ESA e NASA insieme per la futura Mars Sample Return Mission

Lo scorso 5 luglio ESA ha ufficialmente affidato ad Airbus il compito di studiare la fattibilità del Sample Fetch Rover e dell’orbiter marziano per il ritorno a Terra dei campioni.
https://www.airbus.com/newsroom/press-releases/en/2018/07/Airbus-wins-two-ESA-studies-for-Mars-Sample-Return-mission.html

La missione dovrĂ  comunque essere approvata definitivamente dal consiglio ministeriale degli stati membri del prossimo anno.

Ad inizio ottobre, in ESTEC, Jan Wörner scherzava sul fatto che l’unica cosa decisa e chiara di questa complicatissima missione è l’atterraggio della capsula. Nello Utah. :grinning:
Ora si aggiunge qualche dettaglio a ciò che già sappiamo. Vediamo il riassunto che ci propone The Sciencemag:

2020 / 2021
A Luglio 2020 parte il rover Mars 2020 di NASA e atterra nel Jezero crater nel 2021. Fa un massimo di 43 piccoli carotaggi di fango essiccato di max 20 g, li custodisce in provette che un po’ tiene a bordo, un po’ appoggia a terra.

2026
Nel 2026 parte un altro lander di NASA che porta con sé un razzo che dovrà lasciare la superficie marziana e il rover-corriere di ESA. L’intero carico sarà più pesante di Curiosity e Mars 2020 messi insieme, si parla di 2.100 kg, perciò il tutto giungerà su Marte con molta, molta calma, nel 2028, dopo la stagione delle tempeste. (Non ho capito perché serva così tanto tempo). Il lander atterra grazie a retrorazzi (!! Boia cosa sono, dei Merlin? :smile:) e alla tecnologia di terrain relative navigation, che se non sbaglio è già stata utilizzata anche da InSight.

2026 - 2028
Un orbiter di ESA parte alla volta dell’orbita marziana. Sarà colui che catturerà le provette.

2028
Dopo il landing, il rover-corriere di ESA scende dal lander di NASA e va a cercare le provette depositate tipo… 7 anni prima. Auguri. Il rover ha pannelli solari che gli danno 6 mesi di tempo per fare il suo lavoro, percorrendo 200 metri al giorno in autonomia. Una volta arrivato nei pressi di Mars 2020 un braccio robotico, sempre costruito da ESA, rimuove le provette dal rover e ne inserisce max. 30 in una sfera della grandezza di un pallone da basket, per un totale di mezzo kg di suolo marziano. Più di 30 non può perché sarebbero troppo pesanti da riportare a terra. Le altre 13 saranno lasciate sul rover (e comunque è sempre bene avere qualche provetta in più nel caso qualche carotaggio non vada a buon fine).

2028 - 2029
Il rover ESA torna verso la sua zona di atterraggio dove trova il lander NASA con cui è giunto a destinazione e il razzo. Il razzo è ibrido, alimentato da paraffina e un ossidante liquido, e ha il compito di ricevere la preziosa sfera e lanciarla su un’orbita più alta di 300 km, dove raggiungerà l’orbiter di ESA. L’orbiter ha a bordo telecamere per identificare e catturare la sfera.
Dopo il rendezvous un meccanismo robotico costruito da NASA posiziona la sfera in un container sigillato e la sterilizza, poi il tutto viene chiuso in un terzo contenitore protettivo e inserito in un veicolo discoidale con propulsione a ioni che rientrerĂ  in atmosfera senza paracadute.

2031
Il disco volante arriva a Terra. Sì, nello Utah. Viene messo in quarantena e infine consegnato nelle mani degli scienziati.

Se non è materiale per un film di fantascienza questo…

Comunque, c’è un dettaglio in tutto ciò che fa amaramente sorridere. In tutto il programma dato in mano ad ESA sono stati ben attenti a non inserire uno specifico acronimo. Quale? :joy:

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Exo? Porta sf…?

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Forse perché non sarà lanciato direttamente verso Marte ma farà qualche gravity assist.

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Probabilmente con Venere, come si evince da questa engineering note.

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Se non chiamano la capsula di rientro “Ufo” smetto di seguire NASA… :rofl:

Io qualche altro failure point l’avrei inserito…
Senza contare che non riesco a capire perchè per una massa cosi limitata si usi una traiettoria di 2 anni.

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