Come favola è bella, poi però tornando alla realtà si scopre che la ricerca rivoluzionaria proposta da Obama nella propulsione è in realtà su un nuovo tipo di propulsore criogenico del tutto tradizionale per l’HLV, l’HLV previsto è qualche cosa di molto simile ad Ares V e alle sue configurazioni ipotizzate, che la propulsione nuclerare nei lanciatori ovviamente è impraticabile, ieri oggi e domani, che la ISS non si può spostare di orbita per ovvi motivi, che i citati Vasimir stanno già per essere prodotti senza che Obama ci abbia messo il naso… e allora di cosa stiamo parlando?
Esprimo un mio parere riguardo alla ricerca.
E’ vero che la ricerca è sempre stata finanziata dalla NASA, però ho avuto l’impressione, forse anche sbagliata, che privilegiando la parte operativa sia andata scemando quella di ricerca.
Mi spiego con esempi pratici:
I moduli della ISS utilizzano tecnologie di 20-30 anni fa. Niente di male, funzionano, vanno benissimo. Quello che mi ha stupito è che il primo modulo inflatable l’abbia lanciato la Bigelow. Certo, si parla sempre di un progetto nato NASA, ma mi sarei immaginato che il primo modulo gonfiabile lo lanciasse proprio la NASA e non un’azienda privata, proprio in virtù della loro eccellenza in ricerca.
Secondo esempio:
motori a propellente ibrido. Non stiamo parlando di motori che risolveranno i problemi di immissioni in orbita, ma sarebbe stato interessante studiarli. Quello che mi sarei aspettato sarebbero stati test su test di un’azienda guidati dalla NASA fino ad esperimenti tipo quelli sugli scramjet. E invece è stata la SpaceDev che con lo SpaceShip one ha lanciato il primo motore ibrido.
Terzo esempio: l’elettronica. Ok, qua tocchiamo un campo delicato. L’elettronica è l’inaffidabilità in persona, entra in gioco la sicurezza e tanti altri fattori. Però forse ci dovrebbe essere uno sforzo maggiore di testing per rimanere al passo. Sulla stazione spaziale si parte dai 386 e ultimamente si sono introdotti i pentium 75 (questo è quello che so). Sono stabili e sicuri, però il pentium 75 ha ormai 15 anni e non è più in produzione. La stazione spaziale dovrebbe durare altri 10-15 anni, quindi significa che a fine vita operativa i processori saranno vecchi di 30 anni. Quando si lavorava nel progetto Apollo si usavano i computer vecchi di 15 anni?
Secondo me la NASA deve porsi come obbiettivo N° 1 la creazione di HLV…
Tutto il resto: Marte, Meteoriti ecc… sono solo chiacchere e promesse da politico.
Se la NASA vuole mantenere la sua leadership, secondo me, deve prima di tutto puntare sulla creazione di un HLV; poco importa che sia simile all’ ARES V o un veicolo totalmente di nuova generazione; l’importante è che abbia un carico utile molto elevato e che sia disponibile nel + breve tempo possibile.
Successivamente l’ente americano dovrebbe intensificare i rapporti di collaborazione con gli altri enti spaziali: ripercorrendo il positivissimo percorso intrapreso negli anni '90 per la iss.
Questa volta però con nuovi obbiettivi, più ambiziosi: magari iniziare uno studio di fattibilità di una vera e propria astronave, i cui componenti saranno portati in LEO dal nuovo HLV statunitense e lì assemblata (utilizzando le conoscenze derivate dalla iss).
Una cooperazione internazionale potrebbe ridurre i tempi (aumentando gli investimenti sulla ricerca) per la risoluzione degli spinosi problemi che ancora ci rilegano in LEO.
Per il semplice accesso LEO non trovo sia una scelta troppo azzardata quella di puntare sui COTS…
cominciare già a suddivere in “ere” i primi 50 anni di esplorazione spaziale temo che sia un pò azzardato. se ci sarà, sicuramente non a breve ma molto più in là, un notevole salto tecnologico sul tipo di propulsione allora forse si potrebbe parlare di nuova era;
e se anche nei prossimi due secoli si utilizzerà ancora la propulsione chimica, sebbene più evoluta fin dove è tecnicamente e fisicamente posibile, perchè non si sarà riuscito a realizzare nulla di convenientemente alternativo, chi potrebbe escluderlo?
perchè azzardato? anche l’aviazione seppur con soi 100 anni di vità a già le sue belle 10-11 “generazioni-ere”
p.s. non ho mai detto che un hlv dovrebbe avere un propulsore nucleare!
sarebbe un suicidio ecologico disperdere gas contaminati ad ogni lancio!
siamo daccordo che una tecnologia innovativa da quel punto di vista non c’è, ma ciò non preclude la possibilità di sviluppare un erede ad esempio del mitifo F1, anche partendo da ex novo, ovvero un motore che è destinato a grandi vettori e grandi carichi, con tutta l’affidabilità del caso.
il nuclerare è il propulsore per uscire dall’orbita, ma semmai lo sviluppiamo, mai lo useremo!
che poi i vasimir e altri non siano opera obama , questo non conta, non tutto può uscire dall’opera di uno, sarebbe un disastro, quand’esso verrebbe a mancare.
ben vengano i settori già esistenti che aspettano solo l’occcasione di dimostrare ciò che possono fare!
ecco, questo è dare impulso alla ricerca, invertire quello che sembra sempre più un processo All’italiana, che tende a soffocare la ricerca pura.
poi per carita, io non abito in florida, e non posso esser a conoscenza della condizione dei ricercatori americani
l’ aviazione ha avuto 11 ere? e quali sarebbero? non è che ti stai confondendo con le ere geologiche?
certamente gli aerei si sono evoluti dal motore a pistoni/elica al reattore ma i vettori spaziali iniziarono con la propulsione chimica ed ancora funzionano così.
dando un breve sguardo alla storia della tecnologia umana pare più chiaro che per ottenere notevoli balzi tecnologici occorre un gran lavoro di studio, ricerche, nuove scoperte e sperimentazioni da parte di numerosi scienziati, tecnici e che può durare anche secoli.
alcuni esempi:
nella Grecia antica Erone intuì i principi e le potenzialità della propulsione a vapore ma per quasi 18 secoli l’ unico mezzo di trasporto terrestre era la trazione animale e solo verso agli inizi del secolo XIX costruirono una prima locomotiva a vapore e poi verso la fine dello stesso secolo le prime automobili, inizialmente anch’ esse a vapore e poi con motore a combustione interna.
nel XV secolo Leonardo da Vinci studiando il volo degli uccelli si convinse che anche l’ uomo prima o poi avrebbe volato ma solo agli inizi del XX secolo fu realizzato il primo aereo.
nel XX secolo Einstein formulò le sue teorie di fisica relativistica ma solo nel secolo XXV/XXVI/XXVII oppure ancora oltre si riuscirà ad ottenerne un utilizzo pratico e vantaggioso!!! (logicamente è una domanda che agli inizi del secolo XXI non può avere ancora risposta…)
l’aviazione può esser suddivisa in pre e post reazione:
il p80 shoting star, rappresenta i primi veivoli, funzionanti propulsi da reattori (prima generazione)
la seconda generazione, quellla dell’f86, si distiguen pr i motori più potenti e velocità prossime a quella del suono
poi vennero gli f100 super sabre, gli f104 a delta e i mig 19, capaci di velocita transoniche e oltre
viene poi la 4 generazione, quella degli aerei più famosi come f4 phantom il mig 21, i mirage, capaci di volo a mach due e dotatidi armamento missilistico come arma primaria
ce poi un caso particolare, cioè quello degli arei definiti di 4 generazione e mezza, ovvero gli f16, f15, f14, f18, mig 29 sukhoy su 27, ef 2000, tornado
per ultimo, la generazione dei caccia del futuro, f22, f35, t50… dotati di capacità steath, ma sopratutto di limitati costi operativi e rapida manutenzione/capacità di ritorno a combattere in breve periodo.
ecco che quindi nella sola era dei motori a reazione contiamo ben 6 generazioni!
stesso concetto lo possiamo tranquillamente applicare all’esplorazione dello spazio, non credi?
mercury, atlas, vostock
saturn 1 b, voshod
saturn v, n1
shuttle, buran, proton
arianeV , atlasIV, deltaV
…
domani: hlv, ariane VI, atlasV… VEGA!
tanto per fare una divisione rapida
non ci trovo niente di male, i razzi del 60 non sono certo i razzi del 2010 e male se comparandoli troveremmo poce differenze!
facendo un certo sforzo logico per tentare di intuire cosa effettivamente tu voglia esprimere ho constatato che dalle iniziali, da te presunte, 11 ere dell’ aviazione ora si sono ridotte a 2, e sarebbero:
pre reazione;
post reazione
però suddivise in “generazioni”.
i sistemi di propulsione come principi fisici di base dovrebbero restare invariati però fra una generazione e quella successiva pare che un miglioramento, una leggera evoluzione, un superamento della naturale obsolescenza dovrebbe esserci.
per l’ astronautica mi pare di capire che tu classifichi una sola “era”, però come per l’ aeronautica anch’ essa distinta in “generazioni” di cui in sequenza temporale sempre più evolute.
l’ unica cosa che non è mi chiara è quale sarebbe la logica conclusione, il morale della favola, di questa, un pò confusa classificazione.