Chavez-Putin=accordo su spazio e petrolio.

E’ stato siglato il 3 aprile di quest’anno un accordo tra il premier russo Putin e il Presidente del Venezuela Chavez.
Oltre ad accordi sullo sfruttamento del petrolio sudamericano, l’incontro ha anche annunciato la collaborazione in materia spaziale tra i due Paesi. Chavez ringrazia la Russia per la sua lunga e formidabile esperienza in questo campo, dichiarando che:<<IlVenezuela é ormai entrato nella corsa allo spazio>>.
Che la morte lenta e dolorosa del sistema spaziale americano provochi un interesse maggiore nel resto del mondo? Meglio un’ operazione mediatica come il Constellation o un lento accrescimento a livello mondiale?

Ai posteri l’ardua sentenza… Cmq ritenere il Constellation una semplice operazione mediatica mi pare riduttivo: l’obbiettivo non era il solo e semplice tornare sulla Luna, ma creare un avamposto fisso lunare…

Utilizzando però tecnologie che gia ora possono ritenersi passate. Siamo gia andati sulla luna con razzi e capsule, ora però dovbbiamo ritornarci, anche aspettando qualche decennio, con un’intera flotta di spazioplani o orbiter nuovi, spinti da nuovi sistemi di propulsione e da hardware e software sempre piu nuovi.

Direi che se si guardasse al constellation come operazione mediatica non saprei davvero come giudicare l’iniziativa, dal nulla, di un paese giudicato da metà nazioni unite con una forma di governo diciamo discutibile :slight_smile:

io saprei giudicare questa iniziativa…la giudicherei proficua per l’intero settore.Piu gente gioca, maggiore é la possibilità di trovare un buon giocatore con un buon metodo. Dovevamo giudicare male l’URSS quando mandò in orbità lo sputnik e succesivamente Gagarin solo perché aveva una forma di governo discutibile? A me sinceramente non interessa il perché, a me interessa il progresso. La competizone e lo scontro sono ciò che tirà fuori dall’uomo la voglia di andare oltre ed essere migliore

Il fatto di andare sulla Luna con Spazioplani è dal punto di vista ingegneristico poco efficiente e praticamente utopico, cerca sul forum se nè già parlato più volte, x i nuovi sistemi di propulsione a cosa ti riferiresti???

Ho citato li spazioplani per dire che non possiamo piu tornare sulla luna con il modello missione di una volta. Orion e Altair saranno piu grandi e l’Ares piu sicuro, ma rimangono sempre incatenati a una visione “Apolliana” dello sbarco lunare. Dobbiamo migliorarci, sempre.
Riguardo alla propulsione mi riferisco, senza scadere nell’utopico, a sistemi tipo VASMIR e similari. Non sopporto pu di vedere razzi sulla rampa e continuare ad utlizzare propellenti chimici. Il fuuro stà nello slegarsi di continu dal passato

la tecnologia VASMIR (e le varie propulsioni elettriche) e i lanciatori hanno poco a che vedere… i motori elettrici nn hanno abbastanza spinta x vincere la gravità terrestre quindi sono inutilizzabili come lanciatori… la tecnologia VASMIR per andare sulla luna secondo me avrà poco riscontro x i voli manned forse sarà utilizzabile x cargo lunari LEO -> LUNA -> LEO… sicuramente sarebbe + efficiente x missioni BEO…

infatti il vasmir io lo concepisco come ultimo stadio di un veivolo turbojet-ramjet-scramjet. Creare le condiioni di andare nello spazio partendo da una semplice pista per aeri di linea. Rendere lo spazio accessibile ai piu.

mi sa che diventerebbe un po’ lunghina andare sulla luna con il VASIMR come dici tu…
(Cmq chiedo scusa x l’OT…)

i miglioramenti esistono…forse non sarà il vasmir di oggi ma puo essere quello di domani…preferisco aspettre 20 anni che ritornare su adesso con vecchie tecnologie

ad aspettare sempre nuove tecnologie non saremmo mai andati da nessuna parte.

4 motori diversi per raggiungere la Luna (con il dettaglio che nessuno di questi permette di raggiungere la LEO…) … se questa è ottimizzazione… (scusa il sarcasmo :wink: )

Quoto (e non lo faccio mai per principio)

adesso non arrivi neanche in leo…l’otimizzazione sta nel prendere una cosa impossibile e trasformarla in possibile.Ripeto quello che penso: dvessi aspettare 20, 50,100 anni, sarei sempre convinto che il razzo non é piu pensabile come lanciatore se vogliamo progredire nella ricerca

E neanche domani…
Ne turbojet, ne ramjet, ne scramjet potranno mai permettere il raggiungimento dell’orbita, semplicemente perchè hanno bisogno di “aria” per funzionare… Idem per il VASIMIR che avendo impulsi molto molto bassi non permette di immettere payload in orbita… Questa è fisica non sviluppo tecnologico…

l'otimizzazione sta nel prendere una cosa impossibile e trasformarla in possibile.

No, quella è magia, e non esiste…

quindi suggerite di utilizzare i razzi anche tra 100 anni?

il progresso lo si ottiene quando si riresce a compiere un azione che gli altri ritengono impossibile coi mezzi a disposizione (Colombo, Wright, von Opel, Oberth …)

Se ne è parlato tante volte in questo forum e credo di capire la logica di MajorTom (bel nick, complimenti… peccato non mi sia venuto in mente quando mi sono iscritto io :cry: ) . Credo che la logica sia nel metodo, non nella tecnologia.
Il metodo corretto, che funziona in campo industriale, è quello dei moduli che si uniscono tramite interfacce. Il Lego, per fare un esempio, è un ottimo sistema modulare, chi negli anni 50 ha pensato al sistema degli studs (i bottoncini in cima ai mattoncini) ha inventato una interfaccia che permette di unire mattoncini degli anni 50 con mattoncini odierni senza immaginare che mattoncini ci sono oggi e con il solo vincolo che i mattoncini devono implementare la stessa interfaccia. La programmazione orientata agli oggetti ha lo stesso approccio: scrivo un modulo e lo interfaccio con altri dei quali non mi interessa cosa c’è dentro o come sono scritti, mi interessa solo che parametri inviare e cosa otterrò indietro . Se poi un domani decido di ottimizzare un modulo riscrivendolo, gli altri moduli non ne vengono influenzati.
Ok la sto facendo lunga :grin:k… vado al punto: Nel nostro caso il “modulo” non è inteso come oggetto ma come fase della missione: è questo il punto fondamentale da progettare.
Il Constellation prevede (prevedeva ?) un arrivo sulla Luna con una tecnologia non suddividibile - non fraintendetemi, non intendo Ares I ed Ares V suddivisioni - l’approccio è quello ancora di Apollo. Un approccio modulare potrebbe( è solo una delle possibili soluzioni) spezzare la missione in : arrivo in Leo, costruzione di uno spazioporto in Leo, costruzione di uno spazioporto in orbita lunare, modulo che fa la spola tra le due stazioni e modulo che fa la spola tra la stazione lunare e la Luna. In fin dei conti andare in Leo si può fare in modo abbastanza consolidato con delle Soyuz e ci si potrebbe concentrare sul resto sviluppando qualche cosa di semplice per portare in orbita grossi carichi.
Poi al cambiare della tecnologia questa potrebbe essere utilizzata per sostituire l’arrivo in Leo con le Soyuzmagari con spazioplani senza che il resto del sistema venga toccato. E’ un approccio più da fantascienza ma porrebbe davvero le basi per la colonizzazione dello spazio.
Scusate se l’ho fatta un po’ troppo lunga :grin:

hai centrato piu o meno in pieno il mio pensiero. Spendere piu soldi adesso con ricadute in termini economici maggiori piu avanti. Se riusciamo a renderee lo spazio piu accessibile ed economico( per questo citavo ramjet, scramjet e via dicendo) la colonizzazione della Luna verrà da se. il constellation voleva fare questa cosa spendendo molto di piu adesso solo per dire"gurdateci, riusciamo a frlo di nuovo e anche leggermente meglio". Una cosa fattta velocemente e con razzi giganteschi di cert influenza e agita le folle, ma un lavoro costante di miglioramento che duri di piu e agisca un po al di fuori dell’opione publica renderebbe certo le cose molto piu proficue nei tempi avvenire

Forse quello che servirebbe adesso, e che secondo me è venuta un po’ a mancare negli ultimi 30 anni, è un po’ + di quella SPREGIUDICATEZZA che ha permesso all’ uomo di compiere grandi imprese…
Non fraintendetemi, non intendo il mandare un astronuta allo sbaraglio verso obbiettivi fantascientifici, ma proprio ritrovare il CORAGGIO, e lo SPIRITO PIONIERISTICO che negli anni ‘60/‘70 ha permesso all’ uomo di (utilizzo la citazione di pilgrim1) “compiere un azione che gli altri ritengono impossibile coi mezzi a disposizione”.
Ripeto cmq che ritengo essenziale la sicurezza nell’ ambito spaziale come in qualsiasi altro, ma secondo me in un settore così giovane servirebbe ancora un briciolo di avventura!!!