Cernan chiede la dimissioni di Bolden.

Geno ci va giù duro. :facepunch:

"We (Armstrong, Lovell and myself) have come to the unanimous conclusion that this budget proposal presents no challenges, has no focus, and in fact is a blueprint for a mission to "nowhere.

http://nasawatch.com/archives/2010/07/cernan-calls-on.html

Non ci vedo nulla di strano, Cernan è un repubblicano convinto che cerca di mandare acqua al suo mulino… Mi dispiace che non si sia indignato così quando l’amministrazione Bush, molto più vicina ai suoi gusti, da una parte lanciava il programma Constellation e dall’altra riduceva fondi alla NASA. Comodo prendersela con Bonden…

E chiudeva il programma Shuttle.

Paolo Amoroso

Non condivido!
Ok, poteva indignarsi quando venivano ridotti i finanziamenti e fin qui ci siamo.
Chiusura programma Shuttle: secondo me inevitabile visti i costi ma è un discorso trito e ritrito.
Constellation aveva degli obiettivi chiari, l’attuale richiesta di finanziamenti (a mio modo di vedere) non ne ha, se non nebulosi e buttati là senza una chiara indicazione della strada da percorrere.
Questo il mio pensiero al di là delle preferenze politiche e affettive verso lo shuttle.
Sono altrettanto sicuro che il sig. Cernan da consumato uomo politico stia cercando di sfruttare la situazione per i suoi scopi (e a questo servono le sparate sui giornali) ma questo non deve influenzare la valutazione obiettiva dei programmi lasciando perdere il fumo e valuando l’arrosto.

Andare sulla Luna, Marte ed oltre (come sosteneva la visione iniziale di Constellation) può anche essere un obiettivo chiaro, ma se non è finanziato resta una sparata propagandistica, e fa passare i pragmatici come Obama come coloro che hanno “ucciso il sogno”, attirando le ire di lobbisti, lavoratori del settore ed entusiasti. Ribadisco: comodo prendersela con chi deve prendere decisioni impopolari obbligate…

Se non hanno i soldi neanche per il condimento non possono promettere lo stufato misto, preferisco uno che cerca di impostare qualcosa con i fondi realmente disponibili ad uno che lancia un programma sapendo fin dal principio che non è in grado di finanziarlo.

Sparata o no, un obiettivo chiaro indirizza il progetto anche se magari per mancanza di fondi si raggiungerà con tempi più lunghi. Non avere obiettivi “uccide il sogno” indipendentemente dai soldi investiti semplicemente perchè il sogno non c’è! Pragmatico è chi programma e definisce un cammino da seguire, non chi non dà obiettivi chiari.
Se per decisione impopolare intendi lo shuttle, ho già dato il mio parere: era semplicemente inevitabile visti i costi e le tecnologie, ma non ha nulla a che fare con la mancanza di obiettivi.

Non sto dicendo che sia male programmare con i soldi che ci sono, anzi lo auspico! Quello che ho detto è che proprio non sono riuscito a vedere una programmazione chiara nella richiesta di finanziamento avanzata. Si parla di sviluppi futuri, di nuove tecnologie, di un nuovo vettore ma senza dire nulla di preciso di come dovrebbero essere queste cose e soprattutto come raggiungerle.

Per decisione impopolare intendo chiudere il programma Constellation, impossibile da finanziare. Sullo Shuttle credo che siamo tutti d’accordo.
Sul fatto che non ci siano obiettivi ho i miei dubbi: estensione della vita operativa della ISS, abbattimento dei costi con i COTS, finanziamenti alla NASA per quella famosa ricerca di base che non si fa da tempo, visto che i (relativamente) pochi fondi a disposizione venivano prosciugati dallo Shuttle.
Logico che vorrei vedere anch’io un pò di chiarezza sul lato manned, e capire se almeno la Orion andrà avanti, ma del resto non è colpa di Obama se i soldi sono pochi e il principale accesso americano allo spazio sta andando in pensione.
Dovevano pensarci più concretamente coloro che hanno suonato sulla grancassa del nazionalismo becero fino a due anni fa senza del resto fare niente di concreto per restare competitivi.

OT: Stati Uniti attenti, i russi stanno per superarvi nella supremazia spaziale!
Fine OT
Io spero vivamente che nei prossimi ani la NASA si dia una mossa! Di qui al 2015 si progetterà il razzo che ci porterà su Marte e oltre, mentre nei 5 anni successivi si costruirà questo grande razzo che sarà in grado di portarci fin lassù.
Chissà perchè ma io al grande razzo di cui sto parlando associo un bel Ares V… forse mi sbaglierò o forse no… chi lo sa.

Semplicemente

No bucks, no Buck Rodgers

Quoto al 100%

Su questo sembrano essere tutti d’accordo visto che, esattamente a ruoli invertiti, sta avvenendo la medesima cosa con l’attuale guida…

Il problema non sta tanto, e solo, nell’andare da qualche parte ma nell’avere una “robusta” linea di finanziamenti alle spalle.
La NASA delle origini, quella di Eisenhower per intenderci, non aveva ancora un chiaro “commitment” (e non lo avrà fino al famoso discorso di Kennedy nel luglio del 1961), tranne quello di portare la presenza umana americana nello Spazio, in compenso aveva fondi ed appoggi alla Casa Bianca.

Bush aveva dato un preciso indirizzo alla NASA, per ragioni puramente propagandistiche, senza però supportare tale impegno con un adeguato programma economico di finanziamenti. Questo è un dato di fatto.

Obama non ha fatto altro che far tornare, da un certo punto di vista, la NASA alle sue origini. Non una chiara direzione, se non quella di garantire la presenza umana in LEO (non dimentichiamoci che esiste, ed esisterà per parecchio ancora, una cosa chiamata ISS), ma almeno un adeguato supporto finanziario per far si che la NASA di oggi, e quella di domani, cominci a fare le cose in una maniera diversa rispetto al passato.

Tale aspetto può piacere o meno ma è così che stanno le cose.
La NASA di domani dovrà garantire la presenza umana in LEO (ed oltre in prospettiva) con una modalità diversa da quella finora implementata, punto.

Quando Eisenhower (che era Repubblicano) decise di istituire la NASA, ricordiamolo un ente civile, le lobbies militari americane (allora molto più potenti di oggi) reagirono malissimo. Percepirono la cosa come un evidente perdita di potere, così come tante lobbies di oggi strillano per il passaggio “ai privati” dell’iniziativa spaziale americana.

Allora come oggi lo scopo era aumentare l’efficienza di un sistema che si era rivelato dispendioso senza dare nulla in cambio. Solo il tempo potrà dire se Obama ha imboccato la strada giusta, una cosa è sicura le cose stanno cambiando - e in fretta - non ha senso rimpiagere ciò che è stato ma concentrarci su ciò che sarà…

Che la NASA abbia bisogno di robusti finanziamenti è innegabile!
Obama ha aumentato leggermente il (richiesta per il momento) budget NASA che potrà contare su più libertà economica semplicemente causa dismissione Shuttle (anche questa cosa necessaria e unanime mi sembra).
Ha mantenuto la ISS, altro tassello importantissimo così come l’affidarsi ai privati per l’accesso LEO.
Ma non condivido invece la visione rosea circa gli obiettivi così nebulosi!
Dal mio punto di vista preferivo una visione propagandistica anche se sotto finanziata ma con un obiettivo certo e definito verso cui concentrare gli sforzi.
Certemente come detto senza soldi non si va da nessuna parte, ma “se voglio andare là (con un là ben definito), prima o poi ci arriverò anche se mi ci vorrà più tempo visto che mi dai meno soldi”.
P.S.
Non mi sembra così poco chiaro l’obiettivo di Eisenhower di “portare l’uomo nello spazio” in un momento in cui non ci si andava in orbita!
Mi risulta nebuloso invece “facciamo un HL per portare tanta roba in orbita” quando la LEO è pressochè assodata

La critica di Cernan è, in sostanza, non c’è nulla che ci fa sognare nella politica spaziale attuale. Ok non ha torto, però non sono d’accordo Biduum sul fatto di lanciare una linea che non sia finanziata. E’ contrario alle regole politiche di una nazione sana. Stabilisco un obiettivo realizzabile, vi indico dove reperisco i fondi per realizzarlo, inizio a realizzarlo.
Che la LEO sia consolidata da un punto di vista tecnico di fattibilità sicuramente. Che l’accesso tramite la Soyuz sia garantito, turandosi un po’ il naso da un punto di vista di relazioni di politica estera pure, però non mi sembra al momento, intendo in una visione post-Shuttle, che gli USA abbiano un mezzo proprio per arrivarci. Ecco, che dopo 50 anni si sia ancora in questa condizione è frutto di tante decisioni giuste al momento ma evidentemente sbagliate sul lungo periodo. La critica alla politica spaziale di Obama è forse più da indirizzare in questa ottica: dare una direzione precisa su come gli USA intendono arrivare in LEO.

Eh già,ma Ike era un Repubblicano molto diverso da quelli dell’epoca post-Reagan.
Fu l’unico Presidente che mise in guardia dallo strapotere del settore militare-industriale nella vita Americana (ed era un ex Generale).
Circa lo spazio commise un errore gravissimo,quello di ritardare la messa in orbita di un satellite,che poteva già essere lanciato verso il 1955.
Perchè lo fece? perchè aveva paura che sorvolando platealmente l’Unione Sovietica avrebbe aumentato la tensione con i Russi in un momento in cercava di raggiungere una prima “distensione”.
Fu un errore gravissimo.
Geniale fu invece la creazione della NASA e l’esclusione dei militari dal gioco,anche se il progetto MISS dell’Air Force avrebbe forse potuto portare un Americano nello spazio entro il 1960,e col Mercury si ricominciò tutto da capo.
Eisenhower in seguito criticò anche il programma lunare di Kennedy giudicandolo una dispendiosa assurdità;
lui avrebbe preferito un passo dopo passo con un bilancio più ridotto e sostenibile
(Mercury-Apollo in LEO-circumnavigazione della luna-stazione orbitale-forse un qualche tipo di spazioplano dagli anni 70).
Circa Bush bisogna dire che in effetti la loro famiglia è sempre stata interessata allo spazio.
Non dimentichiamo i piani del padre,affossati dall’arrivo di Clinton,come quelli di Jr dall’arrivo di Obama (ed a ben altro stadio di realizzazione).
Avesse lasciato perdere guerre assurde ,sconsiderate e cretine,ed avesse messo una frazione dei soldi dilapidati in quelle imprese scriteriate nel programma spaziale,oggi parleremmo di tutt’altra storia.
Ma purtroppo "Bubba"era quello che era;
ci vorranno decenni per rimediare ai danni che ha provocato (sempre se sarà possibile).
Detto questo,Mi pare che la politica di Obama in questo settore sia piuttosto confusa (si veda la storia di coinvolgere il mondo Mussulmano) e rischiosa.
Certo,se va bene potrebbe aprirsi una nuova strada,ma se va male le conseguenze per il volo spaziale umano Americano saranno catastrofiche.
Cernan non mi è mai stato a pelle umanamente molto simpatico,ma condivido il suo giudizio su Bolden,a parer mio davvero pessimo.

In questa interessantissima discussione io la penso esattamente come archipeppe. E ribadisco anch’io che solo il tempo dirà se Obama è stato lungimirante oppure no.

Si,ma se non è stato lungimirante saranno…razzi amarissimi,ora più che mai.
E’ come uno che investe ogni cosa in un affare,se vince diventa ricco,se perde va sotto i ponti.

Mmm… Non son d’accordo con te.
Riassumo il mio pensiero:
Bush → grandi obbiettivi, pochi fondi, punta tutto su Constellation, che comprende Ares I, Ares V, Orion, Lunar Lander, Base Lunare, shuttle da ritirare nel 2010, ISS nel 2015
Obama → obbiettivi nebulosi, un po’ di fondi in più ma non tantissimi, punta su settore commerciale, HLV, un derivato di Orion (??), ISS fino al 2020 e forse anche oltre, shuttle da ritirare nel 2010
Bush mi ha esaltato (dal punto di vista spaziale) e poi mi ha deluso, Obama non mi ha esaltato (anche perché mi esalto con più moderazione oramai) e aspetto che si diradi la nebbia, sia dal punto di vista politico, che tecnico.
Però quello che aveva puntato tutto su un cavallo è stato Bush. Se Constellation fosse andato avanti senza intoppi, cosa alquanto improbabile vista la penuria di fondi e la difficoltà intrinseca del progetto, sarebbe stato fantastico e Bush sarebbe stato osannato. Però il ritardo su Ares I ha messo in crisi tutto il programma.
Obama invece punta su diversi cavalli: la ISS continuerà ad esserci a meno di incidenti. Non è merito suo se è stata messa in orbita, ma continerà ad essere un punto fermo dell’esplorazione umana. Si spera che tra settore commerciale, HLV e Orion almeno 2 su 3 vadano in porto. Il rischio in realtà è l’eccessiva diversificazione, cioè che dividendo i soldi in troppi progetti si finisca a non concluderne nessuno.
Ovviamente qui stiamo analizzando solo l’esplorazione umana e non altri settori degli USA nello spazio

io mi fido di obama, e sono covinto che questo periodo di confusione fara bene all’astronautica…

diciamo che si stanno prendedo un periodo sabatico per chiarirsi le idee.

di belle speranze ce ne sono ancora: la proposta di un nuovo motore per viaggi più in la di dove siamo abituati un heavy lift che senza dubbio abbatterebbe i costi per missioni complesse di esplorazione interplanetaria, una iss, che ad oggi è probabilmente più utile di una base lunare…

un atto di fede, ecco di cosa c’è bisongo…

io mi fido di obama

Io non sono per gli atti di fede, sono per le analisi…
Il problema è che spesso mancano i dati e le capacità par analizzare la situazione (parlo per me ovviamente) e quindi bisogna andare un po’ naso