Elon Musk avanti tutta: BFR su Marte, Luna e Terra

Si potrebbe anche immaginare di ripristnare le capacità di manutenzione in orbita perse con la fine degli Shuttle?

Si e non solo verso la ISS, basti pensare anche ad HST…

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Oh anche JWT, nel caso il dispiegamento non andasse bene bene bene…

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Ieri si è tenuta la conferenza virtuale Humans to Mars, a cui hanno partecipato tra gli altri Tory Bruno (ULA) e Elon Musk (SpaceX). La conferenza purtroppo era a pagamento, ma sono usciti alcuni dettagli sulle dichiarazioni dei due. Qui riporto quelle di Elon.

Il pallino di Musk, lo sappiamo, è colonizzare Marte e a questo proposito è sicuro che, con il giusto tempo, SpaceX ci riuscirà. La sfida principale non sarà però andare là, ma soprattutto quando e come, perchè ci sarà da costruire una base marziana e successivamente espandarla sempre di più finchè non sarà autosufficiente.

Non sarà una missione facile, anzi. Le difficoltà e i rischi saranno elevatissimi e sarà un’esperienza non da deboli di cuori, ma se riuscirà, sarà una delle imprese più gloriosi ed emozionanti che saranno mai state tentate.

Strano ma vero: non aveva ancora pensato a quali potrebbero essere i titoli dei giornali terrestri quando SpaceX riuscirà a far atterrare degli umani su Marte.

Ci sono altri tweet ma relativi a Starship, per cui :eyes: sul thread dedicato.

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Per chi volesse ascoltare l’intervento intero è disponibile qui.

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Stavo pensando, mettiamo caso che nel giro di 4/5 anni space x fosse in grado di mandare una starship intorno alla luna (considerando il ritmo con il quale stanno procedendo non lo considero fantascienza), questo non metterebbe in serie difficolta’ la NASA e il programma Artemis? E’ quindi nell’interesse della NASA stessa incentivare un programma come questo?

Penso che la risposta che ti abbia dato @marcozambi poco tempo fa sia applicabile anche qui. Ovvero: NASA sicuramente sceglierà SS una volta che sarà operativo, avrà dimostrato le sue capacità (e se ovviamente nel frattempo non sono usciti nuovi progetti simili o migliori). Ma attualmente, con la deadline al 2024 di esseri umani sulla superficie e con il fatto che SS è ancora in fase molto prototipale, NASA dovrebbe fare un enorme atto di fede a finanziare massivamente il programma. Come ti ha già detto Marco, SS è un progetto multi-purpose: hai cargo, equipaggio, rifornimento in orbita. Praticamente tutto. Ma se vuoi arrivare sulla Luna nel 2024 (tra l’altro nemmeno per starci troppo, essendo la presenza sostenibile dal 2028) ti serve qualcosa di molto specifico. Un po’ come voler usare un coltellino svizzero super sofisticato per aprire una cassaforte quando puoi usare semplicemente una forcina. Deve essere immediato. Poi se invece devi compiere qualche azione criminosa, beh, una forcina non uccide nessuno, un coltellino svizzero magari si.

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Non mi riferivo tanto alla scelta sui lander che la NASA dovra’ fare a febbraio, ma a un possibile successo di Space x nel mandare anche solo una SS intorno alla luna nel giro di 4/5 anni. In quel caso mi chiedo, che senso avrebbe proseguire con il programma Artemis e la Orion? Sopratutto che figura ci farebbe la NASA, con in mano un progetto costato decine di miliardi di dollari e gia’ vecchio prima di partire? Per questo trovo che in verita’ la NASA non abbia tutto questo interesse a fare in modo che il progetto SS funzioni, almeno fino alla meta’ degli anni 30.

Forse in quel caso no, ma al momento sì. Non c’è solo il razzo per il programma Artemis, ci sono decine di migliaia di persone che devono pianificare milioni di altre cose attorno al programma. SLS c’è già, sta solo facendo i test, è stata pianificata e costruita la capsula Orion, ed è tutto (quasi) pronto a partire tra un anno. Partirà Artemis 1,2,3, forse Europa Clipper, se poi nel frattempo, tra 4/5 anni come dici tu, SS si rilevasse più capabile di SLS in tutto, lasciatemi passare l’inglesismo, si passa a SS. Se SLS riesce a fare qualcosa che SS non sa fare, si userà SLS per quelle poche missioni che hanno restrizioni che vanno bene solo per lui.

Tieni in mente che la certificazione per il volo con equipaggio è un processo lungo e costoso. Nel frattempo ci accontentiamo si SLS, che è certificato, manca solo il volo di test senza equipaggio.

La NASA ci farà la figura del driver di innovazione, come è stato per il programma di sviluppo Commercial Crew Program, le aziende private hanno fatto quello che la NASA non è riuscita a fare ma finanziate dalla NASA stessa.

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La domanda mi spinge a tornare su un punto che abbiamo affrontato varie volte, ma che spesso rimane prigioniero nelle conversazioni che si stratificano.

NASA e SpaceX non sono in concorrenza.

In generale, le agenzie spaziali non devono “tenere testa” ai privati, anzi, oggi esistono principalmente per agevolare la loro crescita.
Nella mia testa ho tre principali motivi per cui le agenzie spaziali sono utili:

  • convogliano e coordinano gli investimenti di denaro pubblico verso l’industria aerospaziale (non entro nel merito dei discorsi di efficienza, che poi si finisce in inutili luoghi comuni di pubblico vs privato)
  • realizzare quella ricerca di base che l’industria (specie la piccola/media impresa) faticherebbe a finanziare in quanto molto costosa e potenzialmente senza garanzie di ritorno sull’investimento
  • agire da ente regolatore/certificatore, promuovendo interoperabilità tra diversi costruttori (hw e sw) e stabilendo standard minimi di sicurezza per lanciatori e veicoli

Quindi, l’immagine suggestiva che NASA (ma anche ESA per questo) debba essere l’ente sempre e comunque protagonista dell’esplorazione spaziale, stile anni '60, non ha più senso in questo momento storico e anzi, dato quanto sopra significherebbe un fallimento dei suoi scopi esistenziali.

Se l’industria, se SpaceX, ad un certo momento supererà quello che era un’esclusiva NASA fino ad un decennio fa (ad es. portare carichi e astronauti in orbita bassa), allora per NASA sarà una vittoria in quanto avrà raggiunto uno dei suoi scopi.

Peraltro, con NASA libera dal dover fornire il servizio strategico di accesso all’orbita bassa, le sue energie e i suoi fondi possono focalizzarsi a guidare il passo successivo: la Luna prima e Marte poi, o qualsiasi altra priorità l’amministrazione USA deciderà.
E anche allora ad un certo punto i privati potrebbero subentrare all’ente pubblico, con ulteriore espansione e crescita per il settore aerospaziale di quella nazione.

Quindi, per finire e tornare alla tua domanda, secondo me se SpaceX arrivasse sulla Luna entro 5 anni NASA potrebbe solo esserne contenta, e rivolgersi a nuovi ambiziosi obiettivi.

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La NASA ne sarebbe felicissima, per tutto quello che hai giustamente scritto, Boeing ed ULA un pò meno felici…

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Aggiungerei anche che le Agenzie Spaziali svolgono un ruolo geopolitico (prestigio nazionale).
Tutte, tranne forse l’ESA.

A me sembra evidente che la NASA non aveva alcuna intenzione di ritornare sulla Luna e che lo faccia solo per ottemperare al suo ruolo geopolitico (cioè su richiesta di “Washington”).
Tant’è vero che la NASA non ha un piano degno di questo nome per quel che riguarda la Luna (“presenza sostenibile” non è un piano, è un titolo), contrariamente ai Cinesi che ne hanno uno abbastanza dettagliato e ragionevole (come si può vedere in questo Forum).

Quindi se SpaceX la sollevasse da questo ingrato compito in un modo qualunque (dubito, però), la NASA sarebbe ben felice e potrebbe concentrarsi su quelli che evidentemente considera i suoi core business (a torto o a ragione), cioè una missione umana su Marte e l’esplorazione robotica dei satelliti del sistema solare esterno di interesse astrobiologica (Europa, Titano, Encelado, …)

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Questo è un altro frainteso molto comune.

La NASA è un ente indipendente, ma non ha e non può avere un “suo” programma (a parte quello insito in ogni ente, cioè di procurarsi abbastanza lavoro ed essere determinante su abbastanza tavoli da non “scomparire” :stuck_out_tongue: ).

NASA implementa sempre e comunque quanto viene indicato da Washington.

Non ha “suoi” piani indipendenti. Non è che abbia o non abbia voglia di fare questo o quello. Ha un budget che è determinato dalle cose programmate, e tali cose arrivano da Washington.
A richiesta, NASA può suggerire nuovi obiettivi e relativi livelli di fattibilità all’amministrazione corrente in modo che ci sia una situazione win-win: l’amministrazione si fa bella con un obiettivo di grande respiro e distribuisce posti di lavoro nei vari stati USA, e NASA ha un compito che le da motivo di esistere.

Ma bisogna secondo me avere ben chiaro che da quando si è conclusa l’era Apollo non è stata NASA ad avere le idee confuse, quanto Washington.
La “confusione” di obiettivi, tecnologie, le varie rimodulazioni e ripartenze di questo o quel piano strategico di NASA sono state la conseguenza diretta dei cambi di amministrazione USA e delle relative priorità spaziali.

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Quello che dici formalmente è vero.
Ma come in ogni organizzazione è vero, appunto, solo formalmente, dato che le organizzazioni sono costituite dalle “risorse umane”

A parte il “vertice della piramide”, che costituisce l’interfaccia con “Washington” il grosso del corpo è formato da persone che hanno speso buona parte della loro vita alla NASA e che ha solidi rapporti con il “mondo scientifico” che circonda la NASA

Anche questo è “formalmente vero”. Anche se i vari organismi di controllo hanno deputati e senatori abbastanza ferrati (talvota ex astronauti o ex dirigenti NASA), il “piano indicato alla NASA” è scritto a 4 mani e frutto di una mediazione (più o meno difficile, a seconda dei periodi) tra le esigenze e le inclinazioni della “struttura” e quelle di “Washington” (che non sono poi così “separate” come la mia rozza descrizione potrebbe far pensare)

Per cui alcune indicazioni del piano sono condivise e portate avanti con convinzione, per altre si applica l’antica massima “attacca l’asino dove vuole il padrone” …

Sì, ma la policy la scrive il Presidente e la approva (e finanzia) il Congresso.
NASA può, come ho scritto, aiutare l’amministrazione a scrivere le bozze, ma non è obbligatorio e soprattutto se il Congresso dice “salta” (sotto forma di finanziamento a questo o quel programma), NASA salta, anche borbottando, ma deve saltare, o salta (in un altro senso) l’Amministratore, che non a caso è di nomina politica.

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Continuo ad avere dei dubbi su questo, mi spiego meglio: Artemis/SLS e’ un programma “made in NASA” costato ai contribuenti decine di miliardi di Euro (a mio modesto parere spesi male e con un obbiettivo principalmente politico e non scientifico) e se un programma “made in space x” (questo e’ quello che passerebbe all’opinione pubblica) riuscisse a far funzionare un progetto migliore nella meta’ del tempo e con un decimo dei soldi la stessa NASA verrebbe agli occhi del mondo ridimensionata nel suo ruolo di “guida dell’esplorazione spaziale”. Non parlo di sostanza (su quello avete probabilmente ragione voi), ma di “percepito” del cittadino medio. Non e’ la NASA che sta provando ad andare su Marte, ma Elon Musk! Sara’ che forse ogni tanto mi scoraggio vedendo quello che la NASA e’ diventata rispetto al sogno che rappresentava all’epoca delle missioni apollo prima e shuttle poi.

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La NASA è nata perché c’era l’Unione Sovietica.
O meglio per reagire allo schiaffo dello Sputnik e di Gagarin.
Senza Korolev e i suoi razzi non avremmo mai avuto il programma Apollo.
Dopo il collasso dell’URSS la NASA è diventata uno dei tanti modi per creare lavoro altamente retribuito, ma dal punto di vista dei risultati è entrata in una lunghissima fase di stagnazione.

Ora si profila la sfida cinese, ancora molto lontana non tanto dai risultati ottenuti dalla NASA (distanza che esiste, anche se in calo) quanto dalla sensazione di minaccia che il cittadino medio americano provava di fronte ai successi sovietici.

Ciondimeno, la sfida lanciata dai cinesi, se continuerà a tener fede alle promesse, forse non ci riporterà ai gloriosi e irripetibili giorni del programma Apollo, ma almeno porterà la NASA fuori dall’attuale stagnazione.

  1. é degli occhi dei contribuenti statunitensi che si preoccupa, no del mondo, e ad educar quelli ci pensano gli uffici stampa degli eletti in quei collegi cui ha portato lavoro (La NASA è riuscita ad essere per gli USA quel che l’IRI non è riuscita ad esser per l’Italia)
  2. SpaceX sa bene quanto conta per lai la NASA ed anche i sui pr sapranno rendergli merito all’occorrenza (non tanto tempo fa un Elon Mask qualsiasi diceva di aver per password ILoveNASA?)
  3. Siamo poi noi statunitensi negli StatiUniti pasciuti a pane e media statunitensi? Ne sapranno mica men di noi, la NASA avrà quel che merita… (certo hanno eletto Trump e questo pare a me e a qualcun altro che dia poco crdito a loro e molto a Putin; nel caso mi preoccuperei piuttosto dei piani Russi… per la NASA :stuck_out_tongue_winking_eye:)

Nope. È un programma “made in Congress” al 100%.
Capisco di ripetermi, ma NASA è mero esecutore.

Questo argomento comunque qui è decisamente OT, e vale la pena ricordare che è già stato discusso moltissimo altrove.

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Per tornare in tema, stanotte all’una dovrebbe esserci un live con un’intervista a Paul Wooster, uno SpaceX Mars development engineer.
Diretta su https://explorers.org/ o facebook come scritto qui:
https://explorers.org/events/detail/spacex-making-life-multiplanetary-with-paul-wooster

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