Cernan chiede la dimissioni di Bolden.

Qui siamo in un campo squisitamente scientifico ed economico, per cui la fede non c’entra molto.
Per quanto anch’io sia pienamente convinto della buona fede di Obama, devo riconoscere che con la Nasa ed il suo sviluppo lui (o il suo staff, dite come vi pare) ha fatto molti errori - se non altro di comunicazione - fino ad ora.
Quello che mi auguro è che per la fine dell’anno sia in grado di smettere di navigare a vista e possa finalmente dare un inidirizzo chiaro e fattibile, compatibilmente con i fondi a disposizione.

Io concordo con te. Devo dire di aver perso la mia stima per il presidente Obama, dal punto di vista dell’esplorazione spaziale.

Se parliamo di esplorazione spaziale (immagino che tu intendessi quella manned visto che quella unmanned sta andando a gonfie vele) allora siamo fermi al 1972. Dopo Apollo 17 non si è più esplorato un bel niente. Non vedo quindi che colpa abbia Obama se per 40 anni la NASA non ha più messo il naso fuori dall’orbita terrestre. La sua intenzione è proprio quella di riprendere questa esplorazione ma a suo avviso le attuali tecnologie sono insufficienti. Ecco quindi che si lavorerà allo sviluppo di tecnologie in grado di farci fare un salto di qualità rispetto al programma Apollo, per spingerci anche oltre l’orbita lunare. Per tutto questo ci vuole tempo. L’errore a mio avviso lo hanno commesso gli altri presidenti, che si sono “accontentati” dello shuttle non cercando di guardare oltre. Magari a quest’ora certe tecnologie sarebbero già state sviluppate e non saremo qui ad assistere a questo lungo gap spaziale.

In realtà Obama ha avuto la sfortuna di trovarsi nella situazione peggiore (dal punto di vista spaziale) degli ultimi 40 anni, con lo Shuttle ormai “bollito” ed in via di pensionamento ed un programma Constellation sottofinanziato che non proponeva molto di diverso dal leggendario Apollo.
La scelta in sè di azzerare tutto e cambiare l’approccio a mio parere è da condividere, ed in questo devo dire che non mi sento deluso.
Torno a ripetere che gli errori fatti dal suo staff sono di comunicazione e collegamento con gli addetti del settore, che non sanno ancora cosa succederà loro, e questo è male, perchè stiamo parlando di lavoratori (sia pure di una fascia ristretta e molto localizzata).
Resta poi l’incognita del senato, che a novembre va alle elezioni, che probabilmente segneranno il ritorno di una maggioranza repubblicana determinata a bloccare il lavoro di Obama e preparare il ritorno di un predidente GOP (ve la immaginate la Palin allo studio ovale? brr…).

Concordo in pieno, questo è stato sicuramente il più grande errore:cullarsi sugli allori dello shuttle, anche dopo che il primo incidente aveva dimostrato che non era proprio perfetto perfetto

Scusate, ma ve lo immaginate lo Shuttle in orbita lunare? E in orbita marziana?
Ovviamente nè l’una nè l’altra opzione è fattibile per questioni tecniche. Infatti i 3 SSME sono concepiti per essere usati solo al lancio, dopodichè si spengono e non si utilizzano più. Prendono il loro posto i due OMS, i motori di manovra, che coi loro 53.40 kN di spinta massima non riuscirebbero a far raggiungere all’orbiter la velocità di fuga terrestre in tempi ragionevoli. L’errore qui è stato, se non si pensava ad altro che allo Shuttle, di non modificare l’assetto delle navette sostituendo i 3 motori principali (che diciamo sono in una missione quelli “usa e getta”) con motori riutilizzabili di spinta uguale (che ricordo essere di 5450 kN) o maggiore.

… e risolvere gli altri 2456738 motivi per cui uno Shuttle non può uscire dalla LEO…

Sarebbero? Mi fai qualche esempio di questi motivi?

  • Assenza di pannelli solari
  • Assenza di serbatoi e DeltaV per uscire dall’orbita
  • Scudo termico che non sopporterebbe rientri extra orbitali
  • Struttura che non sopporterebbe rientri extra orbitali
  • Assenza di qualsiasi forma di scudo anti radiazioni per l’equipaggio
  • Avionica non protetta da radiazioni per lo spazio esterno
  • Bilanciamento termico e smaltimento del calore dimensionato per la LEO e nn per lo spazio esterno
  • rapporto massa/payload estremamente sfavorevole per un utilizzo extra-LEO

… e questo è solo quello che mi viene in mente in 2 minuti…

E’ come pretendere di far volare fino in orbita un elicottero.

Direi un paragone azzeccato.

qunto tempo ha ancora obama? due anni?

bene, se questi due anni possono servire come “periodo sabatico” per schiarisi le idee e ripartire alla grande, credo sia un sacrificio che vada fatto nell’interesse anche di chi ora “soffre” a vedere qusto “sbandamento della gestione”.

poi, bisonga anche tener conto che l’opinione pubblica preme su altri argomenti più terreni e giustamente un governatore deve soddisfare i bisogni primari… giustamente poi la ricerca ha un ruoo importante, per il presente futuro di una società, ma sfortunatamente non da subito “pane” e ciò la gente non logradisce specie se sente che in un periodo di crisi vengono spesi miliardi in un settore ritenuto da molti “uno spreco”.

ora sembra che le nubi della crisi si stiano diradando…

due anni non sono pochi, e probabilmente se le cose andranno bene ne uscirà una nuova stagione dell’astronautica, o meglio una nuova era, spinta dalla ricerca e innovazione, piuttosto che dal semplice “sparo in orbita terrestre continuo senza nulla più”.

è chisa se proprio questo stop, non sia il preludio a quella spinta che manca ad una forte colonizzazione dello spazio!

Si ma a continuare a ripetere che potrebbe iniziare una nuova era dell’astronautica basata sulla ricerca alla fine i più sprovveduti potrebbero anche crederci… Stiamo scherzando?! fino ad ora l’astronautica non è stata basata sulla ricerca?! La ricerca, e la più spinta al mondo in molti dei settori coinvolti c’è sempre stata, e per fortuna, ma l’attenzione è stata sempre focalizzata dal grande pubblico sulle ricadute operative delle stesse, ovvero le missioni spaziali, manned o unmanned, ma reali, non sui centri di ricerca, le università, gli studi e la ricerca “propedeutica” che è sempre esistita, non è un’invenzione di Obama… Se quindi qualcuno vuole tagliare sulle missioni operative per i mille motivi politici già discussi l’unica cosa che ha da propagandare senza dire che taglia qualche cosa è dire che basa tutto sulla ricerca, che è solamente quello che è rimasto del quadro completo precedente, non quello che è stato introdotto di innovativo da un visionario…

E che poi questa fantomatica “nuova era di ricerca” (ripeto, come se prima la NASA non abbia mai finanziato la ricerca…) sia basata su sistemi COTS (dove qui lo intendo nel termine più conosciuto, ovvero “Commercial on the shelf” ) mi sembra solo l’ennesima incoerenza di una “vision” che in realtà non esiste.

Non so se fosse più visionario chi nutriva speranza nel Constellation o chi oggi cerca di avere speranze dallo scenario attualmente prefigurato…

Mi sa,la seconda che hai detto.
Poi in genere le fregature sono direttamente proporzionali alla retorica,
e su questa “nuova era di ricerca” di retorica a buon mercato c’è n’è a quintali.

Chi dice che lo spazio è inutile è gente che non sa che ogni dollaro speso in ambito spaziale ha un ritorno (lo spinoff) di sette dollari.
Ad esempio, pensate che oggi alcune innovazioni che ci sono nella vita quotidiana esisterebbero se non ci fosse stata l’attività spaziale? Qualche esempio?

  • gli omogeneizzati sono stati ideati per gli astronauti in orbita
  • i pannolini sono stati ideati per gli astronauti
  • i codici a barre sono stati ideati per tenere catalogate rapidamente tutte le parti che compongono i veicoli spaziali
  • senza satelliti in orbita le persone, comprese quelle che dicono che lo spazio è inutile, dovrebbero stare senza sistemi di posizionamento GPS e senza previsioni meteo
    … e poi preciso una cosa. Molta gente si lamenta che l’astronautica costa costa e costa, ma vorrei ricordare che per finanziare tutti i programmi dell’ESA (TUTTI!), ogni abitante dell’Unione Europea, dovrebbe versare ANNUALMENTE all’ESA 7.60 Euro. Non so a livello della NASA come starebbe la situazione, ma non credo che il “contributo” da versare all’agenzia spaziale americana da parte di ogni abitante degli USA sia di molto superiore, anche perchè sarà anche vero che la NASA ha più progetti in ballo dell’ESA, ma è anche vero che in Europa siamo pochi milioni mentre negli USA sono 270 milioni!

… a dire il vero siamo in 500 milioni… :wink:

…e gli Stati Uniti 300 milioni…

non credevo proprio che la popolazione dell’Unione Europea fosse maggiore di quella degli USA :star_struck:

il fatto che il grande pubblico non percepicsca che la ricerca in astronautica c’è sempre stata ed oltretutto è molto più spinta ed avanzata che in altri settori penso derivi sempre dalle solite illogiche scarsa ed approssimativa divulgazione e cattiva informazione dai mass-media.
eppure non dovrebbe essere chissà quanto complicato far capire che poco più di mezzo secolo prima non esisteva niente ancora lanciato in orbita (e certo i primi satelliti non si crearono dal nulla) e per confronto, ad esempio, le automobili nonostante fossero state inventate molto tempo prima non erano tutto sommato come principio di funzionamento tanto differenti dalle prime costruite.

Albyz, quando parlo di ere, ovviamente parlo astrattamente ( cosi come di nuova ricerca )

il mio ragionamento si basa su un’ipotetico metodo di suddivisione dei tempi dell’esplorazione spaziale:

oggi saremo alla 3 forse 4 era, bloccati in un limbo incapaci di scegliere la strada da percorrere

queste “ere” ( se cosi le possiamo chiamare) sono scandite dalle generazioni di tecnologie ed obbiettivi conseguiti.

la prima senza dubbio è l’era pionieristica dei satelliti (sputnik, explorer), poi segue quella dei primi uomini (gagarin, shepard) seguita a ruota dalla corsa alla luna (zond, apollo) e poi dall’era “moderna” (mir, iss) ovvero poi l’uso pesante dello spazio a fini umani (satelliti tv, meteo, esplorativi universitari, gps…).

ovviamene è solo un’ideale di suddivisione dei periodi passati, che ci è utile per capire il concetto di nuova era:

quella dove l’uomo cerca di abbandonare l’orbita della terra (intesa sul piano solare) oppure a metter permanentemente piede sulla luna iniziando una forte colonizzazione o anche iniziare a sfruttare commercialmente lo spazio con ritorni diretti ( vedi gli hotel i cots giustamte da te citati ), o con altre possibili forme di sviluppo (fonti energetiche ad esempio).

io ritengo probabile che quello che cerca di fare questa amministrazione è la ricerca di un metodo per uscireà da un modo di “fare futuro” che mostra i segni del tempo.

in particolare la propulsione che limita di fatto quello che possiamo fare!

è indubbio infatti che un nuovo modo più efficente di raggiungere l’orbita e esplorare le enormi distanze dello spazio è la chiave per dire “usciamo dall’orbita terrestre” e rendere più concrete le nostre possibilità di permanenza definitiva fuori dall’atmosfera terrestre.

la luna e i razzi chimici andavano bene per gli anni 60/70 perchè era il massimo dell’espressione tecnologica
ma chi metterebbe la mano sul fuoco che oggi non si possa fare meglio?
all’epoca vennero speso parecchio denaro, se oggi venisse replicata tale spesa non dubito che arriveremo a godere di un nuovo fantastico veicolo per l’esplorazione e sfruttamento commerciale dello spazio.

che ci scommettereste che in un ipotetico programma di missione umana marziana, vedremmo l’uomo arrivare su marte tornare è chiudere i battenti del programma, perchè troppo costoso e rischioso?

i vari vasimir, propulsori al plasma, nucleari ecc…non attendono altro che un atto di coraggio, uno sforzo in tale senzo.
anche un vero hlv, darebbe un forte impulso, con la possibilità di ottere grandi carichi in un unico lancio ( tutto a favore di sicurezza e riduzione costi-rischi)

si sta scegliendo ( forzatamente, per gli errori commessi in passato ) di rimanere a terra senza vettore umano e allora si dice (anche per salvare la faccia) : “scelgliamo oggi di restare a piedi per poter correre domani… un investimento sul futuro!”
…talmente importante che arriverei ad osare anche la chiusura dei programmi manned pur di raggiungere quest’obbiettivo, anche perchè poi godrei di una nuova forte leadership, che mi permetterebbe di recuperare il tempo perso, riprendendo le distanze dai paesi emergenti e prmettendomi di suonare forte la campana del “dominatore dello spazio”…

“i romani dominavano perchè facevo le strade, gli inglesi perchè facevano le navi, gli americani perchè hanno gli aerei, chi domina lo spazio domina il mondo” …è gli americani lo sanno bene ( che con la conquista della luna spodestarono i russi e imposero un modelo economico al mondo ) è sanno che stanno perdendo questo dominio, perciò quando improvvisamente si sono accorti che altri aveno raggiunto il loro status, sono corsi ad invertarsi qualcosa alla svelta creando solo confusione e perdendo tempo.

ora un passo indietro è indispensabile per rimettere ordine e rilanciarsi come “potenza dominatrice”

perchè in fondo lo sappiamo, lo spazio è anche la proiezione della propria potenza militare ed economica e questo sotto sotto ci deve rassicurare perchè è il motivo per cui gli amricani non possono permettersi di restare a guardare ed il motivo percui in un modo o nell’altro tireranno fuori l’idea giusta e che con tutta probabilità, farà la gioia di molti appassionati dell’esplorazione spaziale!

ecco il perchè ho “fede” :slight_smile:

(incredibile ma i trallazzi del potere stavolta potrebbero farci bene!)

p.s. fossi io a scegliere su cosa puntare direi:

-vettore con capacità 200 t in leo
-motore nucleare per l’uscita dall’rbita terrestre
-continuare l’impegno su iss
-cercare di spostarne magari l’orbita su un piano più “utile” per i fini esplorativi se questo potesse essere in futuro utile ( ad esempio come base appoggio per l’assemblamento dei vettori per marte )
-proporre al contempo la realizzazione di iss2 sulla base dell’attuale iss
-proporre e favorire l’introduzione di partner privati alla costruzione non solo per la fornitura di materiali ma anche per la ricerca attraverso moduli “di proprietà”. (aiutando quindi il privato ad accedere allo spazio e svincolando lo stato da un impegno economico maggiore in un “iss2”)
-coinvolgere i militari alla realizzazione di una base lunare su un’ipotetico rischio di “luna rossa cinese”, e sfruttarne poi le tecnologie a fini civili.