ESA cerca un nuovo Direttore Generale

Nuovo articolo di Simone Montrasio pubblicato su AstronautiNEWS.it

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L’ importante è che chiunque sia il prossimi Direttore Generale pensi a lanciare tramite ESA con i propri mezzi degli astronauti della Unione Europea :eu: nello Spazio.

Ci mandiamo Cetto La Qualunque, allora.

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Senza un aumento di Budget anche no. Un programma umano significherebbe buttate alle ortiche tutto il resto dell’esplorazione spaziale. Osservazione della terra, missioni scientifiche interplanetarie etc. Non mi sembra il caso. Quando la coperta è troppo corta si deve decidere cosa coprire.

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Dai, visto il tuo chiodo fisso la butto sul ridere…

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:innocent:

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C’è un candidato: Astronauta Pedro Duque

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Secondo questo articolo, altri candidati alla posizione sono, oltre a Pedro Duque:
  1. Etienne Schneider, ex ministro dell’economia Lussemburghese,
  2. Roberto Battiston, ben noto ex presidente ASI,
  3. Simonetta di Pippo, direttrice dell’UNOOSA,
  4. Jean-Yves Le Gall, presidente del CNES.
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ESA ha chiesto ai papabili di preferire chi fosse supportato dal proprio governo.
Ecco la candidatura ufficiale dell’ottima Simonetta Di Pippo.

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Finalmente hanno ufficializzato quello che tutti si aspettavano :slight_smile:

Io non ci ho mai avuto a che fare direttamente, ma conosco tante persone che ci hanno lavorato e ne ho sempre e solo sentito parlare molto bene.

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Ho avuto l’occasione di conoscere Simonetta quando era in ASI (tanti anni fa) e vi posso confermare che si tratta di una persona appassionata, motivata e competente.

Teniamo le dita incrociate perché l’Italia spaziale avrebbe tutto da guadagnare da un Direttore Generale ESA italiano come la Di Pippo.

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L’ex presidente di ASI segnala un articolo del Foglio in cui si raccontano le vicissitudini della candidatura italiana. Sembra non sia andata granché bene…

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Battiston è ovviamente di parte in questa vicenda. Resta il fatto che l’Italia ha preso una bella batosta.

Oltre alle vicende “di palazzo”, io credo che l’Italia paghi di nuovo la sua strategia di voler tenere il piede in due scarpe, un po’ collaborando con ESA e un po’ lavorando direttamente con gli americani. Che sia conveniente o no per le aziende italiane, imho non si può seguire questa strategia e poi stupirsi se non si viene messi in posizione di comando a livello europeo…

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Qui un articolo con una breve biografia.

Riprendo dall’articolo.

Secondo il sito tedesco “l’Italia dovrebbe essere particolarmente soddisfatta della nomina di Aschbacher a direttore Generale dell’Esa. È in gioco l’esistenza dell’Istituto Esrin di Frascati. Con l’ascesa dell’austriaco all’Esa, la continuazione ora sembra più probabile. Inoltre, la guida dell’Istituto europeo di ricerca spaziale potrebbe ora cadere nelle mani degli italiani”.

Non sapevo che l’Esrin fosse a rischio chiusura!

Sempre su Start Magazine ho trovato un articolo IMHO molto interessante scritto da un ex vice Presidente di ASI che analizza la posizione dell’Italia.

E qui si va su un’altra nota dolente: meno di un anno fa tutti i capi dei Direttorati sono stati rinnovati con scadenza alcuni nel 2023 ed altri nel 2024 per cui, al più, sono negoziabili solo posizioni nei livelli gerarchici inferiori, A6 e A5 utili per la gestione operativa dell’ente ma senza reale potere politico-gestionale.

Il grave della cosa è che, nel 2019 quando il DG uscente ha presentato questa proposta, anche l’Italia la ha approvata senza considerare che in questo modo annientava tutte le possibilità di avere un piano B valido se fosse venuta meno la conquista della Direzione Generale nel 2020; imbarazzante dimostrazione di una incapacità di visione strategica e tattica di chi ci rappresentava in quel periodo in Esa.

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Penso sia una bella invenzione. Che ESA chiuda l’unico centro aperto nel paese terzo contribuente e stato membro fondatore credo troverebbe le barricate, e in un certo senso giustamente.

Ma una delle specialità che piacciono tanto a noi italiani sono le dietrologie, gli intrighi e quello spirito del “occhio che ci fregano” anche quando ci muoviamo in ordine scomposto con i nostri candidati e poi cerchiamo il colpevole altrove…

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Beh, non si puo’ non complimentarsi con la nota lungimiranza e professionalita’ dei politici italiani.

Abbiamo avuto i nostri DG, e Alsbach è un dirigente di alto valore, grande esperienza e se per questo come direttore di ESRIN parla anche un italiano eccellente Come in tante istituzioni internazionali, spesso vince il compromesso, in senso nobile.
Non è che ESA è bella e buona solo con un italiano al vertice. :stuck_out_tongue:

Si turna, per i prossimi 4 anni tocca all’Austria. :austria:

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Se ho capito bene si premia anche la lunga esperienza gia’ fatta in Esa.

Non era comunque mia intenzione sminuire il valore della persona scelta, tanto piu’ che non la conosco, neanche da fonti terze!

Concordo a metà.

“Intrighi” e “guerra per bande” - da intendersi come costruzione di reti di relazioni mirata a far prevalere il proprio interesse - sono IMHO la normalità in qualsiasi organizzazione complessa, UE compresa, dall’eurofestival al procurement della difesa, all’ESA e dintorni (per questo rimando al libro di Battiston).

Quello che avvilisce - e qui hai ragione da vendere - è che di fronte agli insuccessi si addita all’opinione pubblica la malafede o la scarsa “sportività” dei nostri partner ("/gli altri sono cattivi /ci fregano", come scrivevi) come causa di fallimenti che sono invece dovuti all’impreparazione e alla superficialità con cui affrontiamo i vari dossier.

A margine, questa vicenda per certi versi a me ha ricordato quella di Villadei.

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Allora concordiamo perfettamente. :+1:

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Io sinceramente non sono tanto convinto del fatto che “la colpa” sia stata dei nostri politici e di come si sono mossi nella scelta di uno o l’altro candidato

Aschbacher è Austriaco, ma fondamentalmente è nel raggio di influenza tedesco. Per me la sua nomina indica che la Germania sta alzando la testa: oltre a comandare economicamente, ora cominciano anche a prendere le redini politicamente.

La Francia ha avuto Dordain per un’eternità, passare di nuovo la palla a loro era troppo presto. E visto che anche in Germania la direzione di Wörner non è stata molto apprezzata, hanno trovato qualcuno per sostituirlo, rimanendo comunque nella sfera d’influenza tedesca…

Nota: questo non nega che l’Italia abbia fatto casino. Il mio dubbio è che, anche se avessero fatto le cose perfettamente, il risultato non sarebbe cambiato di molto

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