Challenger: una terribile ipotesi

La morte degli astronauti dello Shuttle Challenger potrebbe non essere avvenuta con l’esplosione.Le indagini hanno suggerito la separazione della cabina dal resto del veicolo che ha proseguito in volo balistico. Molto probabilmente il decesso é avvenuto per l’impatto con l’oceano.

1 Mi Piace

Grazie per il video
È un dato accertato da decenni che i sette astronauti non fossero morti nell’esplosione, come è accertato che almeno due di essi avessero azionato direttamente o indirettamente l’ossigeno di emergenza. Quindi non è una novità che alcuni arrivassero all’impatto con l’oceano “biologicamente” vivi. Qui intendo che non si saprà se coscienti o meno al momento del toccare l’acqua oceanica che da quell’altezza era come toccare il cemento

4 Mi Piace

In questo post del 2011 trovi la conferma

3 Mi Piace

Confermo, è una cosa che si sa da sempre.

Se non ricordo male, hanno trovato degli switch manuali “aperti”, il che conferma che qualcuno degli astronauti ha provato a manovrare l’orbiter dopo l’esplosione, pensando di avere ancora un orbiter e non rendendosi conto che era rimasta intatta solo la parte pressurizzata.

Consiglio la lettura dell’investigation report di NASA (la commissione Rogers), cosa che fanno per tutti gli incidenti gravi:

5 Mi Piace

Purtroppo è vero, qualcuno aveva anche azionato l’erogazione ossigeno di emergenza, a riprova che i 7 erano vivi dopo l’incidente.

1 Mi Piace

Una sicuramente fu Judith Resnik per sé e per chi gli stava affianco

3 Mi Piace