Una volta raggiunta una quota di pochi metri dal suolo marziano, i numerosi airbag che circondano il lander si sono aperti, in vista dell’impatto col suolo marziano. Si sono poi accesi i retrorazzi, che hanno ridotto la velocità di caduta quasi a zero, dopodiché è stata tagliata la corda che teneva il lander ancora legato al guscio posteriore.
I retrorazzi ancora accesi hanno allontanato guscio e paracadute, mentre il lander, ormai libero, ha iniziato a rimbalzare su Marte, “per più di 10 minuti” secondo la NASA finché, esaurita la spinta, si è fermato, e gli airbag si sono sgonfiati.
Non so quale sia stato il processo seguito per arrivare a questa decisione, immagino sia la quantita’ di energia generata per ciascun Sol. La decisione che mi pare molto discutibile e’ la capacita’ cosi’ ridotta delle batterie invece!
Perche’ il paracadte o viene ottimizzato per essere impiegato per velocita’ supersoniche ed atmosfera estremamente rarefatta oppure viene ottimizzato per l’ultima fase della discesa.
Su MSL (e le altre missioni) il paracadute e’ sempre stato impiegato per l’atmosfera alta dove e’ piu’ “semplice” selezionare la configurazione ottimale.
Si ma pesano di più… e se il costo al kg da portare nello spazio è sensibile, il costo al kg da portare in orbita è tanto, il costo al kg da portare sulla luna è enorme… il costo al kg da portare su marte… te lo lascio immaginare…
1 anno è inteso come garanzia di funzionamento. Sicuramente funzionerà per un tempo assai maggiore, come poi hanno fatto i MER con tutt’altro sistema di generazione di potenza.
In ogni caso, credo che non sia possibile usare un paracadute per la fase finale, perché c’è il rischio che vada a coprire o comunque a impacciare la sonda coi cavi.
In effetti stavo pensando che con lo skycrane non ci sarebbe il problema di dover creare una piattaforma di atterraggio sopra alla quale è agganciato il rover, perché si userebbero le ruote anche per il primo contatto.
Inoltre un sistema di atterraggio attivo rende l’ellisse di atterraggio piu’ insensibile a venti di superfice. Piu’ piccolo e’ l’ellissi e piu’ e’ facile trovare un buon posto per atterrare.