Dopo la Cina anche l'Europa 'copia' SpaceX?

#1

Infatti è appena stata avviata ArianeWorks, una piattaforma per accelerare i lanciatori europei del futuro.
Il bello è che, nel video che accompagna la presentazione, vi è un razzo sperimentale, Themis, molto simile ad un Falcon 9 con tanto di zampe, grid fin ed atterraggio di precisione.
Insomma, dopo aver guardato con sufficienza la SpaceX sul riutilizzo del primo stadio ecco che, dopo la Cina e la Blue Origin anche l’Europa si mette a ‘copiare’ quei pazzi di Hawthorne…

http://www.parabolicarc.com/2019/02/26/arianegroup-cnes-launch-arianeworks-acceleration-platform-develop-reusable-boosters/

Ecco il video in questione…

https://www.ariane.group/en/photo-video/arianegroup-and-cnes-launch-arianeworks-acceleration-platform/

#2

Non vedo nulla di male nel cambiare idea e copiare un’idea che all’atto pratico sta funzionando. :slightly_smiling_face:

#3

Già, chi l’avrebbe mai detto? In fondo tutti gli sviluppi tecnologici o scientifici sono avviati da qualcuno che non si accontenta di fare come si è sempre fatto ma sceglie strade nuove, inesplorate, magari rischiose, spesso, errate, e rare volte azzeccate.

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#4

Il progresso e’ basato sul plagio.

In questa fase di rapida evoluzione comunque, prima di fare grossi investimenti, e’ meglio stare un pochino alla finestra per capire quale sara’ la tecnologia di riferimento per i prossimi anni. Come diceva Bismack imparare dall’esperienza e’ importante ma meglio ancora imparare dall’ esperienza degli altri.

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#5

Più che copiare qui si tratta di inseguire, dopo aver guardato con tipica sufficienza francese il fenomeno Spacex, inizialmente visto più come fenomeno da baraccone che altro, fino a quando Musk non ha cominciato ad azzannare significative fette di mercato.
A quel punto…

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#6

Una considerazione commerciale spicciola: la storia insegna che partire per secondi richiede molto ma molto più “fiato” e quindi investimenti. Vedi samsung contro iphone, ce ne ha messo di tempo il colosso giapponese per sopravanzare, e ancora non é detta l’ultima. Vada per la Cina che evidentemente il fiato ce l’ha, ma l’Europa con il suo budget? Per scavalcare o raggiungere, occorrerebbe un’idea ancora più innovativa. A me piaceva l’idea del blocco motori paracadutato, e se si riuscisse il corpo in filo di carbonio a perdere. Poco peso da tirarsi dietro, con guadagno conseguente di payload. Credo che nel caso di SpaceX, a memoria, ne vada sacrificato un 30% solo per zampe carburante etc

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#7

Secondo me all’Europa non mancano i soldi (sono legati alla volontà politica, ma non sono impossibili) quel che manca nel settore è una realtà industriale agile.
Arianespace, volente o nolente ha lacci statali e parastatali veramente pesanti. Addirittura peggio di ULA con la quantità di nazioni che deve partecipare per pressioni politiche e che inevitabilmente complicano il flusso di lavoro.
Auguri :man_shrugging:

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#8

Fantastico un po’:

Se l’Europa facesse un primo stadio nell’ecosistema Vega riutilizzabile, che rientra e scende con paracaute e mid air catch, mentre gli stadi successivi solidi li facessero a costi molto piu’ competitivi e in serie come sembra possibile, il vecchio continente sarebbe fortissimo almeno in questa nicchia. E si costruirebbe il know how per poi eventualmente scalare su stadi riutilizzabili per lanciatori piu’ grandi.

Il mid air cartch per veicoli piccoli e’ estremamente promettente. Fino ad ora e’ stata una via trascurata tentata poco seriamente anche con piloti di elicottero di hollywood che facevano tutto ad occhio, ed infatti ci sono stati tentativi falliti miseramente (vedi missione Genesis). Ma ora siamo nell’era dell’Elettronica , dei droni e dei servocomandi di precisione.

Il peso a secco del primo stadio Vega (o di un ipotetico primo stadio liquido) e’ agevolmente nella portata di molti elicotteri commerciali (e l’Europa ha Agusta-Westland, Airbus ecc…). Rispetto all’atterraggio retropropulsivo si risparmia un bel po’ di complessita’, di propellente per il landing burn non piu’ necessario, il peso delle zampe, e non c’e’ piu’ la necessita’ di throttling dei motori.

Ovviamente e’ necessaria qualche innovazione tecnica per andare ad acchiappare con un gancio “attivo” un anello di aggancio semirigido in cima al paracadute o qualcosa del genere, ma la complessita’ del software e dei meccanismi di controllo potrebbe essere non cosi’ diversa da quella di un drone giocattolo che ti fa i selfie con optical flow e videostabilizzazione.

Insomma, potrebbero anche provarci. In teoria sarebbe un approccio in grado di dare grossi vantaggi. Avere un lanciatore leggero a bassissimo costo per missione in grado al contrario di altri di portarti su un’orbita si misura, con la miniaturizzazione in corso dei satelliti, potrebbe essere utile.

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#9

Visto che di riusabilita’ si parlera’ ancora parecchio e l’Europa, dopo essere stati un po’ alla finestra qualcosa dovra pur fare, posto qui un articolo apparso l’altro ieri:

#10

Ulteriore conferma del CNES…