito le varie live in occasione degli eventi più importanti della missione; guardate che eravamo tanti…non c’era tutta Italia davanti al “teleschermo”? Non c’è mai stata a parte forse per Apollo 11.
Personalmenre sono molto critico su vari aspetti del mondo di oggi,ma dal punto di vista mediatico ,rispetto al passato in cui ci si doveva accontentare di un piccolo servizio al telegiornale ed andarsi a cercare le notizie sui vari quotidiani e riviste specializzate,beh oggi è un altro pianeta.
Chi è interessato oggi può avere ore ed ore di copertura e contenuti; la stampa generalista a parte eventi clamorosi come il primo sbarco sulla luna è sempre stata molto parca nel coprire le missioni spaziali, ed inoltre oggi la stampa ed i media generalisti sono agonizzanti; il loro scarso pubblico,non è certo particolarmente interessato alla scienza e allo spazio.
Quando torneremo sulla superficie della luna potremo godere di informazioni e contenuti impensabili anche ai migliori tempi di Tito Stagno; se la RAI o il quotidiano tale regala poca attenzione ,pazienza.
