Dream Chaser: Lockheed Martin consegna a Sierra Nevada la prima struttura

Una nuova attrazione è stata aggiunta al parco giochi preferito dagli astronauti presso il Building 9 del Johnson Space Center, come lo definì una volta Thomas Pesquet. Dunque la ricostruzione 1:1 dei moduli della Stazione Spaziale Internazionale si arricchisce del simulatore del Dream Chaser, che gli astronauti utilizzeranno per il loro addestramento e la loro formazione.

Anche il mockup del Dream Chaser è a grandezza naturale, ma sezionato a metà per facilitare l’addestramento degli astronauti, e presto sarà completo del modulo di stivaggio Shooting Star, dei boccaporti, dei condotti di ventilazione e delle attrezzature necessarie allo stivaggio delle merci.

Video alla massima risoluzione preso da Vimeo.

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Mi piace l’approccio di Sierra Nevada Corporation, ci stanno facendo vedere il lavoro dietro le quinte della costruzione di un veicolo spaziale. È incredibile quanta tecnologia ci sia!

Aspetto trattato oggi è il sistema laser utilizzato in fabbrica per individuare il punto esatto dove effettuare i fori, come previsto dal progetto.

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Qualche giorno fa Kathy Lueders, responsabile del dipartimento Human Exploration, ha visitato il luogo in cui si sta costruendo il primo Dream Chaser che avrà nello spazio.

Se tutto andrà secondo i piani, tra meno di 12 mesi vedremo questo spazioplano in orbita per la sua missione di rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale.

Durante il tour in fabbrica, Kathy Lueders ha avuto modo di avere di vedere il prototipo in scala utilizzato nella galleria del vento.

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Ha sostituito Bridenstine? :grinning_face_with_smiling_eyes:

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Articolo della CNBC (link nel tweet) sui progressi del Dream Chaser

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Nonostante la pandemia abbia costretto Sierra Nevada Corporation a rivedere le tempistiche per il volo inaugurale del Dream Chaser, i preparativi per il “grande giorno” non si fermano! Oggi ci viene mostrata un’immagine che diventerà sempre più familiare: il centro di controllo missione.

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Ad aprile 2020 l’intelaiatura della coppia di ali del Dream Chaser è arrivata alla catena di montaggio di Sierra Nevada Corporation a Louisville (Colorado, USA). Dopo mesi di attesa, il tempo per costruire le maschere guida per l’assemblaggio finale, ad ottobre gli ingegneri hanno iniziato l’allestimento delle ali, che per essere finite, si dovranno installare più di 65 componenti. Per vederle agganciate alla struttura portante del Dream Chaser bisognerà attendere l’estate del 2021.

Qui video originale ad alta risoluzione della loro rotazione sui supporti:

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Nel corso del 2020 Sierra Nevada Corporation ha conquistato molti traguardi intermedi (pietre miliari) e in un articolo ne ripercorre i 20 più significativi e importanti:

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È impressionante quanto somiglia ancora all’originale Bor russo dal quale è stato derivato.

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Si, ma se guardiamo in generale ai ‘lifting body’, l’ottimizzazione storica del design porta inevitabilmente ad una convergenza delle forme proposte.

Oltre al DC, vedi anche ESA Hermes.

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Si e no, esistono varie forme di lifting body.
In particolare Spiral OS/Bor-4 con DC condividono esattamente la stessa configurazione.
Qui non siamo in presenza di una convergenza quanto di una copia.

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Il progresso e’ basato sul plagio.

Quando qualcuno trova un design che funziona bene ci sta che gli altri si allineino allo stato dell’arte. A parte che questo design deve ancora dimostrare di andare bene e di essere la soluzione piu’ efficiente a determinati requisiti. Anzi, buona cosa che qualcuno finisca di svilupparlo e verificare se e’ una buona strada.

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Trovo molto efficaci i tweet di Sierra Nevada Corporation sui progressi del Dream Chaser. Considerazione personale a parte, vediamo cosa ci mostrano di nuovo! Approfitto di questa immagine per un commento sulle parti blu visibili. Per chi non lo sapesse sono soltanto delle protezioni per evitare danni negli spigoli/bordi della struttura portante in carbonio.

Ecco qua uno scorcio del sito di assemblaggio del Dream Chaser, dove tutta la squadra di lavoro mette tutto il suo impegno ed energie affinché il volo inaugurale della loro creatura sia un successo. A sinistra si nota il modulo esterno non riutilizzabile “Shooting Star”, mentre sulla destra si può riconoscere la parte anteriore di Tenacity- Sapete chi è, vero?! :blush:

Per facilitare il lavoro degli specialisti, lo Shooting Star è collegato alla banco di lavoro tramite degli anello (uno per ogni estremità) grazie ai quali è possibile ruotarlo in ogni posizione. Ad un’occhio attento, una cosa del genere la troviamo a Bajkonur per Nauka.

I vani ricavati nella struttura portante del Dream Chaser hanno una duplice funzione, oltre quella strutturale e di contenimento del peso, infatti servono per alloggiare i vari sistemi del veicolo cargo: batterie, serbatoi per acqua, gas, carburante (per i razzi del controllo di assetto), carrello d’atterraggio, sistemi del supporto vitale, e così via.

L’operaio Arthur ci porta sotto il Dream Chaser, oserei dire nella zona anteriore, e ciò ci permette di osservare più da vicino i cavalletti che tengono su la navicella. Ovviamente la sicurezza prima di tutto, quindi munitevi di caschetto da cantiere e di tutti i DPI del caso.

Con questo il tour finisce qui!

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Sierra Nevada Corporation ottiene la prima autorizzazione concessa da FAA per fare atterrare il Dream Chaser sulla pista dello Shuttle Landing Facility di Cape Canaveral

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Vi presento David, un ingegnere specializzato in ingegneria dei sistemi che lavora per Sierra Nevada Corporation. Sarà lui a portarci dietro le quinte e ci farà conoscere alcuni dei sistemi che guideranno il Dream Chaser verso la Stazione Spaziale Internazionale e la pista di atterraggio del Kennedy Space Center.

La prima fermata del nostro giro è il laboratorio chiamato Vehicle Avionics Integration Lab. È qui dove si sviluppa e collauda il cervello del Dream Chaser: l’elettronica! Grazie ad un apposito computer, dotato del software di volo, è possibile verificare che esso invii e riceva correttamente i dati dalle varie interfacce, sensori e terminali.

Qui sotto abbiamo un componente importante del sistema di navigazione: il telemetro laser. Esso misura e quantifica la distanza tra il Dream Chaser la Stazione, oltre che permettere il calcolo della velocità relativa rispetto ad un punto di riferimento. Una della mansioni di David e dei suoi colleghi consiste nell’accertarsi che il fascio luminoso (laser) sia rilevato, ma anche di calibrare il sistema in base alla varie condizioni.

Benvenuti nel Flight Control Integration Lab, l’ultima tappa della visita odierna. In questo spazio si trova il banco prova delle componenti meccaniche come gli attuatori delle superfici alari, le botole del carrello di atterraggio e cose di questo genere.

Il successo di una missione è nelle mani di queste persone, più o meno giovani che siano, ma che purtroppo spesso passano in secondo piano, non per merito o importanza. È incredibile pensare a quanti dipendenti lavorano con passione ad un progetto. Bravi ragazzi/e, continuate così!

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È un po’ che non parliamo del Dream Chaser, vero?! Dopo oltre sei mesi dall’ultimo aggiornamento, giungono finalmente notizie sui progressi fatti e sulle componenti al momento in lavorazione.

Tra gli elementi più importanti non si può non menzionare il 'Sistema di aggancio comune passivo: l’interfaccia di collegamento tra la Stazione Spaziale Internazionale e la navetta cargo di Sierra Space. Di recente gli ingegneri che lavorano a Louisville (stato del Colorado), la “casa” del Dream Chaser, hanno fissato sul modulo di servizio Shooting Star le varie parti del sistema di attracco, preparandolo al momento in cui sarà connesso ad una delle interfacce attive situate a nadir, cioè rivolte verso la Terra, dei moduli Harmony e Unity.

Come, ad esempio, il veicolo cargo Cygnus o la Cargo Dragon di prima generazione, anche il Dream Chaser non è in grado di attraccare direttamente alla Stazione, ma avrà bisogno dell’ausilio del braccio robotico Canadarm2 per farlo.

Collaudare sulla Terra elementi progettati per operare in condizioni diverse da quelle operative, obbliga gli ingegneri a trovare soluzioni creative per riuscire nel loro intento. È il caso dei pannelli fotovoltaici del Dream Chaser che non aono pensati per aprirsi con la gravità terrestre, altrimenti il peso stesso dei pannelli romperebbe le cerniere. Ecco che viene in soccorso una ingegnosa guida sul soffitto che funge a sua volta anche come banco prova delle celle fotovoltaiche.

L’approvvigionamento elettrico del Dream Chaser è garantito da sei pannelli lunghi 150 centimetri ciascuno, per un’apertura totale di nove metri, a loro volta impacchettati in due gruppi da tre e fissati in modo speculare ai supporti sullo Shooting Star.

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Il successo di una missione non è garantito esclusivamente dalle capacità e dalla flessibilità del veicolo spaziale e dal razzo vettore. Nemmeno a dirlo, l’ingrediente segreto è il “fattore umano”, per questo tutte le persone coinvolte devono essere pronte a svolgere egregiamente il loro lavoro. Ebbene sì anche il personale in sala di controllo tra i banchi di scuola.

Sierra Space ha affidato a Jeremy Owen l’onore di mostrare al pubblico il dietro le quinte. Per chi non lo sapesse lui ha lavorato alla NASA per un decennio (2001-2011) come direttore della squadra della logistica per lo Space Shuttle e la Stazione Spaziale Internazionale. Oggi, grazie alla sua esperienza nelle operazioni spaziali, sta formando i direttori di volo del Drsam Chaser e tra questi vi è Jeff che sarà in sala di controllo per il volo inaugurale.

L’addestramento analizza nel dettaglio tutte le fasi della missione e il tweet soprastante ci mostra la squadra all’opera durante un avvicinamento (rendezvous) del Dream Chaser alla Stazione. È vero, seppur molto realistiche si tratta comunque di simulazioni, ma l’importante è acquisire familiarità e abilità con le procedure. Ormai il grande giorno sempre più vicino: meno di 12 mesi!

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poche notizie da Sierra Nevada Corporation sullo stato di avanzamento nella costruzione del primo Dream Chaser, ma sembra comunque che si proceda

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Insegui e realizza i tuoi sogni. La squadra di Sierra Space che lavora al Dream Chaser è un gruppo accomunato da questo obiettivo comune. Indipendentemente dall’esperienza pregressa dei dipendenti, un aspetto che non viene sottovalutato è la formazione teorica e pratica del personale.

Tyler è un istruttore di Sierra Space e si occupa di istruire i nuovi assunti. Giornalmente svolge dalle quattro alle sei ore di lezione, sia in aula per apprendere le basi teorica sia in officina, dove i dipendenti prendono dimestichezza con le lavorazioni e acquisiscono la manualità necessaria.

Durante i suoi corsi Tyler fornisce la regola d’oro da tenere sempre a mente: occhio al dettaglio e non dare nulla per scontato. Ecco, ad esempio, una delle attività sul campo: scoprire da una lastra lo strato di rame. Essa è una parte importante, poiché compone la cosiddetta Gabbia di Faraday che scherma e proteggere interno del Dream Chaser dagli effetti dannosi dei fulmini.

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si istallano le scaffalature che ospiteranno l’avionica del Dream Chaser

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